udienza_papaVenerdì 7 giugno prossimo alle ore 12.00 il Santo Padre Francesco riceverà in udienza speciale i collegi della Rete delle Scuole dei Gesuiti d’Italia e d’Albania.

Nella sala Paolo VI del Vaticano gli Istituti di Messina, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Torino e Scutari incontreranno il Santo Padre in un momento unico della storia dei padri Gesuiti: è la prima volta, infatti, che è stato eletto un Papa appartenente alla Compagnia di Gesù e che le scuole dei padri Gesuiti sono ricevute in udienza speciale dal Papa.

Saranno oltre 7 mila i partecipanti previsti all’udienza: studenti, docenti, personale non docente, familiari, ex alunni, giovani appartenenti ai movimenti ignaziani e collaboratori di diverse opere giovanili ed educative della Compagnia di Gesù provenienti da tutta Italia e dall’Albania.

“L’elezione di Papa Francesco – il 13 marzo scorso – è stato un momento di grande gioia: sapere che al soglio pontificio è stato eletto un nostro confratello che, consapevole delle sofferenze di molta gente di oggi, partecipa così intensamente delle gioie e delle pene di tutti e che tanto farà per realizzare la giustizia è un qualcosa di grande”,  ha dichiarato padre Vitangelo Carlo Maria Denora, delegato all’educazione dei Gesuiti d’Italia e di Albania.

“L’entusiasmo che ho visto negli occhi dei nostri allievi nel momento dell’elezione, ma non solo – ha proseguito padre Denora – ci dà una nuova forza e una fiducia più grande nel futuro, soprattutto di quello dei ragazzi che ci sono stati affidati per educarli e formarli”.

Stiamo camminando, per costruire un sogno – quello del Cardinal Martini, oggi attuale più che mai – “una chiesa che desidera parlare al mondo di oggi e soprattutto ai giovani con la parola semplice del Vangelo” e le nostre scuole, in questo disegno, sono un tassello importante.

“Le sfide che ci attendono – conclude padre Denora – sono difficili ma entusiasmanti: formare studenti ben preparati e aperti al mondo, studenti che sappiano formarsi uno spirito critico per leggere la realtà e i suoi cambiamenti e impegnarsi a fare il mondo più umano e più giusto”.

E’ con grande piacere che comunico che dal 29 gennaio è on-line il nuovo sito del nostro Istituto (www.istitutosociale.it).

E’ il frutto di un lungo lavoro di collaborazione con un gruppo di docenti e di professionisti del settore durante il quale sono stati condivisi idee, fatiche, intuizioni, ma soprattutto passione per la nostra scuola. Questo ci permette di offrire innanzitutto a Voi e contemporaneamente agli esterni un’informazione più completa e aggiornata sulla vita e sulle proposte della nostra scuola.

Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una prima tappa che il nostro Istituto ha deciso di realizzare, per offrire un nuovo strumento di dialogo e di informazione. Occorrerà ancora correggere, modificare, ma soprattutto arricchire il nostro sito. La nuova impostazione e la piattaforma su cui è costruito, infatti, ci permetteranno di aprire nuove sezioni, di rendere riservate alcune aree, di aumentare il grado di interattività facilitando anche i contatti con i collegi della Rete dei Gesuiti in Italia.

Da ultimo consentitemi di rivolgere un sincero ringraziamento al comitato di redazione che ha permesso di realizzare tutto questo, senza misurare tempo ed energie affrontando anche notevoli problemi tecnici. La loro opera è espressione di quella operosità e gratuità che non appaiono, ma che contribuiscono in modo significativo alla nostra azione educativa.
Grazie per l’attenzione… buona navigazione a tutti!

P. Vitangelo Carlo Maria Denora

La Primaria del Sociale chiude l’anno in bellezza con il viaggio di istruzione delle classi quinte a Palermo, dal 17 al 19 maggio.

Un’iniziativa coraggiosa perché l’idea è nata ancora in tempo di Covid tra tante incognite.

Un viaggio pensato e costruito in rete insieme al nostro collegio dei Gesuiti di Palermo, il Gonzaga Campus.

La partenza da Caselle

Si chiudono l’anno e un ciclo con una bella ripartenza sul finale!

Ecco il reportage delle tre giornate scritto dalla maestra Gabriella Mancini.

