L’Accademia Rugby e il Sociale

17 ottobre 2013

RugbyE’ unico e molto forte il legame che  unisce Torino e il Rugby: come la prima partita di Rugby in Italia venne disputata il 27 marzo 1910 al Motovelodromo di Torino (tra Sporting Club Universitaire de France e il Servette di Ginevra) così la prima delle nove nuove Accademie zonali under 18 istituite dalla Federazione Italiana Rugby è partita lo scorso settembre, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, sempre a Torino presso il Collegio dei Padri Gesuiti dell’Istituto Sociale.

L’accademia raccoglie trenta ragazzi –  nati negli anni 1996, 1997 e 1998 – provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (vedi elenco completo) che ‘vivono’ l’Accademia, sfruttando in pieno tutte le risorse che la Scuola dei Padri Gesuiti e il Centro Sportivo annesso all’Istituto possono offrire.

Dei 30 ragazzi ospitati presso la struttura di corso Siracusa,  6 frequentano il Liceo Classico o Scientifico dell’Istituto stesso, mentre gli altri seguono i loro corsi di studi presso gli Istituti superiori della città o della provincia: dagli istituti tecnici agli alberghieri, dai linguistici agli agrari, dagli artistici ai geometri.

Tutti però, terminate le lezioni, si ritrovano al Sociale per proseguire gli allenamenti e per lo studio comune sotto la supervisione del manager della F.I.R. Alessandro Poma Genin, del responsabile tecnico Matteo Mazzantini, del preparatore atletico Andrea Lentini e del vice allenatore Eschoyez Alejandro.

La giornata tipo (vedi allegato) comincia prestissimo: sveglia alle ore 5.30, cui segue un’ora di attività fisica differente a seconda del giorno, colazione e poi lezione dalle 8.00 alle 13.30. Dopo il pranzo, allenamento dalle 15.00 alle 17.30, quindi studio dopo le 18.00, la cena e il meritato riposo.

Il venerdì pomeriggio, i ragazzi tornano nei rispettivi club di appartenenza per disputare la prevista attività dei club durante il fine settimana.

Nel corso dell’anno è previsto, altresì,un campionato tra le varie Accademie, che ovviamente non interferisce con l’attività dei singoli club.

Credo si tratti di un progetto realmente innovativo volto a rilanciare la forza educativa dello sport” – ha dichiarato  Padre Vitangelo Carlo Maria Denora S.J., Delegato dei Collegi dei Padri Gesuiti della Provincia italiana e Gestore dell’Istituto Sociale. “L’Istituto Sociale (così come il collegio della Compagnia di Gesù di Milano  – il  Leone XIII  – dove è ospitata l’Accademia della Lombardia) e la Federazione Italiana Rugby hanno condiviso un sogno: formare persone complete e uniche. Non solo buoni atleti o solo buoni alunni, ma buone persone che esprimano al meglio i loro talenti nello sport, nella scuola, nella vita. Saranno accompagnati da adulti attenti che li sapranno valorizzare e lavorare in sinergia per la loro crescita. Noi del Sociale ci stiamo rendendo conto di come oggi in Italia lo sport sia sottovalutato, mentre deve invece rappresentare uno strumento per dare alle nuove generazioni valori importanti in ottica futura: questo avviene in altri Paesi dove i gesuiti hanno scuole e avvenne nel passato della storia dei Gesuiti italiani grazie al Petrarca Rugby. Abbiamo trovato nella Federazione un interlocutore che condivide questo progetto e, insieme, lanciamo questa Accademia e un Liceo Sportivo che sappiano mettere il ragazzo al centro del tutto per dargli una formazione eccellente dal punto di vista scolastico, sportivo e ancora di più umano”.

Lo sport, fatto di prove e sacrifici, di gioie e delusioni, di traguardi da conquistare e sempre da rinnovare, è una grande scuola di vita sulla quale poter puntare per aiutare i giovani a costruire i loro progetti ma anche il loro senso di responsabilità, di appartenenza e di dedizione al prossimo”.

L’esperienza già in atto si sta rilevando molto positiva – ha proseguito Padre Denora . I ragazzi dell’Accademia sono un esempio per i loro compagni di classe. Un esempio di impegno, dedizione, lealtà,  spirito di squadra. Vederli al mattino, prima di scuola, fare  allenamento alzandosi alle 5.30 interroga i loro amici sull’importanza di una disciplina soprattutto interiore che li aiuti a seguire nella propria vita gli obiettivi che stanno loro a cuore. Interroga anche noi adulti su una gioventù che spesso giudichiamo ma che si rivela invece ancora capace di grandi e alti sogni. Ab alto ad altum, secondo il motto della nostra scuola”.

Queste le società da cui provengono i ragazzi dell’Accademia torinese: Valle d’Ora Rugby 1960 (Alpignano), VII Rugby Torino, Cus Torino, Biella Rugby, Junior Asti Rugby, Pro Recco, Province dell’Ovest Rugby (Genova), Delta Rugby (Imperia), Amatori Rugby Genova.

Gli allenamenti si svolgono: sul campo del CUS Torino di Grugliasco e sul campo in erba sintetica dell’Istituto; nella palestra fitness attrezzata e modernizzata ad hoc con macchine fornite dalla FIR e nella piscina (6 corsie da 25 metri) del Centro Sportivo dell’Istituto, centro gestito da quest’anno dalla Pms Torino (LegaDue Gold di basket).

L’Accademia di Torino è stata la prima delle 9 nuove accademie zonali Under 18 che la Federazione ha lanciato sul territorio nazionale e che coinvolgono 301 atleti da 16 a 18 anni: nella stagione 2013/2014, tanti sono infatti gli atleti impegnati nel nuovo percorso formativo varato dalla Federazione Italiana Rugby.

Nove Accademie Under 18 che vanno da Torino a Catania, da  Milano (presso il Collegio dei Gesuiti del Leone XIII) a Mogliano, da Brescia a Benevento passando da Roma, Rovigo, e Prato.

Il progetto delle Accademie Federali, lanciato nel settembre 2006 con l’inaugurazione del centro di formazione d’alto livello “Ivan Francescato” di Tirrenia, è stato di recente fortemente implementato. “Crediamo che questa nuova struttura – ha dichiarato Alfredo Gavazzi, presidente della FIR – possa rappresentare un ideale percorso formativo che sia funzionale all’innalzamento della qualità degli atleti”. “La formazione scolastica è un aspetto fondamentale nella costruzione dell’atleta di alto livelloha proseguito Gavazzi – ed è nostro dovere garantire un percorso scolastico adeguato ai giovani che entreranno a far parte delle Accademie Federali. E’ doveroso e responsabile far capire che non tutti questi giocatori raggiungeranno la Nazionale o il più alto livello: per questo motivo dobbiamo dare a questi giovani e ai genitori la garanzia che il percorso scolastico sia simile a quello che vivrebbero rimanendo in famiglia”.

Nel corso della stagione le Accademie U18 saranno impegnate in uno speciale torneo a loro riservato che rappresenterà un fondamentale momento di verifica del lavoro svolto. Gli atleti coinvolti, al tempo stesso, continueranno regolarmente a partecipare con le rispettive Società di appartenenza al Campionato Under 18.

Il percorso verso l’alto livello proseguirà con l’identificazione, tra i frequentanti il secondo anno delle Accademie U18, dei giocatori da inserire nell’Accademia Nazionale di Parma per la loro ultima stagione di sviluppo: “A Parma – conclude Gavazzi – si finalizzerà la prima parte della formazione del giocatore d’elite e, con il conseguimento del diploma superiore, dell’uomo”.

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