Premiazione “Il mio Sogno” al Salone del Libro

17 maggio 2013

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La seconda edizione del concorso “Il mio sogno”, organizzata dall’Istituto Sociale e dalla Fondazione per il libro, la musica e la cultura è stata vinta da Bianca Neppi Modona. Seconda classificata Silvia Patania. Terzo classificato Federico Alfonsi.
Menzione speciale per Sabrina Garay Nunes Kayse e Alessandro Naviglio.

Bravi bravi bravi tutti!

Bravissimi Alessandro Naviglio e Nunes Kayse per la menzione speciale. Bravissimo Federico Alfonsi, stupenda Silvia Patania, grandissima Bianca Neppi Modona. I tre vincitori.
Grazie a Toni Scantamburlo del Peocio per l’accompagnamento musicale. Grazie all’Assessore all’istruzione del Comune di Torino Mariagrazia Pellerino, ad Antonella Cavallo della Fondazione per il libri la musica e la cultura e a Padre Denoraper la sua saggezza. Momenti di emozione vera. Grazie ai vostri sogni questo mondo ha ancora speranza!

Un grazie speciale a Silvia Patania, ragazza ipovedentie della scuola Drovetti. Mentre leggeva il suo sogno oggi sgorgavano lacrime dagli occhi dei tanti che erano in sala. E le parole e il sogno di una ragazza di terza media hanno insegnato tanto a molti. L’augurio e’ che tu, Silvia, possa realizzare il tuo sogno. Hai forza coraggio e determinazione per farlo.

A cosa serve il sogno

Il futuro fa paura. Ha sempre fatto paura.

Non è colpa della crisi: quella passa, e comunque ci si abitua facilmente a ogni rinnovata condizione economica, soprattutto se è condivisa. La paura, invece, è figlia del pensiero.
La mente mette insieme le possibilità, gli imprevisti; considera la probabilità degli eventi negativi, soppesa, esamina i pro e i contro. E conclude identificando una prospettiva che è un equilibrio tra il positivo e il negativo.
Il sogno no. Il sogno è un’altra cosa. Il sogno mantiene l’incanto dell’ottimismo, dimentica il pericolo e vola alto nel cielo, immaginando la bellezza di una vita che superi il Male e conservi il Bene, per se stessi e per tutti.
La lettura dei sogni dei ragazzi non ha eguali. Nessun romanzo, nessun poema porterà il sorriso nel cuore come questi paesaggi in cui ognuno si figura protagonista, mondi privi di solitudine e sofferenza, nei quali la carezza di una madre, l’abbraccio di un padre, la presenza di un amico diventano la differenza tra il giorno e la notte.
La scrittura è necessaria al sogno. Gli consente di uscire dalla stanza segreta del cuore, in cui lo abbiamo chiuso al sicuro dalla realtà, e di volare alto come gli compete. La scrittura è una piccola magia, che rende tutto vero; una dimensione privata che diventa pubblica, un personale incanto che diventa condiviso.
Scrivete i vostri sogni, sempre, come avete fatto adesso. Perché lo avete visto, quello che succede.

Succede che, scrivendoli, i sogni diventano veri.
E non vi lasciano più.

Maurizio de Giovanni (presidente di giuria) – maggio 2013

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