Diego Garbossa

9 giugno 2014

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48_diego garbossaCapitale Sociale #48 – Diego Garbossa, sposato con Giuliana, ha 2 figli, è Medico Chirurgo, Specialista in Neurochirurgia, Dottore di Ricerca in Neuroscienze Cliniche.
E’ Dirigente Medico presso la S.C. Neurochirurgia Universitaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza di Torino “Molinette”. E’ Docente presso la Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia diretta dal Prof. A. Ducati, Università di Torino. E’ Coordinatore didattico presso il Master II livello TECNICHE CHIRURGICHE AVANZATE IN MICRONEUROCHIRURGIA. E’ risultato idoneo all’Idoneità Nazionale Professore Associato in Neurochirurgia 2012.

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

L’elemento fondamentale o meglio gli elementi che ho trovato al Sociale che mi hanno aiutato sono il profondo rispetto delle persone ed il forte stimolo alla curiosità per il sapere, in ogni sua forma. Ho sempre sentito come particolarmente stimolante nella formazione dell’Istituto il coniugare la conoscenza all’attenzione all’altro.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tempi del tuo liceo, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Anche se non dichiarati i concetti ignaziani erano “respirati” in ogni lezione, imparati da ogni docente di ogni materia. Ho avuto la fortuna di avere tutti professori preparati e attenti ai discenti, ed inoltre ho avuto come professori anche alcuni padri come Guerello, Vergnano, Boschi, Buschini e Lombardi, oltre che come guida Padre Granzino. Quindi era un po’ come avere un Sant’Ignazio in diverse forme. Ogni occasione di approfondimento scolastico era un espediente per stimolare la parte migliore di ogni studente…

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

L’offerta accademica è stata sempre di alto livello. Ho sempre beneficiato del “metodo” di studio acquisito al Sociale per formarmi all’Università, poi per proseguire gli studi post-universitari. Al Sociale ho imparato ad amare lo studio. Ho capito che senza impegno le doti non bastano a raggiungere dei risultati. Ho compreso che senza il rispetto delle persone e l’attenzione al “Sociale” non si può essere una persona pienamente soddisfatta. Proprio i valori respirati al Sociale come l’amore per il sapere, la sensibilità verso il tuo prossimo e l’atteggiamento rispettoso verso ogni forma di cultura mi hanno fatto scegliere la professione che esercito.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Di aneddoti ne ho moltissimi. Su tutti i docenti. Su tutti i momenti favolosi passati insieme con i compagni.
Uno in particolare ….
Ricordo che ad un certo punto dell’anno nei primi anni di Liceo Padre Guerello ha dovuto sostituire la nostra amatissima Professoressa di Italiano. Non eravamo ancora così in confidenza con il Padre che allora era anche Preside. Quindi ero abbastanza impaurito all’Idea… Invece ricordo ancora quasi con commozione che una delle prime lezioni da lui svolte sui Promessi Sposi mi lasciò senza fiato.. Si mise a leggere “l’Addio Monti “ e a commentarlo con una carica di emotività e passione che ancora adesso se ci penso mi vengono i brividi. Tutto l’anno ci spiegò con grande competenza e precisione tutto il testo, leggendone in modo quasi teatrale molti brani… Ancora oggi quando rileggo alcuni passi dei promessi sposi non posso che ricordare le sue letture accorate.

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