“Social Time” – numero 0

8 febbraio 2014

social time preside“Un giornalino che, nella sua modestia, si interessa un po’ di tutto, esattamente come un adolescente che lancia le prime occhiate sul mondo. Si occupa di attualità, di cinema, di valori, di libri, di pettegolezzi proprio come noi. Lo abbiamo progettato per questo, perchè sia vicino agli studenti e possa essere loro utile, sia come mezzo d’informazione che come svago”. (dall’editoriale di Social Time n.0)

E’ infatti uscito in questi giorni il primo numero di “SOCIAL TIME”, il giornalino redatto dagli studenti del liceo dell’Istituto Sociale. La nuova pubblicazione, tirata a colori in 60 copie, è stata pensata, scritta e impaginata dai ragazzi della Quarta Scientifico e Seconda Classico grazie al coordinamento dalla prof.ssa Tribuzio e alla supervisione del Preside dei Licei Piero Cattaneo, che ce ne parla in questa intervista.

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Dopo anni di assenza, ritorna a vivere il giornalino scritto dagli studenti del Sociale, come è nata quest’avventura?

L’idea si è sviluppata dopo alcuni colloqui con un gruppo di studenti  e la prof.ssa Tribuzio, la quale è molto sensibile a questo tipo di comunicazione e l’ha proposta nelle due classi in cui lavora, la quarta scientifico e la seconda classico.

Io credo che il fatto di avere un giornale pensato, scritto, voluto dai ragazzi sia un elemento di grande valore formativo. Questa è un’esigenza che ho riscontrato anche in altre scuole in cui ho lavorato, perché da sempre i ragazzi hanno bisogno di scrivere, di esprimersi e di vedere “concretizzati” i risultati del loro lavoro.

Inoltre sul piano della formazione è un momento importante perché al di là della scrittura, entrano in campo aspetti decisivi come il lavorare insieme, il confrontarsi, il decidere le tematiche o gli argomenti da trattare. Il giornale degli studenti è innanzitutto un momento di socializzazione molto forte all’interno della classe e della scuola. L’istituto Sociale non è nuovo a queste esperienze: molti ex allievi si ricordano certamente di “Cactus” altro giornale elaborato e   curato dagli studenti dell’Istituto.

Qual è l’obiettivo che si sono posti i ragazzi impegnati in questa iniziativa?

La redazione al lavoro

La redazione al lavoro

Vogliono soprattutto che crei aggregazione non solo tra chi ha materialmente realizzato il giornale, ma anche tra tutti gli studenti che frequentano la scuola. Proprio in funzione di questa esigenza il mio desiderio è di non limitare il discorso ai soli Licei, ma di estenderlo anche agli altri plessi.

Infatti, uno dei compiti che i Padri Gesuiti mi hanno proposto è proprio quello di sviluppare la cultura della verticalità nella elaborazione del Curricolo di istituto e l’attività di redazione del giornale, da parte dei ragazzi, rientra in questa prospettiva di lavoro, quale strumento di comunicazione eccellente per tutti gli iscritti al Sociale.

Lei però arriva già da una lunga esperienza riguardo a questo genere di pubblicazioni…

Ho promosso la redazione del giornale d’istituto (a cura degli studenti) un po’ in tutti gli istituti in cui ho lavorato, anche perché  vengo dalla realtà di Piacenza, dove insegno Metodi e Strumenti della sperimentazione educativa all’Università Cattolica e dove esiste un Centro di Documentazione che ha promosso vari convegni nazionali proprio sui giornali d’istituto. Non va dimenticato che sono state elaborate  anche  tesi di laurea sull’argomento.  Per esperienza personale e professionale ho sempre creduto nella validità educativa di questa attività e per questo, appena ho colto una disponibilità dei ragazzi e dei docenti  al Sociale, ho accettato molto volentieri la loro proposta,  impegnandomi perché venisse realizzata.

Dal punto di vista dei contenuti, qual è il taglio che contraddistingue Social Time?

social timeQuesto è il numero zero. Non è casuale che i ragazzi abbiano messo il volto di Nelson Mandela in prima pagina: il carisma e la popolarità del  Nobel per la pace, recentemente scomparso, hanno lasciato un segno anche nelle menti e nei cuori dei giovani liceali del Sociale e… non solo.

Le tematiche affrontate in questo numero zero sono state scelte direttamente da loro: sono argomenti collegati alle esperienze personali,  come le pagine del “C’è chi va…e c’è chi viene!” dedicate agli scambi internazionali in Cina, Irlanda e Australia, pienamente in sintonia con la missione di internazionalità del Sociale, trattata attraverso la lente di ciò che i ragazzi colgono nelle esperienze all’estero.

Ci sono argomenti che vengono affrontati a partire da sondaggi interni tra studenti dell’istituto: in questo numero il focus è posto sulla pena di morte e    sul problema delle tossicodipendenze; a fianco ci sono pagine del giornale dedicate  alla critica letteraria e  alle recensioni d’arte, come l’articolo realizzato per la mostra di Renoir a Torino.

Ci sono spazi specifici dedicati alla vita di classe e alla quotidianità della scuola?

Come dicevo siamo solo all’inizio. Nell’editoriale, curato dalla redazione, è concentrata la maggior parte dei desideri dei ragazzi che vanno nella direzione di dare uno sguardo attento alla realtà della loro classe e della scuola. Lo spazio e le intenzioni per proseguire in questa direzione  ci sono. La priorità rimane quella di coinvolgere gli altri studenti del Sociale, parlando sia di cose serie sia di temi più “leggeri” come per esempio fare anche un po’ di gossip.

In questo senso ho chiesto di avere già una proposta per i prossimi numeri, per capire  i punti  su cui caratterizzare di più l’identità di Social Time.

Ci tengo a dire che questo numero è stato pubblicato grazie a un autofinanziamento da parte degli allievi impegnati nell’”impresa”, e ho già proposto alla Direzione dell’Istituto di prevedere un fondo per sostenere i costi  delle pubblicazioni future.

Si possono già  fare anticipazioni sulle prossime uscite?

Ascolteremo i ragazzi per capire se, alla soluzione cartacea, preferiranno quella digitale. Personalmente mi piacerebbe che si parlasse anche di temi come il ruolo e la funzione della Consulta Provinciale degli Studenti – che ha un compito fondamentale per cogliere il rapporto tra le realtà scolastiche e  la vita della città – e degli spazi di rappresentanza che gli studenti hanno all’interno della scuola e che non sempre sono valorizzati o utilizzati in modo efficace per la loro crescita come persone e come cittadini.

Ritengo inoltre che Social Time si dovrà occupare necessariamente delle innovazioni proposte e realizzate in questi anni al Sociale, come il Liceo Scientifico Sportivo, la didattica con i tablet, i viaggi di studio all’estero, gli scambi con studenti di altre nazioni e anche le esperienze formative  legate alla spiritualità, altro anello prezioso della catena educativa proposta dai Padri Gesuiti.

Sono molto fiducioso nell’impegno dei ragazzi e dei docenti che hanno dichiarato la disponibilità a collaborare per la redazione di Social Time. Attendo anche il contributo dei genitori degli allievi del Sociale: i loro pareri , le riflessioni,  le  osservazioni sui vari temi scelti dai ragazzi o proposti anche da loro, permetteranno  un confronto franco e diretto tra le varie componenti della comunità scolastica.

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