Andrea Vico

3 febbraio 2014

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09_andrea vicoCapitale Sociale #9 – Andrea Vico, una bicicletta e 4 figli, di 10, 14, 16 e quasi 19 anni, tutti maschi. Ha frequentato il Sociale tra il 1979 e l’84 (medie e biennio dello scientifico). Giornalista dal 1989 da quasi 20 anni si occupa di divulgazione della scienza: Tuttoscienze/La Stampa, Experimenta, Festival della Scienza di Genova, trasmissioni tv per la Rai, libri di scienza per ragazzi, laboratori interattivi per le scuole. E’ presidente dell’associazione culturale ScienzAttiva.it.

 
1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare  l’uomo che sei oggi?

Il confronto e l’onestà intellettuale, a prescindere dalle posizioni di partenza e senza premere verso un punto d’arrivo pre-stabilito. E poi nei 5 anni che ho frequentato il Sociale ho sempre sentito la passione verso la cultura, da costruire passo passo e intesa come bagaglio personale per leggere il mondo e capirlo meglio. Passavo le ore a discutere con padre Guerello e padre Giordano: non eravamo quasi mai d’accordo! Poi c’erano le lezioni di vita di padre Boschi (impagabile professore di storia) e le parole dette coi piedi per terra, sempre ben radicati nel quotidiano, di padre Viano, mio maestro spirituale per diverso tempo. Faccio il giornalista da oltre 25 anni e mi occupo di scienza e ambiente. Il mio obiettivo è raccontare ai ragazzi e ai miei figli che la cultura è uno dei cardini della democrazia: oggi mi appoggio tutti i giorni a quelle lezioni di vita.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Ero al Sociale in anni in cui i padri ancora tenevano lezione, oltre all’ora di religione. Dunque questi fondamenti trapelavano non di rado in matematica come in storia o letteratura. Terminate le lezioni c’era poi il tempo che si passava a scuola, chiacchierando di libri con padre Cavallera, o fuori scuola, come le vacanze in montagna (a Campitello di Fassa) con padre Francisetti. E quando c’era un padre o una suora che rientrava da qualche missione gesuita in giro per il mondo anche ascoltare le loro storie era un momento ricchissimo.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

Ho fatto al Sociale le medie e il biennio dello scientifico. Abitando dall’altra parte delle città, per comodità ci passavo quasi tutti i pomeriggi facendo attività di gruppo e soprattutto tanto sport: con Mangiantini e Ramondo sono stato fra i primi 3 seguaci del prof. Duranti, quando lanciò la sua avventura del pentathlon moderno. La cosa che più mi son portato dietro è lo spirito di squadra: dai lavori di gruppo in classe, ai gruppi del pomeriggio o alla partecipazione alle tante gare sportive. Altro valore è l’onestà intellettuale e la curiosità ad andare oltre. Oltre le pagine di un libro di testo, oltre il programma ministeriale di quel corso, oltre gli steccati delle singole materie.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Tanti: dai rimproveri del prof. Sassone (all’epoca preside delle medie): “mi dica, signor Vico, crede di esser ai tropici?” quando giravo in maglietta a maniche corte anche in pieno inverno, alle messe da 12 minuti netti di padre Viano, celebrate a Parigi durante il raduno internazionale di Taizè. Dalle scalate in montagna con i padri Boschi e Francisetti (in vetta, dallo zaino di Boschi spuntava una bottiglietta dello shampoo, riciclata e riempita di grappa che andava a rinforzare una specialissima zolletta di zucchero…) al doveroso quanto equo puntiglio del prof. Bosio che guardava i disegni in controluce per individuare le cancellature… Non sono un architetto, ma da anni progetto mostre scientifiche ed exhibit interattivi: non sapete quante volte le lezioni di Bosio mi hanno aiutato a esprimere col disegno l’idea per un allestimento!

 

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