Giorno 1 – 17 maggio: le Quinte spiccano il volo e il loro entusiasmo inizia in aeroporto con i saluti alle famiglie presso il check-in.
Per alcuni allievi è una prima esperienza “a tutto tondo” dove all’emozione del decollo si associa la lontananza dai genitori.

Il caldo secco di Palermo li accoglie a Punta Raisi: da questo momento è tutta una scoperta.
Sulle ruote di un bus privato con un simpatico autista, Massimiliano, muniti di radioline e auricolare per ascoltare la guida, Maria, procedono verso le prime tappe.

Naso in su, mascherine giù e occhi rivolti al cielo, i ragazzini si deliziano con la vista del giardino secolare della chiesa di San Giovanni degli Eremiti e della Cattedrale, con il suo superbo mix di stili dal bizantino all’arabo e al normanno. Dopo, pranzo al volo con le migliori arancine di Palermo.
Pomeriggio al Monte Pellegrino dove ogni peccato culinario viene purificato dalla “mitica” Santa Rosalia e dai… santi insegnanti.

Serata in hotel: stanze arredate con stile e design, un giardino per rincorrersi, una cena gradevole e tante risate.

La visita a Capaci

Giorno 2 – 18 maggio: sveglia alle 7:00, colazione da sogno con un buffet che parla da solo e pronti per nuove avventure.
Si ritorna in bus con Massimiliano e si sale a Monreale.
il Duomo, concluso nel XIII sec, è un tripudio di mosaici che raccontano il Vecchio e il Nuovo Testamento composti da più di 300 kg di oro. Dall’alto della navata principale un superbo mosaico raffigurante Gesù Cristo osserva i pellegrini e li benedice. La spiritualità del chiostro e la magnificenza degli intarsi bizantini avvolgono le due classi e gli accompagnatori.

Usciti dal Duomo è un altro tripudio, quello dello shopping: dalle maglie del Palermo, alle calamite, ai ventagli multicolori e ai cappelli… è tutta una gioia per i commercianti!

Pizza di gruppo palermitana e si parte verso Capaci. L’esperienza più coinvolgente: Capaci…

Capaci è il momento della verità. È proprio qui che la lettura in classe prima della partenza del libro Per questo mi chiamo Giovanni si traduce in realtà.

Due enormi obelischi segnano il cratere scaturito dalla bomba assassina del commando mafioso che uccise Falcone, la moglie e alcuni uomini della scorta.

Giochi di gruppo al Gonzaga Campus

L’educatore Salvo, appartenente all’associazione “Addiopizzo Travel”, con estrema umanità, autenticità e senso di giustizia porta tutti quanti dentro una caccia al tesoro con meta finale la “collina del maiale” e la casetta simbolo con la scritta “NO MAFIA”.

Un pellegrinaggio sotto il sole ma ricco di significato dove i concetti di giustizia e legalità studiati in classe diventano esperienza attiva.

Giorno 3 – 19 maggio: dopo una visita all’Albero Falcone è il giorno della conoscenza con i coetanei del Gonzaga Campus di Palermo, scuola delle rete dei Gesuiti.

Qui le classi quinte del Sociale vengono accolte con affetto e con un concerto dedicato a loro. Visitano gli spazi e passano una mattinata di condivisione sul campo da calcio, tra giochi vari e attività di aggregazione.

Pranzo al sacco con pane e panelle, granite, gelati e leccornie… dopo un bagno di mare e di sole a Mondello.

Si risale sul volo già con un po’ di nostalgia e un carico di bei ricordi. Per i bambini è il momento di superare le emozioni per immagazzinare ciò che hanno appreso.

Maestra Gabriella Mancini
Docente tutor di Quinta Primaria

 

 

L’Istituto Sociale entra nel programma del Salone del Libro di Torino 2022 con tre appuntamenti, che hanno come protagonisti gli alunni del Liceo Classico, la preside, i professori.

La copertina di “Scacco matto”

L’evento principale per la scuola sarà lunedì 23 maggio, alle 15, nella in sala gialla del padiglione 2: i liceali di Quinta Classico presenteranno il  libro “Scacco Matto”, composto dalle loro riflessioni sui vent’anni della guerra in Afghanistan. Con loro ci sarà il prof. di Storia e Filosofia Alessandro Maurini, che ha curato il progetto.

