Maturità: scelte le materie della seconda prova

31 Gennaio 2014

MIUR-bando-assistenti-di-lingua-italiana-allestero[1]Il MIUR ha comunicato la scelta delle materie della seconda prova scritta per l’Esame di Stato (ex maturità) 2014, nonchè le materie affidate a Commissari esterni.

Per l’anno 2014, la seconda prova scritta sarà Greco al Liceo Classico e Matematica al Liceo scientifico.

Le prove scritte dell’Esame di Stato dell’anno scolastico 2013/2014 si terranno mercoledì 18 giugno 2014 (prima prova) e giovedì 19 giugno 2014 (seconda prova).

Il decreto ministeriale individua, inoltre, le materie affidate ai commissari esterni.

PER IL LICEO SCIENTIFICO:

PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO: ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO: MATEMATICA
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
INGLESE
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE

PER IL LICEO CLASSICO:

PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO: ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO: GRECO
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
MATEMATICA
FILOSOFIA

FONTE: MIUR – http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs310114ter

Stefano Gattiglia

31 Gennaio 2014

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07_gattigliaCapitale Sociale #7 – Stefano Gattiglia, nato nel 1968, ha frequentato il liceo classico al Sociale dal 1982 al 1987 (anno della maturità). Sposato nel 1994 con Barbara Fassio, ex-lunna del suo stesso anno, del liceo scientifico, ha tre figli, di 9, 13 e 15 anni. E’ commercialista dal 1994. Ha frequentato negli anni del liceo e dell’Università le Comunità di vita cristiana (CVX) e da una decina di anni è nel Consiglio dell’Associazione Exalunni dell’Istituto.

 


1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare  l’uomo che sei oggi?

Ce ne sono molti, senza dubbio. Devo dire che la formazione ricevuta al Sociale non è stata solo quella trasmessa nelle ore di lezione, ma anche quella legata alle attività “collaterali”. Ricordo le ore di volontariato, i campeggi estivi, le proposte spirituali, l’esperienza nei gruppi delle Comunità di vita cristiana (CVX). Considero queste ultime come assolutamente complementari alla formazione ricevuta tra i banchi, un’occasione preziosissima ed unica per qualificare la formazione scolastica. Tutto ciò costituisce senza dubbio il “di più” (il magis) che l’Istituto ha sempre offerto e posso tranquillamente affermare che quelle esperienze sono state determinanti per molte scelte importanti della mia vita.
In tal senso, se devo scegliere un elemento della formazione ignaziana che più mi affascina e che più mi aiuta nella vita familiare e professionale, direi il discernimento, quell’insieme di arte e tecniche per aiutare a fare le scelte, dalle più importanti alle meno significative, in cui i Gesuiti sono maestri.

 

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Come ho detto, tutti questi concetti, propri della pedagogia ignaziana, li ho conosciuti anche grazie alle attività collaterali, compresa l’esperienza nell’Associazione degli Exalunni dell’Istituto.
In realtà devo dire che molti di quei concetti, sebbene non sempre esplicitati, erano resi “visibili” anche nella vita scolastica, attraverso le persone (professori, padri, exalunni,..), le iniziative e le strutture stesse dell’Istituto. Ricordo la particolare insistenza dei professori nel creare e nell’affinare negli alunni una capacità critica nell’affrontare e nel valutare la realtà. Ricordo l’invito a coltivare la curiosità nel conoscere e nel valutare le novità, senza alcun pregiudizio, anzi considerando le novità un segno dei tempi.
Ricordo l’ambiente familiare che ha sempre contraddistinto l’Istituto e che rendeva tangibile l’attenzione al singolo ed educava all’aiuto al prossimo, puntando a formare alunni che fossero “uomini per gli altri”.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

