Premiazione “Il mio sogno” al Salone del libro

15 maggio 2013

Giovedì 16 maggio alle ore 14.30 presso lo spazio Book del Bookstock Village  del Salone del Libro si terrà la premiazione della seconda edizione del concorso letterario “Il mio sogno”, ideato e organizzato dall’Istituto Sociale di Torino in collaborazione con la Fondazione per la Cultura, la Musica e il Libro e  rivolto agli studenti delle terze medie delle scuole statali e paritarie del comune di Torino e cintura.

Con il concorso si è voluto invitare i ragazzi a esprimere un loro sogno – tema molto caro alla tradizione educativa, spirituale e missionaria della Compagnia di Gesù –  desideri e pensieri sul futuro, a occhi aperti e chiusi, in un momento così difficile per il nostro Paese e in una età in cui si è nel pieno delle problematiche della crescita.

Il concorso è dedicato, altresì,  al Cardinale Carlo Maria Martini – ex alunno del Sociale –  che in un importante intervento sul tempo della crisi diceva profeticamente: “Lasciateci Sognare“. Egli spronava a “sognare in grande” e a “saper guardare con mente aperta al futuro“. Oggi più che mai abbiamo bisogno di questo sguardo ampio e di ascoltare i sogni dei ragazzi, proprio come faceva Martini e come propone il nostro concorso.

La giuria presieduta dallo scrittore  Maurizio De Giovanni e composta  dal Sindaco di Torino Piero Fassino, dal Presidente della Fondazione per la Cultura, la Musica e il Libro Rolando Picchioni, dal vice Caporedattore de La Stampa Guido Novaria, dal  Coordinatore didattico Scuola primaria  e Secondaria di 1° grado dell’Istituto Sociale Paola Vigna e dal Coordinatore didattico liceo classico e scientifico dell’Istituto Sociale P. Teresio Gianuzzi S.J., premierà i 10 finalisti del concorso.

I finalisti della seconda edizione sono Federico Alfonsi Francesco Bonzano, Giada Mandracci, Matteo Marinari, Ylenia Murdaca, Alessandro Naviglio, Bianca Neppi, Silvia Patania, Roberta Sfarra e Valentina Starace.

Di questi 10 i primi tre – il cui nome verrà svelato nel corso della premiazione –  vedranno il loro scritto pubblicato in una sezione speciale del sito web del Salone del Libro (www.salonelibro.it) e si aggiudicheranno una borsa di studio per potersi iscrivere gratuitamente, per l’anno scolastico 2013/2014, al Liceo Classico Internazionale o al Liceo scientifico  o al Liceo Scientifico Sportivo dell’Istituto Sociale.

A tutti i finalisti saranno, altresì, riservati premi speciali offerti dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e dal Comune di Torino che ha dato il patrocinio all’iniziativa.

 

A cosa serve il sogno

 

Il futuro fa paura. Ha sempre fatto paura.
Non è colpa della crisi: quella passa, e comunque ci si abitua facilmente a ogni rinnovata condizione economica, soprattutto se è condivisa. La paura, invece, è figlia del pensiero.
La mente mette insieme le possibilità, gli imprevisti; considera la probabilità degli eventi negativi, soppesa, esamina i pro e i contro. E conclude identificando una prospettiva che è un equilibrio tra il positivo e il negativo.
Il sogno no. Il sogno è un’altra cosa. Il sogno mantiene l’incanto dell’ottimismo, dimentica il pericolo e vola alto nel cielo, immaginando la bellezza di una vita che superi il Male e conservi il Bene, per se stessi e per tutti.
La lettura dei sogni dei ragazzi non ha eguali. Nessun romanzo, nessun poema porterà il sorriso nel cuore come questi paesaggi in cui ognuno si figura protagonista, mondi privi di solitudine e sofferenza, nei quali la carezza di una madre, l’abbraccio di un padre, la presenza di un amico diventano la differenza tra il giorno e la notte.
La scrittura è necessaria al sogno. Gli consente di uscire dalla stanza segreta del cuore, in cui lo abbiamo chiuso al sicuro dalla realtà, e di volare alto come gli compete. La scrittura è una piccola magia, che rende tutto vero; una dimensione privata che diventa pubblica, un personale incanto che diventa condiviso.
Scrivete i vostri sogni, sempre, come avete fatto adesso. Perché lo avete visto, quello che succede.
Succede che, scrivendoli, i sogni diventano veri.
E non vi lasciano più.

Maurizio de Giovanni (presidente di giuria) – maggio 2013

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