Francesco Andrea Zanetti

17 marzo 2014

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27_francescoandrea zanettiCapitale Sociale #28 – Francesco Andrea Zanetti ha studiato al Sociale dalla prima media alla maturità scientifica, conseguita nel 1985. Ha poi proseguito gli studi alla Facoltà di Chimica.

 
1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Sono molti gli elementi della formazione del Sociale che hanno contribuito a creare l’uomo di oggi. Parlerei innanzitutto del rispetto del proprio interlocutore, sapere ascoltare e confrontarsi per la costruzione di qualcosa di nuovo che è espressione di noi stessi attraverso una riflessione mediata di quello che è bene per tutti. Lo spirito di gruppo di persone che collaborano per un cambiamento ha una forza incredibile ed essere il portavoce di questo è spesso entusiasmante. Nella guida degli stabilimenti che ho diretto o dei progetti che ho dovuto gestire questo elemento è stato spesso fondamentale.
Lo stimolo acquisito dall’avere raggiunto i risultati scolastici prefissi pur con non poca fatica (non ero uno studente particolarmente brillante) mi ha permesso di maturare quella grinta e le capacità necessarie per raggiungere anche importanti obiettivi accademici, lavorativi e anche sportivi in seguito, quasi che quel motto presente sulle nostre magliette a ginnastica “ab alto ad altum” fosse una spinta a migliorarci giornalmente passando dagli obiettivi raggiunti ad altri ancora più stimolanti.
Sarà un caso ma negli anni del Liceo ho vissuto questa filosofia anche a livello sportivo con l’incentivo all’alpinismo e al ciclismo, che coltivo ancora oggi.
Le amicizie di allora sono ancora vive oggi e sono preziose nei momenti di difficoltà, di formazione e di svago.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tempi del tuo liceo, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

La filosofia del perseguire obiettivi sempre più sfidanti come passi di un cammino naturale che si esprimeva a livello scolastico e sportivo evolveva anche a livello spirituale, per chi lo sceglieva spontaneamente, attraverso le Comunità di vita Cristiana e Corsi di Esercizi Spirituali ove si aveva la possibilità di approfondire i temi personali del proprio Credo mettendosi in discussione e condividendo con i propri compagni la propria esperienza

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

Credo che la qualità accademica/scolastica offerta dall’Istituto Sociale fosse davvero eccellente anche perché ho vissuto di rendita il primo anno di Università a Chimica dove mi sono ritrovato a superare gli esami di Chimica, Analisi I, Fisica e Statistica abbastanza agevolmente in virtù degli insegnamenti precedenti e di un metodo di studio acquisito che ha agevolato il mio cammino.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Ero già allora fotografo appassionato e ricordo con simpatia la creazione con alcuni compagni di classe di un giornalino in cui venivano inserite le mie fotografie, spesso stampate artigianalmente su cui costruire un po’ di sano sfottò verso le imprese di qualche compagno di avventura o relazionare sulle gite scolastiche.

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