Devo dire che al momento dell’iscrizione alla facoltà di Economia e Commercio, con una maturità classica in tasca, qualche timore lo avevo. In realtà, salvo l’impatto iniziale con la matematica (mitigato da un professore che, avendo frequentato in gioventù il liceo classico, rendeva la materia più “docile”) la laurea è arrivata nei tempi e nei modi previsti.
In ambito professionale, il lavoro del commercialista, come quello di molti altri professionisti, non può prescindere dallo studio delle materie sulle quali è richiesta la consulenza. In tal senso, credo che la traccia più evidente lasciata dal liceo consista in una certa predisposizione allo studio delle novità, all’aggiornamento e all’approfondimento.
Credo di poter attribuire in particolare alla formazione ricevuta al Sociale uno stile che mi sforzo di adottare con i collaboratori e con i clienti dello Studio, basato sulla prevalenza dei rapporti personali, sulla lealtà, sulla qualità del lavoro e sulla soddisfazione personale.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Gli aneddoti della vita liceale sono molteplici e, come spesso accade, molti di carattere goliardico. Difficile sceglierne qualcuno in particolare. Con gli amici però ricordiamo spesso quel martedì grasso in cui un compagno si nascose nell’armadio dell’aula, vestito del solo pigiama, con una sveglia e rimase chiuso lì dentro per quasi tutta la prima ora. Dato già per assente, verso le 9.00, al sordo trillo della sveglia, il nostro compagno uscì dall’armadio e salutò, con un grosso sbadiglio, il professor Precerutti, insegnante di italiano, che, vedendoselo davanti in pigiama e babbucce, rimase ammutolito ed incredulo, prima di spedire l’alunno dal Preside.

 

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Alla scoperta della classe prima

30 Gennaio 2014

Martedì 28 gennaio i bambini di 5 anni  sono partiti per una esplorazione:

dopo due rampe di scale, guidati da una Maestra della Primaria, ci siamo ritrovati in un ambiente nuovo.

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Che emozione incredibile!

Una volta entrati nella classe prima abbiamo incominciato a curiosare, scoprendo un sacco di cose nuove: i banchi molto più grandi dei nostri, i quaderni, i fantastici astucci con tante penne colorate; Poi finalmente abbiamo incontrato anche i bambini di una classe quarta, sono altissimi!!  DSCN0039

Non vediamo l ora di tornare!!

Elena Aleci

30 Gennaio 2014

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elena aleciCapitale Sociale #6 – Elena Elisabetta Aleci, Maturità Classica 1989.
Storico dell’arte, specializzata nell’iconografia sacra. È autrice di pubblicazioni scientifiche e divulgative ed è stata professore a contratto di Storia dell’arte sia all’Università del Piemonte Orientale, sia al Politecnico di Torino. Negli ultimi anni ha deciso di dedicarsi quasi esclusivamente alla scrittura per ragazzi pubblicando La Pecora di Leo (Storia dell’arte in pillole) e A ogni bambino la sua Torino (Guida tematica della città). Ha due figli, di 8 e 10 anni, cui deve le idee migliori, e un marito che la sostiene negli entusiasmi e ne tempera gli eccessi.


1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Ho frequentato l’Istituto dalla prima media alla maturità classica: tutta l’adolescenza.
Di quegli anni così particolari e confusi (nel senso leonardesco del termine di “confusione” come ricchezza di pensieri ancora in bozza) mi colpisce il ricordo della grande biblioteca. L’impressione che i Padri Gesuiti fossero portatori di un sapere illimitato, il desiderio, l’ambizione di arrivare a conoscere le cose in profondità. Questo mi è rimasto, in tutti i miei studi, nelle mie ricerche e credo anche nella vita, il desiderio della conoscenza profonda (ma non sempre ci riesco!).

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Credo che già ci fosse all’Istituto un’atmosfera calda, di partecipazione e di attenzione alle peculiarità di ognuno, ma al liceo la preoccupazione di rispettare i programmi con profitto era nel mio caso dominante e non mi lasciava spazio per cogliere eventuali offerte di aiuto da parte di educatori e docenti.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

Ho avuto al liceo professori straordinari. Sono certa che vengano da loro la forza di continuare a credere nell’importanza primaria delle materie umanistiche; l’amore fortissimo per la conoscenza e soprattutto la convinzione che l’atto più nobile, per chi la cultura la ama, sia di trasmetterla ai ragazzi umilmente e chiaramente, a piene mani e a pieno cuore, rinunciando alla vanità stupida ed inutile dell’autocompiacimento accademico.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Ci sono delle espressioni che usavamo tutti in classe e che sono rimaste nel mio vocabolario. Con le amiche davanti a un ragazzo che toglieva il fiato, si faceva “apoché”; e ancora oggi rido ripensando al “gesto di incoraggiamento”, inventato da un compagno di classe oggi “sacerdote dicoesano (Don Andrea Benso)”, con cui accompagnavamo la lenta camminata dal banco alla cattedra di chi era stato chiamato per l’interrogazione.
Infine, come insegnamento di vita, è rimasto l’esempio del povero Aiace sofocleo: “Non chiedere, non domandare – recitava il testo – è bene essere saggi”.
Come dimenticarlo? La mia classe lo ha portato alla Maturità! Era il 1989.

