Le start-up: una prospettiva per il futuro?

5 dicembre 2013

start up Sono in molti a pensare che le nuove opportunità di lavoro per i giovani e le soluzioni possibili per superare la crisi globale passino attraverso le start-up innovative. Ne ha parlato un gruppo d’imprenditori, riuniti martedì 3 dicembre all’Istituto Sociale per inaugurare il primo dei tre incontri del ciclo “Torino costruire il futuro: formazione e impresa”. I numeri parlano chiaro. Negli Stati Uniti la maggior parte dei posti di lavoro sono creati grazie alle start-up che producono ogni anno 3 milioni di occupati. L’Europa sta cercando di colmare il ritardo decennale grazie ai venture capitalist, figure disposte a rischiare il proprio capitale, puntando sulle aziende innovative. Uno di questi è Giancarlo Rocchietti che ha fondato il Club degli Investitori, un gruppo d’imprenditori – il primo nato in Italia – che ha deciso di dare ossigeno alle nuove idee, finanziando società con un alto contenuto innovativo e un elevato potenziale di crescita. Sfatando subito alcuni luoghi comuni. Infatti, contrariamente a quanto si pensa, la scintilla per far decollare una start-up non deve necessariamente partire dai soldi. “Ciò che conta più del capitale e delle idee – ha precisato Rocchietti – è il team. Sono le persone che costituiscono la base di ogni idea vincente.”

Per questo il Club degli Investitori (www.clubdeglinvestitori.it)  non si occupa solo di trovare i finanziamenti, ma soprattutto di assistere le imprese nel loro cammino, dalla progettazione iniziale fino all’orientamento al mercato. La tendenza è per fortuna in crescita. Nonostante le difficoltà del mercato siano sotto gli occhi di tuti, nuovi progetti nascono e si sviluppano in continuazione tanto che quest’anno sul tavolo di Rocchietti e soci sono arrivate più di 500 nuove proposte. Glassup, Dreambrain, Tonki, Na2rale, Sant’Agostino, Navorio, Borsa del Credito, Buono, Tompoma e Airmatica sono solo alcune delle start-up di successo, passate in rassegna durante l’incontro da Filippo Psacharopulo, Investment Manager di Piemontech. Tra l’altro esiste un discrimine attendibile per giudicare all’impronta il valore di una nuova idea imprenditoriale: è l’Elevetor Pitch. “Immaginate di essere in ascensore con il vostro capo – ha spiegato Psacharopulo – se impiegate più di due minuti a raccontare la vostra idea in modo sintetico e chiaro, avete già fallito”.

Come si fa allora a presentare il proprio progetto al Club? Basta inviare una mail a info@piemontech.it e a info@clubdeglinvestitori.it, allegando un business plan che racconti la propria idea attraverso 10 o 15 slideshow. Il consiglio per realizzare un buon business plan è di visionare quelli pubblicati su www.sequoiacap.com/ideas . Una volta inviato il proprio progetto non bisogna però cullarsi nell’illusione di diventare ricchi da un giorno all’altro. Lo sa bene Giovanni Riviera, fondatore di IndaBox, una delle start-up che è stata finanziata dai 70 venture capitalist piemontesi, esemplare nel suo genere. “Sono partito da un bisogno reale – ha raccontato Riviera – chiedendomi perché dovessi lasciare a casa mia mamma ad aspettare che il corriere consegnasse l’ordine effettuato su Amazon.  Ecco l’idea di IndaBox: ritiriamo i pacchi al posto vostro, appoggiandoci a una rete di bar. E’ un’intuizione semplice, ma dietro si nasconde un impegno incondizionato per i primi due anni, in cui abbiamo lavorato sette giorni su sette, senza limiti di orario. Insomma, aprire una start-up può essere molto snervante all’inizio, ma in seguito ti regala soddisfazioni enormi”. L’incontro moderato da Pierluigi Bourlot, ex-alunno dell’Istituto Sociale nonchè membro del Club degli Investitori e introdotto da Padre Vitangelo Denora che ha definito le start-up un tema di dignità in quanto portatrici di speranza per il futuro, si è poi concluso con una simulazione finale. Il pubblico, sollecitato dalle domande degli investitori, è stato chiamato a valutare il progetto di Giovanni Albrile, ideatore di Legale 2.0, un servizio di consulenze legali online che si è posto come missione di dare risposta a “quelle piccole, fastidiose domande”

F.V.

 

start up 3 dicembre 2013

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