Stefania Fallini

11 aprile 2014

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39_stefania falliniCapitale Sociale #39 – Stefania Fallini. Maturità scientifica 1988. Sposata e mamma di un bambino di 7 anni. Laureata in Chimica Pura. Dopo la laurea ha collaborato con l’Università degli studi di Torino occupandosi di problematiche ambientali. Dal 1996 lavora per una multinazionale leader nel settore dei Gas Industriali, occupandosi di sicurezza, ambiente e tenendo i contatti con gli enti pubblici ed ispettivi.

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Gli elementi fondamentali sono stati il rigore e la serietà nello studio e nella vita scolastica, valori che poi ho anche potuto applicare nel mio percorso lavorativo.
La perseveranza nel raggiungere gli obiettivi assegnati, la capacità di adattamento nell’intraprendere e portare a termine percorsi anche diversi dalle mie attitudini personali.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tempi del tuo liceo, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Io sono arrivata all’istituto Sociale dopo aver frequentato scuole statali e posso dire che questi concetti si respiravano nell’aria già appena arrivati, ho subito capito che al Sociale ognuno era “importante” come individuo e che l’insegnamento non era più a senso unico, ma c’era uno scambio fra scuola ed alunno. Il Sociale diventava così punto di riferimento della persona, una seconda famiglia sulla quale poter contare.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

La qualità è stata molto elevata; ricordo ancora con affetto professori che mi hanno dato solide basi culturali e un ottimo metodo di studio quali la Professoressa Sampò, il Professor Bosio, Suor Laugero e potrei citarne ancora tanti.
A conferma della validità di questa offerta ho voluto che anche mio figlio potesse frequentare l’Istituto.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Ci sono tantissimi aneddoti che ricordo sempre con gioia come ad esempio i fantastici campeggi a San Giacomo d’Entracque con Padre Giordano e Padre Granzino e le lunghe e faticose camminate per raggiungere il rifugio Dado Soria.
Oppure la mitica gita di classe a Vienna, non dimenticherò mai la sera in cui Padre Guerello e il Professor Bosio ci hanno intrattenuto cantando e suonando la chitarra in un tipico locale Viennese.

 

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