 

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Terze medie a Strasburgo

29 Gennaio 2014

Gentili Famiglie,

STRASBURGO-PARLAMENTO-EUROPEO

il Collegio Docenti della Scuola Secondaria di 1° grado, nell’ambito della programmazione annuale, ha scelto per le classi terze un viaggio d’istruzione a Strasburgo  nei giorni 5-6-7-8 marzo.

Il viaggio oltre ad avere finalità culturali e sociali, fa parte di un progetto più ampio che  prevede una prima parte in classe con il laboratorio di “Formazione alla Cittadinanza Europea attraverso l’educazione ai diritti umani e l’educazione interculturale”, che ha preso avvio in questi giorni ed  è stato pensato come un’occasione per confrontare reciprocamente le proprie esperienze e conoscenze con particolare riferimento alla tutela dei diritti fondamentali.

Strasburgo sarà la tappa conclusiva dell’intero percorso che si pone le seguenti finalità:

– sviluppare un senso di rispetto per se stessi e per gli altri come valore base della dignità umana;

– promuovere il rispetto, la conoscenza e l’apprezzamento delle diversità culturali, in particolare riguardo alle differenze nazionali, etniche, religiose, linguistiche e delle altre minoranze e comunità;

– esplorare in prima persona la realtà Europa e le istituzioni.

In questo contesto il viaggio a Strasburgo permette di fare reale esperienza delle tematiche affrontate durante il corso. I ragazzi saranno ospitati presso il Centro Europeo della Gioventù, una struttura residenziale che si trova a poca distanza dal Parlamento Europeo, è sede di incontri tra giovani di tutta Europa e si avvale di uno staff di giovani formatori.

Un programma di massima del viaggio potrà essere il seguente:

mercoledì 5 marzo: partenza intorno alle 7,30. Tappa a Basilea (o Berna), e proseguimento per Strasburgo con arrivo nel tardo pomeriggio. Incontro con i formatori e descrizione della struttura. Cena.

Nei giorni successivi: attività legate ai diritti umani, incontro con rappresentanti istituzionali e possibile visita a realtà associative locali, visita al Palazzo del Consiglio d’Europa ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, visita della città (la cattedrale è un capolavoro gotico, i quartieri centrali sono ugualmente affascinanti). Momenti di tempo libero da distribuirsi secondo decisione dei docenti accompagnatori.

Il programma dettagliato del viaggio, con l’indicazione degli orari definitivi sarà distribuito appena ultimato l’iter organizzativo. Sarà pure distribuita copia del “Codice di comportamento”, che dovrà essere sottoscritto da alunni e rispettivi genitori a garanzia dell’autocontrollo e del senso di responsabilità dei partecipanti.

Siccome il viaggio d’istruzione, oltre ad avere una valenza educativa-didattica, costituisce anche un momento particolare e significativo al termine di un ciclo di studi, si effettuerà solo se le adesioni

saranno complessivamente di almeno 30 alunni. Essendo inoltre effettuato in giorni di scuola, chi eventualmente non intendesse partecipare sarà tenuto a frequentare le lezioni.

La quota individuale di partecipazione al viaggio è di € 350 comprensiva di

  • · trasporto pullman, pedaggi, parcheggi…
  • assicurazione,
  • · sistemazione presso Centro Europeo della Gioventù  con trattamento di ½ pensione,
  • ½ giornata al Consiglio d’Europa,
  • · ½ giornata con attività al Centro Europeo,
  • Tessera associativa (10€) + quota di partecipazione all’attività educativa dell’associazione ITDL (50€).

L’adesione al viaggio deve essere fatta entro venerdì 7 febbraio, consegnando alla Preside il sottostante modulo compilato, unitamente all’acconto di € 100. Il saldo della quota di partecipazione dovrà essere versato direttamente presso l’ufficio Economato entro lunedì 24 febbraio.

 

La quota individuale per il corso tenuto in classe è di € 40, da consegnare al coordinatore di classe entro venerdì 14 febbraio.