Giovedì 19 maggio alle 10:45: la nostra docente di Storia dell’Arte al Liceo Classico, la prof.ssa Elena Patrignani, terrà il laboratorio “Che città vogliamo?”, in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.
Partendo da una selezione di riproduzioni di fotografie della collezione del MoMA di New York, accompagnerà i più giovani alla scoperta dell’atmosfera delle città in crescita nella prima metà del secolo scorso, per immaginare insieme una città futura, accessibile ed ecosostenibile, attraverso l’uso del collage di immagini.

Sempre il 19 maggio, ma alle 15, la prof.ssa Chiara Alpestre, preside dei Licei, interverrà all’incontro “Educare alla complessità per costruire il futuro” presso la sala business del padiglione 3 del complesso Lingotto Fiere.
Sarà l’occasione per riflettere sul tema dell’orientamento dei ragazzi e sulla complessità del passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro. Sul palco ci sarà anche Francesco Profumo, ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La Bibbia è il libro più tradotto al mondo. Cosa può aggiungere allora oggi una nuova traduzione?

Ne parleremo martedì 24 maggio alle ore 21 nel teatro dell’Istituto Sociale presentando la nuova traduzione della Bibbia edita dalla casa Editrice Einaudi.

Interverranno Fratel Enzo Bianchi, Direttore e Curatore del progetto editoriale; il Rav Ariel Di Porto, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Torino; il Prof. Eric Noffke, pastore valdese, professore di NuovoTestamento e Padre Guido Bertagna SJ, gesuita della Comunità del Sociale.

Sono ancora disponibili alcuni posti per partecipare in presenza all’incontro. Occorre registrarsi compilando il seguente modulo:
https://forms.gle/wK84e8PNcbodNkGR6

Sarà possibile seguire la serata anche online al seguente link di YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=3aQd3Wxcyf0

Partendo dalla pubblicazione della Bibbia nella prestigiosa collana I millenni ci interroghiamo sull’importanza di allargare la conoscenza di quella monumentale opera che il poeta e pittore William Blake aveva definito “il grande codice” dell’Occidente.

Questa proposta editoriale infatti – già auspicata da Cesare Pavese nel 1945 – è destinata al pubblico più vasto possibile, che può essere collocato anche fuori dal perimetro confessionale.

Questa impresa – che ha visto il contributo di dodici esegeti esperti e qualificati coordinati da Enzo Bianchi (sua la traduzione del Cantico dei Cantici) – trae il suo valore proprio dal respiro corale.

Come nota il card. Gianfranco Ravasi, “la molteplicità degli interpreti rende più fluido e variegato il risultato, come si evince anche nelle esemplari introduzioni a ciascuna opera biblica e soprattutto nei commenti”.

Vi aspettiamo!

In vista dell’Esame di Stato 2022, si comunica la composizione delle commissioni d’esame del secondo ciclo per le tre classi dei Licei dell’Istituto Sociale e la documentazione prevista.

LICEO CLASSICO con ampliamento internazionale (TOPC06500L)

Commissione d’esame:

Prof.ssa Anna Giulia GARNERI (Lettere)
Prof.ssa Caterina CIGNA (Matematica e Fisica)
Prof.ssa Manuela VALLINI (Inglese)
Prof.ssa Elena PATRIGNANI (Disegno e Storia dell’Arte)
Prof. Alessandro MAURINI (Storia e Filosofia)
Prof. Matteo TRABUCCO (Latino e Greco)

DOCUMENTO del 15 MAGGIO del Liceo Classico:

  • fileicon Doc. 15 maggio Classico 21/22
  •  

    LICEO SCIENTIFICO TRADIZIONALE con ampliamento internazionale (TOPS09500G)

    Commissione d’esame:

    Prof.ssa Anna Giulia GARNERI (Lettere)
    Prof.ssa Caterina CIGNA (Matematica e Fisica)
    Prof.ssa Manuela VALLINI (Inglese)
    Prof. Roberto DE GREGORI (Disegno e Storia dell’Arte)
    Prof. Alessandro MAURINI (Storia e Filosofia)
    Prof.ssa Daria ROMEO (Scienze Naturali)

