Carlo Pavesio

16 ottobre 2014

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Pavesio_2986[1]Capitale Sociale #54 – Carlo Pavesio, ha frequentato le Medie e il Liceo Classico al Sociale, maturandosi nel 1974. E’ socio fondatore dello studio Pavesio e Associati. E’ stato socio di Allen & Overy ed è stato socio fondatore dello studio Brosio, Casati e Associati. La sua attività professionale è principalmente incentrata su questioni di diritto societario e contrattuale in assistenza a clienti italiani ed esteri, nonché con esperienze di arbitrati italiani ed esteri. Attualmente è Consigliere di Amministrazione di: Pininfarina S.p.A. e BasicNet S.p.A., società quotate; Fenera Holding S.p.A., Società Reale Mutua di Assicurazioni, Italiana Assicurazioni S.p.A., BasicWorld S.r.l. (Presidente), Farmaceutici Procemsa S.p.A. (Vice Presidente), Tosetti Value SIM S.p.A., BasicItalia S.p.A., e membro dell’Organismo di Vigilanza della Fondazione Piemontese per l’Oncologia.

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Senz’altro il senso del dovere: è indubbio che tutta l’educazione scolastica, che ben si affiancava a quella famigliare, è stata imperniata su un forte accento sul senso del dovere e responsabilità che ognuno di noi doveva avere. Seppur non l’ho mai vissuto con eccessivo peso, certamente ciò ha molto influenzato e tuttora influenza il mio agire ed a volte né è anche un limite.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tempi del tuo liceo, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Il tema principale era quello di un’educazione culturale e religiosa di ampia portata tesa allo sviluppo della propria personalità individuale; questa crescita doveva poi venire messa a servizio di una collettività più ampia, il punto dipartenza rimanendo in ogni caso l’individuo.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

L’elemento caratterizzante dell’offerta scolastica del Sociale per me è stato l’insegnamento di un metodo, un metodo di studio ed una disciplina nel ragionare ed argomentare. Certamente un caposaldo per la mia formazione universitaria e professionale successiva.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Purtroppo il tempo ha inevitabilmente annacquato molti ricordi di episodi specifici, ma ricordo un’atmosfera di generale serietà ma non oppressiva, anzi con molta amicizia e facilità di colloquio, pur nel rispetto dei ruoli. Nei rapporti tra compagni di classe sempre grande armonia e solidarietà. In quest’atmosfera ricordo le attese per la lettura pubblica delle pagelle in teatro o per la pubblicazione dei risultati in giugno, le discussioni e scambio di bigliettini per la migliore formazione per le partite di calcio, la (cattiva) mensa e la speranza del giorno della pizza, le gite scolastiche in Spagna, a Verona e i bellissimi periodi estivi a Dublino, i ritorni a casa in bus 65 e il primo Ciao e tanti altri.

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