 

freccia_rossa  Scarica la circolare

 

Scuola Sec. di I gr. – Uscita didattica “Cascina del Prevosto”

29 Gennaio 2014

Giovedì 6 febbraio  le classi seconde saranno accompagnate dalle Professoresse Carla Giuliano, Chiara Giordano e Gianna Maria Forgia a svolgere alcune attività pratiche presso la fattoria didattica “Cascina del prevosto”  (Cumiana) nell’ambito del percorso di educazione alimentare tenuto dalla Dott.ssa Rosanna Tabasso medico specialista in diabetologia e malattie metaboliche.

La quota di partecipazione è di  34 €  e comprende:

  • Attività teoriche in classe (due lezioni di due ore ciascuna, una precedente ed una successiva all’uscita)
  • Attività pratiche in fattoria didattica:

preparazione di spuntini salutari con le caratteristiche del “cibo da strada”;

pranzo.

  • Trasporto con mezzo privato

La partenza dall’Istituto è prevista alle ore 8,10,  il ritorno alle ore 16,10.

Portare:

la merenda

un paio di scarpe di ricambio.

La Coordinatrice Didattica

Prof.ssa Paola Vigna

Carlo Re

29 Gennaio 2014

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reCapitale Sociale #5 – Carlo Re. Maturità classica 1991. Sposato con 4 figli. Laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino nel luglio 1996, iscritto all’albo degli avvocati di Torino dal 1999. Esercita la professione nell’ambito del diritto civile e commerciale ed è equity partner dello studio legale Pedersoli e Associati con sedi a Milano e Torino.


1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare  l’uomo che sei oggi?

Molti gli elementi positivi e i ricordi dei miei cinque anni al Sociale. Il Sociale ha rappresentato non solo una scuola, ma mi ha lasciato un forte senso di appartenenza ad una comunità. Mi si consenta di dire: anche per via delle attività extrascolastiche. Quante volte con i compagni di classe ci si intratteneva ben oltre l’orario di scuola per passare del tempo insieme (il più delle volte giocando a calcio….), coltivando così uno spirito di amicizia che andava oltre l’essere semplici compagni. Anche oggi, sia in ambito familiare sia in ambito professionale, vivo la mia presenza in tali “comunità” come la realizzazione di un progetto comune, in cui non ci si isola in sé stessi, ma si lavora per un obiettivo di squadra e si è pronti anche a sacrificare interessi individualistici. Nella vita ho peraltro constatato che il più delle volte il raggiungimento dell’obiettivo comune porta con sé anche la realizzazione dell’obiettivo individuale. Certo non in secondo piano sono stati gli insegnamenti al rigore, all’autodisciplina e all’aprirsi al confronto con gli altri, portando sempre rispetto verso i propri interlocutori.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Anche se i concetti forse non erano esplicitati, credo che l’ambiente spingesse sempre ognuno di noi a dare quel qualcosa in più, a non accontentarsi. Ciò che ricordo nitidamente è come l’attenzione al singolo da parte degli educatori si traducesse nella spinta da parte del docente a (cercare di) conoscere l’alunno a tutto tondo (il suo carattere, il suo ambiente familiare, le sue propensioni, ecc.). Ciò contribuiva a creare un rapporto di fiducia, confidenza e dialettica tra alunni e insegnanti, che spesso prescindeva dai rispettivi ruoli.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

Senza nulla togliere alla funzione “didattica” della scuola, intesa come trasmissione di conoscenze, dagli anni del Sociale credo di aver soprattutto appreso un “metodo” e una propensione per l’azione. Mi pare di poter dire che si mirasse soprattutto a fornire agli studenti gli strumenti per la piena crescita intellettuale della persona che passa attraverso la comprensione e l’analisi dei temi e spinge poi l’individuo ad agire nella società in cui vive. In un certo senso ha accentuato ciò che forse era già una mia caratteristica: la propensione ad essere pratico e tendere sempre verso la ricerca di soluzioni. Questo è stato molto d’aiuto nella mia professione: quando sono colto da sconforto per i problemi (anche complessi) che giungono sulla scrivania, mi ripeto che l’essere il recettore dei problemi degli altri e (provare a) risolverli è la vita che ho scelto ed è dunque del tutto normale che mi trovi in quella situazione.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Più che un aneddoto, vorrei ricordare un insegnamento. Una delle prime lezioni di religione di Padre Piero Buschini – figura di eccellenza che ha rappresentato una presenza importantissima nella mia vita anche oltre il periodo liceale – riguardò la tracotanza degli uomini simboleggiata nel Vecchio Testamento dalla Torre di Babele. Si passò poi a trattare il significato della povertà d’animo del messaggio di Gesù: mantenere un cuore umile per recepire il messaggio di fede e saper aprirsi al mondo e alla conoscenza di cose nuove.
Le lezioni di religione Padre Buschini erano contestualizzate e miravano a fornire a noi alunni gli strumenti per ragionare con animo cristiano sui temi della società in cui viviamo.
L’invito all’umiltà mi è rimasto ben impresso; oggi, dopo una giornata in cui un successo professionale spingerebbe magari alla vanità e a specchiarsi nel proprio successo, mi richiamo subito all’umiltà, sicché il giorno dopo si riparta prendendo in mano un altro fascicolo con la medesima curiosità intellettuale, attenzione e impegno con cui si è affrontato il precedente.

