Expo a scuola

Come Istituto Sociale di Torino abbiamo scelto di aderire ad Expo Milano 2015, non solo per cogliere l’occasione difficilmente ripetibile di un’Esposizione Universale in Italia, ma anche perché i valori proposti e le tematiche trattate da Expo sono in linea con i progetti e i valori propri del nostro Istituto e di tutti i Collegi della Compagnia (si veda ad esempio il Profilo Antropologico dello studente Ignaziano e il documento Il nostro modo di procedere), oltre che con le Indicazioni Nazionali per i Licei, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi specifici di apprendimento di Geografia e Scienze Motorie e Sportive.

A tal proposito il MIUR non solo invita le Istituzioni Scolastiche ad aderire ad Expo Milano 2015 ma afferma anche che “diviene prioritaria necessità istituzionale coinvolgere capillarmente l’intero territorio nazionale, predisponendo e proponendo adeguati percorsi, iniziative e sollecitazioni inerenti al tema dell’Esposizione Universale del 2015” (La Scuola Italiana per EXPO 2015, p. 2) e aggiunge che “l’eccezionalità dell’evento del 2015 riconosce la Scuola come l’ambiente d’elezione ove sollecitare con appropriate azioni studenti, docenti e famiglie, contribuendo a sviluppare un clima generale di partecipazione e consapevolezza nel recepire le innumerevoli opportunità che dall’EXPO 2015 conseguono” (Ibidem).

Due sono i bandi che il MIUR ha emanato per le Istituzioni Scolastiche italiane. Il primo “La Scuola per EXPO 2015” “intende far avvicinare tutte le scuole italiane alle tematiche di EXPO 2015 [lasciando] ampia libertà metodologica ed espressiva [… ed è rivolto] alle scuole statali e paritarie primarie e secondarie di I e II grado” (La Scuola per EXPO 2015, p. 1), mentre il secondo “Together in Expo 2015” è dedicato in particolare alle collaborazioni con Istituzioni estere, infatti, “il Bando si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado e agli studenti delle scuole estere di età compresa tra i 11 e 18 anni, invitandoli a scoprire e promuovere, insieme, l’alimentazione sostenibile, solidale, equa” (Together in EXPO, p. 1) Le tematiche del Bando La Scuola per EXPO 2015 si possono presentare come riassunto dei principali spunti che Expo Milano 2015 può dare all’Educazione, in particolare all’Educazione in ambito scolastico:

  1. “ricerca e valorizzazione delle tradizioni agroalimentari dei territori di riferimento dei proponenti;

  2. innovazione della filiera agroalimentare dei territori di riferimento;

  3. educazione alimentare al consumo consapevole e sostenibile;

  4. educazione alla legalità nel settore agroalimentare;

  5. sviluppo di scienza e tecnologia per la sicurezza e la qualità alimentare;

  6. sviluppo di scienza e tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità;

  7. cooperazione internazionale per la lotta alla malnutrizione e alla fame nel mondo” (pp. 2-3).

I temi affrontati acquistano un particolare significato considerando l’enorme ricchezza della tradizione agro-alimentare del nostro Paese. A tal proposito il MIUR rileva che “al centro della riflessione di tutti deve essere posta la consapevolezza che l’Italia […] possiede una “fortuna” alimentare unica nel mondo, frutto di una storia plurimillenaria che ha visto svilupparsi, nel territorio italiano, il rapporto uomo-cibo sulle direttrici di un costante confronto interculturale e della tensione ad armonizzare le ricchezze territoriali con i bisogni delle popolazioni e le locali risorse umane. Ne è nato un tesoro unico di saperi sensoriali, sensibilità e competenze, saggezze antiche e radicate. Una ricchezza fondata anche sulla biodiversità del nostro territorio, [… che deve] costruire la base per il recupero e la difesa di un atteggiamento sano nei confronti del cibo e dell’ambiente in cui esso si produce e si consuma” (La Scuola per EXPO 2015, p. 13). Proprio la Scuola, viene sottolineato più avanti, dovrebbe essere il primo luogo di educazione e sensibilizzazione sulle problematiche alimentari e dovrebbe “guidare il processo si riappropriazione di esplorazione emotiva e culturale del patrimonio alimentare del nostro Paese” (p. 14).

I progetti didattici che si possono affrontare legandoli al Tema di Expo Milano 2015, però, non riguardano solamente il recupero delle tradizioni agro-alimentari o il problema della malnutrizione a livello globale. Sono molteplici le possibilità offerte per un’educazione alimentare e sanitaria dei singoli studenti: a livello scolastico è, infatti, auspicabile “un approccio che da un lato aiuti i giovani a prendere consapevolezza del proprio rapporto con il cibo per orientarlo in modo sano e, dall’altro, permetta loro di contestualizzarlo in un ambito globale di relazioni che coinvolge anche chi vive in realtà differenti e si confronta con problemi radicalmente diversi e spesso drammatici [. Per esempio] sotto il profilo sanitario sono da considerare le questioni centrali dell’igiene e della sicurezza nella produzione, conservazione, trasformazione e preparazione dei cibi” (pp. 15-16).

Il Tema di Expo Milano 2015, al di là delle occasioni concorsuali espressamente previste dal MIUR a livello nazionale e delle tematiche strettamente legate all’educazione alimentare in esse sviluppabili, si presta altresì ad un percorso che,  coniugando informazioni e competenze di natura storica, economica, tecnologica e politica, si proponga di esaminare la storia delle Esposizioni Universali dalle origini delle manifestazioni in oggetto a metà del XIX secolo ad oggi, traendone spunti per l’analisi dei mutamenti della società, della tecnologia, della cultura e dell’economia a livello internazionale. Si giunge pertanto a radicare il fenomeno in oggetto nella temperie positivistica del Secondo-Ottocento, caratterizzata dall’illimitata fiducia nella natura positiva delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche. Allo stesso modo, risulta possibile esaminare lo stretto legame tra le prime grandi esposizioni, lo sviluppo delle tecnologie di trasporto e di comunicazione che le resero originariamente possibili e il prorompere dell’imperialismo coloniale e della proiezione di potenza delle grandi nazioni europee di cui rappresentarono un non trascurabile tassello.

Sul piano strettamente politico, la valenza anche “simbolica” delle Esposizioni universali può essere sottolineata attraverso l’esame, nel corso degli ultimi 150 anni, dei “monumenti” e dei “padiglioni”, permanenti e non, che caratterizzarono le diverse esposizioni e che, oltre a rappresentare esempi notevoli delle capacità edificative dei diversi momenti, lanciavano altresì precisi messaggi politici connessi agli obiettivi delle nazioni che li realizzavano.

Sul piano culturale, i “manifesti” delle diverse Esposizioni Universali si prestano ad un’analisi di carattere iconografico in grado di rilevare problemi, speranze, pensieri, sensibilità e aspettative dello specifico momento storico.

Su piano più squisitamente economico, un’esposizione universale è in grado di presentare ricadute rilevanti, di breve e di lungo periodo, sull’economia del paese che la organizza. Questo aspetto, unitamente alle ricadute politiche, consentono di affiancare l’analisi del fenomeno dell’Esposizione Universale e quello di un’altra grande manifestazione internazionale con caratteristiche simili, ovvero l’Olimpiade.