Alla primaria la giornata giusta per ricordare non è solo il 27 gennaio.

1 febbraio 2017

Alla Primaria dell’Istituto Sociale, la giornata giusta per ricordare non è solo il 27 gennaio.
Tre video e una discussione a classi aperte  lasciano il segno e fanno riflettere.

Il disegno di un occhio aperto circondato da parole come ‘amicizia’, ‘amore’, ‘ricordo’, ‘persecuzione’, ‘ diritto’ è il risultato di pensieri e discussioni, avvenute nelle due terze della Scuola Primaria la mattinata di venerdì 27 gennaio ( Giornata Nazionale della Memoria).

A precedere l’illustrazione sul quaderno, tre cortometraggi. Il primo, in bianco e nero, inquadrava il volto di una fanciulla che, con voce chiara e profonda, spiegava il perché di questa giornata; il secondo era  un estratto di 8 minuti dal film ‘Il pigiama a righe’ e riportava sullo schermo tutta l’assurdità di un’amicizia negata solo dalla ferocia della guerra; il terzo era la passeggiata di un uomo davanti al mare, ricordando ad alta voce i nomi di tutte le persone morte nella speranza di una vita migliore.

Vi chiederete: il 27 gennaio è stato oltre una settimana fa, perché raccontare tutto ciò solo ora? La risposta è semplice e voluta. Affinché il giorno della memoria si riempia di significato, occorre far sapere ai nostri piccoli allievi, e non solo, che ogni singola ora, di ogni nostra piccola giornata, dovremmo prenderci un minuto di silenzio a memoria di chi, sia nel passato che oggi, lotta ancora per la vita e la libertà.

Ecco perché se è importante la lectio, lo è in misura forse anche maggiore la repetitio. Su temi come il diritto ad esistere e a vivere in pace, è importante lasciar decantare pensieri, emozioni e riflessioni per poi riprenderli, in modo tale che non cadano mai nell’oblio.

Le parole dei grandi, rispetto agli sguardi profondi dei nostri giovani alunni e alle loro mature osservazioni, non sono nulla e testimoniano che la speranza per un mondo migliore è racchiusa nei loro cuori e nelle loro future azioni.

Gabriella Mancini

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