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Enrico Maggiora

28 Gennaio 2014

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Capitale Sociale #4 – Enrico Maggiora, maturità ‘87, il maggiore di tre fratelli, anche loro ex allievi del Sociale. Ha frequentato le medie e il liceo (a differenza dei suoi due fratelli che hanno fatto dalle elementari alla maturità).Ha poi studiato giurisprudenza a Torino e nel 1992 è entrato come praticante in uno studio legale torinese che si occupava di diritto civile e dove uno dei soci era anche lui ex allievo del Sociale. E’ sposato con una ex allieva e ha due figlie di 18 e di 14 anni.


1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare  l’uomo che sei oggi?

Due sono i valori che i Gesuiti mi hanno trasmesso e che cerco di coltivare. Il primo è il rigore nel mio agire, il secondo è la capacità di autocritica. Essere rigoroso significa rispettare gli impegni che assumo anche se questo comporta fatica, cerco di non indulgere in facili auto-assoluzioni; fare autocritica significa essere consapevole che ho dei limiti e li devo accettare, ma nello stesso devo riuscire a sfruttare al meglio i talenti che mi sono stati donati, senza sprecarli.
È uno stile di vita che non ho certo vissuto fin dall’inizio della mia vita scolastica, è stato un lento maturare anche grazie a qualche salutare scappellotto ricevuto dai Padri.

2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Era un’aria che si respirava nell’insieme. I principi di Ignazio difficilmente venivano ricordati a parole, ma le azioni erano improntate verso i valori che avete ricordato. Anche la cura spirituale della persona, che ai miei tempi era affidata a Padre Giordano, veniva vissuta con naturalezza, un vero e proprio invito che eravamo liberi di accogliere o meno, anche di rinunciarvi senza che per questo si fosse visti in modo negativo, con pregiudizio. In generale ho sempre trovato una grande libertà di pensiero, vissuta con spirito gioioso, stando sempre allo scherzo nei momenti giusti, ma allo stesso tempo pretendendo nei momenti decisivi. I Padri, che comunque non erano così numerosi, e gli Insegnanti, quasi tutti laici, trasmettevano davvero un senso di appartenenza ad una famiglia allargata che viveva molti momenti di vita comune: durante le ore di scuola, nelle attività extrascolastiche, nello sport, nei contatti con altri Istituti e con il mondo esterno.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

Una preparazione impegnativa che ha richiesto uno studio serio, ma non posso dire di essermi ammazzato sui libri. Non ho mai percepito una mia carenza rispetto ad altri studenti appartenenti a altre scuole e anche durante l’università il metodo di studio acquisito durante il liceo ha dato buoni frutti.

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

Sono incerto tra la cottura di uova al tegamino in classe durante le meravigliose ore di fisica in modo che la nostra mattinata si aprisse con un vero English breakfast (in fondo lo stile non è acqua), oppure la rimandatura a settembre che ebbi di quella materia alla fine dell’anno. Forse a ben pensare qualche proteina in meno nello stomaco e qualcuna in più nel cervello avrebbe dato frutti migliori…

