Una festa della COMUNITA’

24 Maggio 2015

“Chi festeggia il fine anno? Gli studenti? Quelli che si maturano? I docenti? No. Non festeggiano singole categorie. Festeggiamo tutti insieme… cioè una COMUNITA’! Noi siamo una comunità! È la nostra festa”. Con queste parole Padre Gianfranco Matarazzo S.I., Provinciale dei Gesuiti d’Italia e Albania, nel suo saluto di apertura alla celebrazione eucaristica di Pentecoste, ha sottolineato il vero senso della giornata di festa dell’Istituto Sociale di domenica 24 maggio 2015 (al fondo dell’articolo è riportata la trascrizione integrale dell’intero saluto del P. Provinciale).

Questa giornata di festa è ormai da molti anni un momento particolarmente intenso per la nostra Scuola. In tale occasione il Sociale mostra il suo aspetto più umano, festoso e conviviale e nello stesso tempo aiuta a rafforzare il senso di appartenenza al progetto educativo del nostro Istituto e della rete dei collegi dei Gesuiti della Provincia d’Italia. E’ infatti fondamentale la partecipazione delle famiglie al nostro progetto formativo: un progetto forte e chiaro per i bambini, i ragazzi, i giovani di oggi, condiviso con le famiglie, un’alleanza educativa, una vera COMUNITA’ EDUCANTE, per poter guardare insieme al futuro con speranza, quella che si vede negli occhi dei nostri ragazzi e che Papa Francesco ci ha di nuovo di recente ricordato nell’incontro con i giovani delle CVX e della LMS il 30 aprile.

IMG-20150522-WA0001La giornata è stata intensa e ricca di proposte diversificateAl mattino presto si è iniziato con il saluto e la premiazione di tutti i bambini e ragazzi che terminano un ciclo di studi. I più piccoli Colibrì della Scuola dell’Infanzia che passano alla Primaria hanno avuto il loro momento di saluto e di premiazione con zainetto, diplomino e quaderno delle attività nella loro “stanza della nanna”, splendidamente decorata e preparata in tema con il progetto verticale di quest’anno: l’EXPO 2015.

11230668_587295811373630_9175343863711404558_nI ragazzi di quinta Primaria e di terza Media hanno salutato famiglie, docenti e amici in Aula Magna. La Preside, prof.ssa Paola Vigna, nel suo saluto ha invitato i ragazzi che iniziano una nuova tappa della loro vita a coltivare l’abitudine a guardare e valorizzare le cose belle e grandi della vita, piuttosto che indugiare, lamentarsi e soffermarsi sui problemi, sulle difficoltà, sugli insuccessi e i dispiaceri. Ed inoltre, pur facendo sempre tesoro dei consigli e degli insegnamenti degli adulti e degli educatori che crescono accanto ai ragazzi, ad essere persone libere, “padroni della propria vita e del proprio destino” nel senso più alto e nobile, mettendo i propri talenti e capacità al servizio del prossimo.

Oltre al saluto ai ragazzi che terminano il primo ciclo di istruzione, la scuola secondaria di primo grado ha mostrato, nel corso della giornata di festa di domenica, alcuni risultati di attività didattiche e laboratoriali svolte durante l’anno. In particolare le prime hanno effettuato un percorso laboratoriale sul Medioevo con l’insegnante madrelingua inglese, prof. Hatfield, e con le insegnanti di storia, prof. Sforzi e Barone. Le classi seconde hanno lavorato in corso d’anno su due progetti, sempre connessi con l’attività didattica curricolare e con il progetto internazionalità. Il primo prodotto realizzato dai ragazzi, sotto la guida dei prof. Hatfield, Serra e Barone, è una raccolta di racconti gialli, mentre il secondo è una pubblicazione di argomento geografico su alcuni Stati europei. Si tratta di un e-libro “aperto”, che potrà essere ulteriormente arricchito negli anni a venire. Nel corso della festa di fine anno alcuni rappresentanti delle seconde hanno illustrato il risultato dei loro lavori alle famiglie.

