Ornella Rita Di Viesto

12 febbraio 2014

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16_ornella di viestoCapitale Sociale #16 – Ornella Rita Di Viesto, nata a Torino nel 1979. Moglie e madre di un bambino di 2 anni. Dopo molti anni in cui ha lavorato nel mondo dell’arte, dal 2004 lavora nella concessionaria di famiglia.

 
1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

L’elemento che più mi ha aiutato a essere la donna che sono, oltre il livello di istruzione altissimo e all’avanguardia già all’epoca, sicuramente è’ stato quello che mi insegnò Padre Mauro Pasquale , all’epoca nostro docente di Italiano Storia Geografia ma sopratutto guida spirituale e della vita: mi ha insegnato a guardarmi dentro senza mai dimenticarmi del prossimo, a lottare e credere in me stessa perché nella vita sarei potuta essere qualunque cosa avessi voluto… L’importante è’ crederci fortemente

 

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Quando tu frequentavi il Sociale, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Ci è sempre stato trasmesso più che come concetto, come esempio di vita, nei piccoli gesti , tra noi compagni e in quelli più grandi insegnandoci ad aiutare la comunità e le persone bisognose, ma anche a prenderci cura di noi della nostra vita, in un momento delicato dove stavano crescendo e iniziavamo a prendere decisioni che Avrebbero segnato il nostro futuro.

 

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

Ottima, superiore a quella di tutti i miei amici coetanei che non frequentavano il Sociale, avevamo una marcia in più , qualcosa che ci contraddistingueva; ancora oggi nel mondo del lavoro ho un mio metodo preciso che uso e che devo ringraziare l’Istituto Sociale, anche quando mi sono laureata con 110 e Lode, ho sempre dichiarato che vivevo di rendita degli insegnamenti appresi al Sociale.

4. Qual e’ l’aneddoto del Sociale che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Sono moltissimi quelli che mi porto nel cuore, sicuramente i pomeriggi passati alla Caritas con Padre Mauro, dove si portava aiuto e sorrisi a bambini in quel momento bisognosi, ricordo che tornavo a casa e capivo che alla fine ero io che da quella visita ero tornata più ricca, ricca di una sensazione dentro l’anima che nessuno può darti, perché quando si aiuta il prossimo, il bene che di riceve in cambio non ha prezzo.

 

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