    DOCUMENTO del 15 MAGGIO del Liceo Scientifico:

  • fileicon Doc. 15 maggio Scientifico 21/22
  •  

    LICEO SCIENTIFICO SPORTIVO (TOPS09500G)

    Commissione d’esame:

    Prof. Stefano PERADOTTO (Lettere)
    Prof. Corrado BOSCA (Matematica e Fisica)
    Prof. Luca COSTANTINO (Inglese)
    Prof. Luca IMPERATORE (Diritto ed Economia dello sport)
    Prof.ssa Chiara GIORDANO (Storia e Filosofia)
    Prof.ssa Elisa FOVANNA (Scienze Motorie e Discipline Sportive)

    DOCUMENTO del 15 MAGGIO del Liceo Scientifico SPORTIVO:

  • fileicon Doc. 15 maggio Scientifico Sportivo 21/22
  •  

    LINK alla sezione ESAMI DI STATO 2022 (MIUR):
    https://www.istruzione.it/esami-di-stato/
    https://www.miur.gov.it/-/ordinanza-ministeriale-n-65-dl-13-marzo-2022

    Don Luigi Ciotti con padre Teresio Gianuzzi

    “Voi non incontrate me, Luigi Ciotti. Voi oggi incontrate un Noi, perché tutto quello che è stato fatto in questi ultimi 57 anni, dal 1965 (anno di fondazione del Gruppo Abele) ad oggi, non è stato fatto da una persona sola ma da un Noi, da una comunità di persone che ha lavorato insieme fianco a fianco. Perché è il Noi che vince nella vita, non i navigatori solitari, è il Noi che vince nella vita come nella scuola, ovunque.”

    Queste le parole con cui giovedì 12 maggio don Luigi Ciotti ha accolto i nostri maturandi nella sede del Gruppo Abele a Torino, raccontando loro alcuni passaggi significativi della sua vita spesa in difesa degli ultimi nella lotta contro le mafie.

    “Perché è la relazione l’essenza della vita; abbiamo bisogno di relazione perché è nell’incontro con l’Altro che la nostra vita trova significato. Noi diventiamo persone attraverso l’incontro con gli altri, attraverso la relazione e l’accoglienza; questa è la porta. L’incontro con la fragilità ci può cambiare la vita, ci arricchisce. Ci sono incontri che ti cambiano per sempre, perché da quegli incontri hai sempre da imparare, in particolare l’incontro con la sofferenza, l’incontro con la malattia, l’incontro con ogni tipo di fragilità. Noi dobbiamo prendere coscienza e consapevolezza della nostra fragilità, perché questa è la condizione dell’uomo e saperlo ci rende più forti. Una società forte accoglie e riconosce la fragilità degli altri mentre una società che si chiude allontana le fragilità degli altri per non riconoscere la propria.”

    Le parole di don Luigi sono come un fiume in piena e riempiono i nostri cuori.

    “Ma non basta commuoversi, bisogna muoversi. Le emozioni, se restano tali, poi passano. Le emozioni devono diventare dei sentimenti profondi. Come ci insegna papa Francesco, è indispensabile per ciascuno di noi avere tre punti cardine nel nostro vivere quotidiano: la dimensione spirituale, fatta di silenzio e riflessione, una sana intransigenza etica e l’impegno politico per perseguire il bene di tutti. Dobbiamo saper collaborare con lo Stato e con le Istituzioni se fanno bene o essere una spina propositiva se sono da correggere; non dobbiamo mai cessare di lottare per il cambiamento volto al bene comune.”

    Don Luigi sembra non conoscere le mezze misure e non le manda certo a dire; anche rivolgendosi a noi insegnanti spende parole forti.

    “Voi insegnanti avete un bagaglio di responsabilità etiche enormi, perché voi siete educatori, non seduttori, coloro che cercano solo il proprio consenso. L’etica comincia da noi stessi, dai linguaggi, dai comportamenti e deve fare da sfondo ai nostri progetti, ai nostri percorsi e alle nostre scelte. L’etica è ciò che ci rende veri, autentici. Una delle malattie più terribili della società di oggi sono i neutrali, chi è indifferente, chi si occupa solo dei propri interessi.”

