Formazione Docenti sulla Valutazione

15 febbraio 2013

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Un nuovo appuntamento per i Docenti della Rete dei Collegi è stato il recente Seminario Sistematico  “La valutazione nella relazione educativo didattica” tenutosi a Villa Cangiani (Napoli) dal 20 al 23 febbraio. In questo incontro, una trentina di docenti dei Collegi di Messina, Palermo, Napoli,  Roma, Milano e Torino, accompagnati dall’Equipe Cefaegi, hanno potuto confrontarsi sulle proprie esperienze, ma anche approfondire le tematiche partendo dai testi fondanti della spiritualità ignaziana. La valutazione, infatti, nella pedagogia ignaziana rappresenta una tappa educativa e didattica fondamentale in quanto non si tratta semplicemente di “classificare”, ma di analizzare costruttivamente i frutti del percorso svolto, vedendo e discernendo ciò che è portatore di vita, leggendo la presenza di Dio e traendo le indicazioni per l’avvenire. E’ un atteggiamento spirituale per trarre luce e senso.

Durante i giorni di formazione non sono mancati momenti dedicati ad argomenti più “tecnici” e specifici, quali la dimensione relazionale della valutazione, legata alla complessità della Scuola e l’approfondimento di come, nel paradigma ignaziano, troviamo gli elementi per una valutazione giusta.

Questo seminario rappresenta il percorso formativo proposto dal Cefaegi per coloro che operano nelle scuole della Compagnia in Italia e Albania. Tale percorso si sta ormai consolidando e strutturando in una forma chiara e articolata, conformemente alla pedagogia e spiritualità ignaziana.

Già la scorsa estate nel seminario “Nuovi Licei Ignaziani tra indicazioni di riforma e innovazione interna”, tenutosi a Roma dal 29 agosto al 1° settembre coinvolgendo Rettori, Direttori, Presidi, Vice Presidi e Responsabili di dipartimento (in tutto quasi quaranta partecipanti), si era vissuta una tappa del percorso volto alla necessità di qualificare ignazianamente le nostre scuole in un mondo in continuo cambiamento. Come faceva notare qualche docente, molte “innovazioni” previste dalla Riforma sono già contenute nella pedagogia ignaziana come intuizioni di fondamento e di metodo.

Successivamente, nel mese di ottobre 2012, 19 docenti da tutti i Collegi d’Italia hanno partecipato alla prima tappa del cosiddetto “Seminario propedeutico”, cioè un momento formativo destinato prioritariamente agli insegnanti di recente assunzione. Tale seminario “propedeutico” si svolge, infatti, solitamente in due tappe, distanziate nel tempo tra di loro per dare la possibilità ai partecipati di rielaborare i contenuti sviluppati, ma soprattutto per preparare qualche esempio di lezione applicando il PPI (Paradigma Pedagogico Ignaziano), così da poter condividere con i colleghi qualcosa della propria esperienza concreta (sempre nel mese di agosto 2012 si era tenuta a Napoli la seconda tappa del seminario per coloro che avevano iniziato il percorso l’anno scorso).

Nel mese di novembre 2012 il Cefaegi aveva inoltre organizzato e condotto un seminario di formazione e confronto dedicato prioritariamente ai dirigenti e ai responsabili delle Scuole dalla rete Gesuiti Educazione (44 partecipanti più 5 dell’équipe e 7 persone dell’ufficio del Delegato).

Per quest’anno il Cefaegi ha ancora in cantiere la seconda tappa del seminario propedeutico per i docenti di recente assunzione, a completamento della prima tappa svoltasi nel mese di ottobre. Le dinamiche laboratoriali sono quelle che concretamente permettono una condivisione aperta e proficua delle buone pratiche già consolidate nelle nostre scuole e spesso consentono il superamento di paralizzanti sensi di inadeguatezza, e creano le basi  per  relazioni costruttive ed efficaci.

La conclusione del Seminario ha permesso alcune considerazioni da parte del P. Delegato che danno senso e stimolo per proseguire negli impegni : “Il clima è stato positivo… La vita del seminario è data dal gruppo… La Rete dei Collegi si costruisce dal basso nello scambio di esperienze, fa sperare per il futuro. Si vedono voglia, passione e ricchezza…”

“Il “fare valutazione” non costituisce un momento isolato dell’intervento educativo, ma connota in modo permanente la relazione pedagogica. Valutare non significava per Ignazio classificare il percorso, ma capire quello che, all’interno del cammino fatto, era portatore di vita e quelo che non lo era, quello che aveva funzionato e quello che invece non era riuscito, riconoscendo in tutto questo l’agire del Signore e leggendovi nuove indicazioni per l’avvenure. La valutazione cioè promuoveva in lui soprattutto presa di coscienza serena e propositiva”.
(da “Documento Programmatico” n. 78)

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