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La matematica con i Lego

27 Gennaio 2014

A lezione di Matematica con i LEGO?
Questo strano accostamento è stato possibile grazie agli interventi del dott. Daniele Manzone, laureato in didattica della Matematica e specializzato proprio in attività didattiche svolte con l’ausilio di strumenti ludici. La moderna didattica della Matematica, che prevede sostanzialmente un approccio laboratoriale e attivo da parte dello studente, sembra abbracciare totalmente la pedagogia ignaziana per cui diventa possibile conciliare un’attività perlopiù ludica con l’approfondimento dei teoremi di Euclide e Pitagora.
Lo strumento ideale che permette di realizzare questo connubio e ampliare i concetti di area e di figure equiscomponibili è il PLANIMETRO POLARE, ed è ancora meglio aver la possibilità di costruire tale strumento di misurazione con i mattoncini LEGO.
Grazie al dott. Manzone, ospite per una settimana tra i banchi della 2° Scientifico, gli studenti hanno potuto dimostrare concretamente la validità dei più classici teoremi della geometria euclidea, il tutto condito con delle attività ben più giocose e divertenti rispetto ad una tradizionale lezione di Matematica. Come dire… “fare matematica divertendosi!” … incredibile ma vero!

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Cristiana Pensa

27 Gennaio 2014

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Capitale Sociale #3 – Ecco la terza testimonianza dei nostri ex-alunni nell’iniziativa che abbiamo denominato “Capitale Sociale”. Questa settimana la “voce” è di Cristiana Pensa,  maturità 1985, attualmente farmacista e mamma di un ragazzo di 15 anni, Lorenzo.

03_Cristiana Pensa1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al liceo del Sociale che più ti ha aiutato a diventare la persona che sei oggi?

L’ elemento che più mi ha aiutato ad essere la persona che sono oggi, è stato poter respirare in quelle aule , in quei corridoi una grande libertà di pensiero e una grande apertura mentale… vi ricordo che il nostro preside allora era Padre Guerello e chi lo ha conosciuto sa quale è la caratura di quest’uomo.
La libertà di pensiero ti permette  di sviluppare la capacità di analisi , la quale ha come conseguenza una lettura degli avvenimenti, che non solo non si ferma alla superficie ma mostra anche angolazioni diverse dal comune.
La formazione ricevuta poi , insieme alle attività operative come i servizi sociali mi è servita  per alimentare e mantenere una fede vitale e scevra da condizionamenti, caratteristica che peraltro riscontro tutt’ora in molti dei miei ex compagni di liceo con i quali sono rimasta in contatto.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo, …… Ai tempi del tuo liceo ancorché  non venissero dichiarati credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

I concetti di ” magis” e ” cura personalis” ai tempi del mio liceo non erano dichiarati  in quanto il POF non esisteva…
Tuttavia il concetto del “di più” inteso in senso ignaziano era certamente vissuto e trasmesso sia dai padri che dai professori: non sono mai stata una cosiddetta “secchiona”, ma nel corso del quinquennio ho imparato a studiare, ho ottenuto risultati e soprattutto, avendo assimilato e constatato che impegnandomi sarei riuscita ,mi sono divertita come una matta. Del concetto di “magis”‘ acquisito in quegli anni, ne ho capito il senso profondo quando ero poi più adulta e molto mi è servito nella vita, sia lavorativa che personale. Per quanto riguarda  la “cura personalis” posso dire che al Sociale io mi sono sentita seguita, valorizzata e anche amata. E ciò nonostante il mio rapporto con gli insegnanti, non fosse sempre idilliaco con tutti e il mio soprannome a scuola come rappresentante di classe fosse “la sindacalista”…..

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti e’ servita all’università prima e nella professione poi?

La qualità della offerta scolastica a mio avviso è stata eccellente: un esempio su tutti la nostra professoressa al triennio di italiano, latino e storia. Io ho frequentato il liceo scientifico, ma la formazione che ci ha dato la professoressa era così completa che spesso, andando avanti negli anni, mi hanno chiesto se avessi frequentato il liceo classico!!
Inoltre il primo anno di università ho vissuto praticamente di rendita…
Nella professione poi mi è servito aver acquisito negli anni del liceo la precisione, caratteristica peraltro che non è propria del mio carattere ma sicuramente indispensabile per una farmacista…!

4. Qual e’ l’aneddoto del liceo che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?

L’aneddoto dei tempi del Liceo al Sociale che mi accompagna ancora oggi non ve lo posso raccontare, perché agli alunni bisogna dare il buon esempio… tuttavia vi lascio un indizio… lo potremmo intitolare “via col banco…”.  A voi immaginare il resto…”

 

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