    Il tempo sembra essersi fermato; siamo avvolti dai racconti di don Luigi, dai suoi ricordi delle persone che ha incontrato nella sua vita, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Tonino Bello.

    La mattina arriva alla conclusione e sembra essere passata in un lampo. Il saluto di don Luigi è un augurio rivolto a ciascuno di noi: “Vi auguro un conflitto – dice in modo quasi provocatorio – vi auguro il conflitto con la vostra coscienza, perché abbiamo troppe coscienze sopite, addormentate, manipolate. Talvolta abbiamo bisogno anche di litigare con la nostra coscienza, chiedere consiglio, studiare, documentarsi; anche il dubbio conduce a Dio. Vi auguro il coraggio di compiere scelte difficili. Vi auguro una coscienza inquieta e ribelle, che vi renda capaci di fare del bene sempre, senza chiasso, senza rumore, senza visibilità, nel silenzio.”

    Con il suo proverbiale trasporto e l’entusiasmo di un ragazzino, don Luigi ha regalato a tutti noi una mattinata densa di significato, che speriamo abbia lasciato un segno indelebile nel cuore di ciascuno di noi.

    Prof. Federico Manganaro
    Docente dei Licei

    Venerdì 13 maggio alle ore 20 sul palco del Teatro Le Musichall di via Juvarra 13 a Torino si svolgerà la finale di “Diamoci un tono”, il concorso musicale delle scuole della Fondazione Gesuiti Educazione.

    Quest’anno le esibizioni degli studenti tornano in presenza (dopo l’edizione digitale del 2021): sarà l’occasione per conoscersi, fare festa insieme e celebrare la settimana della musica a scuola nella città che proprio in questi giorni ospita l’Eurovision Song Contest.

    Al Sociale cominceremo i festeggiamenti già da mercoledì 11 maggio con tre momenti musicali dal vivo nell’atrio della scuola e in teatro: suoneranno e canteranno alunni dei diversi plessi e i docenti di Musica prof. Mauro Campagnoli e Nelson Nunez.

    Da giovedì l’Istituto accoglierà le delegazioni dei collegi dei Gesuiti di Scutari, Messina, Napoli, Palermo, Roma, Milano, con i rispettivi finalisti del concorso, tre per ogni scuola (uno per la Primaria, uno per la Secondaria di I Grado e uno per i Licei).

    A far gli onori di casa i finalisti del Sociale: Luca della Scuola Primaria, Elisa della Secondaria di I Grado e Beatrice dei Licei.  

    Sarà possibile seguire la diretta della finale collegandosi al seguente link: https://youtu.be/BSH7l8AVqqE

    Buona settimana della musica a tutti!

    Giovedì 19 maggio alle 21 accoglieremo al Sociale S. Em.za il cardinale Michael Czerny SJ, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

    Interverrà nel teatro della scuola per parlarci del Suo ultimo libro, “Fraternità segno dei tempi”, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, e per raccontarci della Sua recente missione in Ucraina come inviato di papa Francesco.

    Sono ancora disponibili alcuni posti per partecipare in presenza all’incontro. Occorre registrarsi compilando il seguente modulo:
    https://forms.gle/oSgjDaEnQ91bPjeR6

    Tutti potranno seguire la serata in diretta online, liberamente accessibile attraverso il canale YouTube del Sociale: https://www.youtube.com/watch?v=To1WJCu26PM

    Parteciperà don Christian Barone, docente universitario di Teologia e coautore del libro.

    Modererà il dottor Domenico Agasso, vaticanista del quotidiano La Stampa.

    Per informazioni: info@istitutosociale.it

     

    Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”.

    Francesco De Gregori, nella sua celeberrima La leva calcistica del ’68, invitava il giovane calciatore Nino a non affliggersi per lo sbaglio di un calcio di rigore, appunto perché non è da questo che si valutano le qualità di un campione.

    Nell’immaginario collettivo italiano, d’altronde, una delle immagini più indelebili del più grande e cristallino talento azzurro, Roberto Baggio, è quella del rigore tirato alle stelle a Pasadena durante USA ’94, che ha consegnato la Coppa del Mondo al Brasile.

    Un’immagine che, lungi dallo sminuirne il talento, ha fatto di Baggio un eroe romantico, quasi un titano di alfieriana o foscoliana memoria, da amare ancora di più proprio per la sua fallibilità, per la sua fragilità assolutamente umana.

