Conferenza su Teilhard de Chardin

29 aprile 2013

Nel libro Conversazioni notturne a Gerusalemme  afferma il card. Carlo Maria Martini: « Mi ha sempre entusiasmato Teilhard de Chardin, che vede il mondo procedere verso il grande traguardo, dove Dio è tutto in tutto. La sua utopia è un’unità che assegna a ciascuno il suo personale posto, trasparente e accettato da tutti gli altri. Ciò che è personale rimane, ma in Dio siamo uno. L’utopia è importante: solo quando hai una visione lo Spirito ti innalza al di sopra di meschini confini».

Il pensiero di p. Pierre Teilhard de Chardin S.J., un cristiano fedele alla terra e alla ricerca del Cristo universale, a quasi 60 anni dalla sua morte non cessa di esercitare il suo fascino e di manifestare la sua attualità. In particolare, nel nostro contesto di mondo globalizzato, la sua categoria del Cristo universale può aiutare i credenti a vivere un cristianesimo relazionale, capace di praticare il rispetto, il dialogo e la collaborazione tra religione e scienza, le culture e le religioni del mondo.

A mezzo secolo dall’inizio del Concilio Vaticano II ci domandiamo come il suo pensiero sia stato riferimento per alcuni documenti conciliari e come sia attuale per dissentire dai nuovi “profeti di sventura” e presentare una Chiesa gioiosa, “madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di misericordia e di bontà”

Lectio Magistralis

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