Luca Galeasso

20 maggio 2014

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45_luca galeassoCapitale Sociale #45 – Luca Galeasso, Maturità Scientifica 1994, sposato con Cecilia e papà di due bambini. Ha frequentato al Sociale il Liceo. Laureato in Scienze Forestali e Ambientali, ha maturato sin dai tempi degli studi la passione per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile; attualmente lavora come Senior Specialist nell’area Sviluppo e Innovazione dell’Environment Park di Torino.

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Arrivai al Sociale nel 1989 senza avere avuto in precedenza una formazione di particolare qualità, né da un punto di vista dell’istruzione né tantomeno da un punto di vista spirituale, con l’unica certezza che al Sociale avrei trovato una scuola seria e “dall’ottima reputazione”. Poco alla volta il Sociale si è rilevato per me una formidabile occasione di crescita umana, dove ho avuto l’opportunità di essere aiutato quotidianamente ad utilizzare i contenuti appresi in aula come chiave di lettura degli avvenimenti del mondo. Ricordo quelli del liceo come anni ricchi di interrogativi e domande di senso, che nel mio percorso scolastico ho avuto l’occasione di approfondire.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tempi del tuo liceo, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

La scoperta della spiritualità ignaziana e dei suoi principi ha per me coinciso con un’esperienza di Dio nuova, maturata nel gruppo di pre-comunità CVX al quale ho aderito fin dal primo anno di liceo sotto la guida di p. Piero Granzino. E’ in quegli anni che ho maturato la fede che da quel momento mi ha accompagnato, tramite il confronto sincero e profondo con gli amici, gli animatori del gruppo e le guide spirituali. Come dimenticare la ricchezza di esperienze uniche come i campeggi estivi di Usseglio, vissuti nell’amicizia, nel servizio agli altri, nel contatto con la natura?
Devo dire che è stato fondamentale accogliere l’invito a “mettersi in gioco” accogliendo le opportunità che il Sociale già allora offriva in aggiunta ai momenti di studio.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

L’aspetto più rilevante è stato per me la possibilità di utilizzare strumenti e metodi innovativi, apprendendo secondo modalità dinamiche e interattive. Mi riferisco in particolare all’utilizzo delle aule multimediali, dei laboratori e, in ambito sportivo, spazi e strutture di assoluto livello.
E poi certamente la qualità umana di molti docenti che rendeva speciali le loro lezioni: le letture dei Promessi Sposi fatte da P. Guerello, i “viaggi nell’etica” con P. Buschini, la scoperta della letteratura italiana con la prof. Sampò, e tanti altri che qui non cito.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Un aneddoto tra i tanti riguarda le “temibili” prove di corsa (1000-2000 metri) con le quali il mitico prof. Duranti ci invitava a misurarci periodicamente. Il percorso si sviluppava attraverso più giri nel cortile interno, fatto di vialetti delimitati da siepi… un invito troppo forte a soffermarsi per qualche giro a riprendere fiato aspettando gli altri… Forse è morta allora la mia passione per la corsa!

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