    È in quest’ottica che le classi del biennio del liceo Scientifico e Scientifico Sportivo dell’Istituto Sociale hanno affrontato la seconda edizione del percorso  letterario sulla Caduta dei campioni.

    Partendo dal testo edito da Einaudi e scritto dal collettivo dell’Ultimo uomo, e dopo l’incontro con due degli autori, Daniele Manusia e Fabrizio Gabrielli, ragazze e ragazze si sono a loro volta confrontati con il lato più autentico ed umano degli sportivi, il fallimento.

    Hanno quindi approcciato lo sport da un punto di vista inedito: ciò che non ha funzionato, il meccanismo che si è inceppato in quegli atleti che sembravano perfette macchine agonistiche e si sono invece rivelati comunissimi, fragilissimi uomini.

    Il risultato sono 19 racconti su grandi promesse infrante, nel mondo maschile e femminile e nelle più disparate discipline sportive.

    Narrazioni dure, prive di fronzoli romantici, che illuminano qualcosa che va oltre il gesto tecnico mancato o la competizione persa: la natura umana in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più buie.

    Perché il vero insegnamento da tramandare (e far tramandare) ai giovani è proprio questo: la complessità umana prevede anche l’insuccesso, l’ostacolo inaspettato, la deviazione dalla rotta prestabilita.

    …ma non è da questi particolari che si giudica un uomo.

    Trovate i lavori degli studenti a questo link

    Buona lettura!

    Proff. Alessandra Badami, Antonella Ghiggia e Stefano Peradotto

    Non avrei mai immaginato di finire ad insegnare religione in una scuola.

    Da giovane avevo studiato economia e nel mio cammino di formazione di gesuita pensavo che mi sarei dedicato a tutt’altro.

    E invece no. “Ti mandiamo a Torino, al Sociale”. Così i miei superiori.

    Cosa potevo aspettarmi dopo l’esperienza scolastica vissuta tante primavere fa nel Liceo della mia città, giù in Puglia?

    Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Nicola, sono un Gesuita in formazione, in cammino per diventare sacerdote nella Compagnia di Gesù.

    Mi trovo nella tappa chiamata “magistero”, in cui si sospendono gli studi per un tempo di lavoro e servizio in un’opera della Compagnia, inserendosi in una comunità apostolica di padri Gesuiti, distante dalle case di formazione.

    All’inizio mi sembrava strano sentirmi chiamare professore dagli alunni e dai colleghi. Mi sono accorto che qualcosa fosse cambiato la prima volta che mi sono osservato ed ero seduto dall’altra parte della cattedra! Come era potuto accadere?

    Per di più non sono un ex-alunno. I Gesuiti li ho conosciuti quando ero già grande, ai tempi dell’università. La scuola l’ho frequentata da studenti come tutti.

    Gli alunni al Kairòs

    Ai tempi del noviziato avevo fatto una breve esperienza nel tempo di quaresima del secondo anno presso l’istituto Leone XIII di Milano, ma nulla di più. Non sapevo cosa mi aspettasse veramente.

    Non ero a conoscenza di quanta diversità e bellezza si celasse in questo tempo!

    Ascolto come tutor di alcune classi molti studenti dei Licei. Il rimando della loro esperienza nel nostro Istituto è incentrato principalmente sull’attenzione alla loro persona, alla valorizzazione del loro cammino e dei doni di cui sono custodi.

    Già di per sé, riflettevo, avere dei colloqui personali con un tutor è una peculiarità delle nostre scuole. Ma quest’attenzione non è semplicemente legata ad un singolo momento o attività, a ben vedere. I feedback che ricevo e una conseguente riflessione portano ad una percezione che questa attenzione – cura personalis – sia codificata in uno stile educativo diffuso su più livelli e per la durata di tutto il percorso scolastico.

    Evidentemente con l’esperienza si sarà intuito, penso, che questa attenzione non si limiti solo ai tempi tra i banchi di scuola.

    Come far risplendere la luce che custodiamo al nostro interno, spesso soffocata, ferita, svalutata, incustodita, nella pienezza e bellezza del nostro essere?

    Una prima risposta la trovo in un momento formativo fuori dalle aule, che si è svolto proprio in questi giorni a Bocca di Magra, in Liguria, insieme agli alunni del Leone XIII di Milano: il “Kairòs”.

    Si tratta di un tempo di ritiro, ispirato agli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, e adeguato per la fascia d’età degli studenti di Quarta Liceo: va verso una dimensione educativa più ampia e integrata di sviluppo, attraverso una lettura delle nostre storie, emozioni, vite, dove non siano solo le nozioni e i contenuti ad avere la predominanza sugli altri aspetti.

    Come possiamo non renderci conto che serve sempre uno spazio di riflessione interiore e di apertura all’altro, che valorizzi il nostro essere umani, fratelli e sorelle, portatori di doni immensi e di fragilità lucenti, di ferite mute che richiedono di essere ascoltate, fasciate, accudite?

    La sola intelligenza non basta per essere persone di successo.Come usiamo la nostra intelligenza, i doni, i talenti che la vita senza meriti ci ha donato? Come orientarli? Da soli, i banchi di scuola possono aiutare, ma non esauriscono la domanda e la questione.

    Perché la vita è dentro la scuola, ma anche al suo esterno.

    Al tempo stesso la nostra vita non sono solo le cose che facciamo o i soldi che guadagniamo, ma anche quello che riusciamo a vivere in profondità, al nostro interno e nelle relazioni.

    Altrimenti non saremmo più umani, o lo saremmo solo in parte, e neanche la parte migliore.

    Mi piace salutarvi con una frase del filosofo Gabriel Marcel, che credo sia molto significativa per questo momento storico che ci trova in uscita da una pandemia – speriamo – e in pieno conflitto all’interno della nostra casa europea: Amare qualcuno significa dirgli: “tu non morirai”.

    Che il dono di noi stessi possa essere motivo di gioia e di vita per altri, per molti.

    Nicola Uva SJ
    Docente di religione dei Licei

    Venerdì 22 aprile, dopo due anni di pausa forzata, le classi seconde dei Licei hanno incontrato a scuola i rappresentanti del Centro Astalli di Roma nell’ambito del Progetto Finestre, che offre spunti e occasioni alle scuole per avvicinare i ragazzi alla grande questione dei migranti e dei rifugiati.

    Il Centro Astalli è la sede Italiana del JRS, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, oggi presente in otto città d’Italia: la prima sede è stata quella di Roma negli anni ’80, proprio in via degli Astalli.

    Nei giorni precedenti le nostre classi hanno approfondito la tematica attraverso letture, video e lavori di gruppo, così da prepararsi all’atteso incontro con due testimoni: Luisa, operatrice del Centro, che ha parlato delle realtà in cui è attivo, e Vincent, rifugiato di origine camerunese.

    Vincent parla ai liceali

    Ai liceali Vincent ha raccontato di aver preso parte, in patria, ad alcune manifestazioni a sostegno di una giovane mamma a cui era stata rapita la figlia neonata con la complicità del personale dell’ospedale. Vincent e altri furono arrestati, incarcerati e torturati.

    Ricoverato in ospedale, con l’aiuto della famiglia e pagando grandi somme di denaro, Vincent riuscì a fuggire in Italia 8 anni fa.

    Appena arrivato trascorse alcuni giorni nella stazione di Roma e poi finalmente fu ospitato da un prete, che lo aiutò a predisporre le pratiche per ottenere l’asilo.

    Dopo alcuni anni è stato raggiunto dalla moglie e dai figli! Oggi ama l’Italia, perché sente di poter vivere quella libertà che purtroppo in Camerun gli era stata negata.

    Vincent non può tornare al suo paese d’origine perché finirebbe nuovamente in prigione: nel suo ricordo lo ha descritto come un Paese ricco di risorse e materie prime, ma la corruzione di una parte della classe dirigente impedisce un’equa distribuzione di ricchezza.

    Ha parlato anche del valore della famiglia e del rispetto degli anziani, molto sentiti dalla gente nei Paesi africani.

    Insomma, una vicenda simile a molte altre, ma raccontata in prima persona, che ha permesso agli alunni di avvertire l’emozione di chi l’ha vissuta e di accogliere la sua testimonianza come una grande opportunità.

    Prof.ssa Luciana Lussiatti
    Docente dei Licei

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