I Maturandi che a breve lasceranno il nostro Istituto per approdare a mete ancora più impegnative della loro vita hanno invece vissuto il loro momento di saluto nel teatro, accompagnati dal Preside, prof. Piero Cattaneo, e dal Direttore dell’Istituto, prof.ssa Maria Cristina Bianco. Ciascuna delle due classi di maturità ha presentato un video con foto dai momenti più belli e significativi dei cinque anni di liceo, in una sorta di “rilettura” della propria esperienza, che si trasforma in ringraziamento ai genitori, ai docenti e alle famiglie. “Grazie perchè in questi cinque anni non avete camminato nè dietro nè davanti, ma accanto a noi”, ha commentato Elena a nome di tutti i suoi compagni.

Anche Padre Vitangelo, dal Kenya, dove sta concludendo il periodo di formazione cosiddetto “Terz’anno”, ha manifestato la sua presenza e vicinanza in questa giornata importante di festa. In particolare, ha indirizzato una lettera speciale ai maturandi, ricordando loro che “Ora è tempo di riguardare indietro per ringraziare…. Ed è tempo di guardare avanti per proiettarsi sul futuro che vi attende, con la consapevolezza dei vostri talenti da giocarsi nel mondo per farlo migliore… Credete in voi, nei vostri sogni, nella possibilità di fare grandi cose e di cambiare il mondo. E’ per questo che siamo fatti e non per prospettive di piccolo cabotaggio”.

In un’altro messaggio, indirizzato questa volta all’intera comunità del Sociale proprio per la festa di fine anno, P. Vitangelo scrive che in questa giornata di festa “è molto bello celebrare la tanta vita che c’è nella nostra scuola, nel cammino di ogni giorno fatto spesso di piccole cose che costruiscono pian piano le grandi. E’ importante oggi essere vicino ai giovani, credere in loro, dare loro gli strumenti per essere protagonisti della loro vita e aiutarli a crescere nella consapevolezza delle ferite del mondo, ma soprattutto nell’apertura e nella solidarietà che può proprio nascere dai più piccoli. Saluto tutti e prego per voi specialmente oggi: per i bambini ed i ragazzi, per il loro cammino scolastico e di vita, per i loro doni e talenti che possono rinnovare il mondo; per le famiglie e gli educatori, per il loro delicato e importante compito di accompagnare la crescita, innanzitutto con il loro amore e la loro testimonianza di vita; per la Compagnia di Gesù, oggi particolarmente vicina nella presenza del Provinciale ed amico P. Gianfranco Matarazzo, per la sua missione in vista del Regno ed il suo lavoro al servizio dell’educazione dei giovani”.

11350525_587295818040296_1747441985812711664_nAlla Celebrazione Eucaristica della Solennità di Pentecoste, presieduta dal P. Provinciale e concelebrata dai PP. Teresio Gianuzzi, Piero Granzino, Mauro Pasquale e Lino Tieppo, animata da un gruppo di Alunni del Cielo, è seguito il pranzo comunitario.

Nel pomeriggio la festa è proseguita con attività di animazione e intrattenimento. Nella biblioteca sono stati mostrati alcuni libri antichi ed edizioni rare e pregiate. Inoltre, alle 16 si è svolta una delle semifinali del torneo di calcio dei licei e tornei di calcetto per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado.

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Ecco il testo integrale del saluto iniziale del Provinciale, P. Gianfranco Matarazzo S.I.:

Cari ragazzi, cari genitori, cari docenti, cari collaboratori, gentile rettore Maria Cristina Bianco, cari confratelli gesuiti, bentrovati e grazie per questi invito!
Oggi si incrociano più eventi: è la festa di compleanno della comunità cristiana; è la festa di fine anno.
Quanto alla prima festa, ci riferiamo alla domenica della Pentecoste, memoriale della discesa dello Spirito Santo sui discepoli radunati insieme con Maria nel Cenacolo. Questa discesa segna la nascita della comunità cristiana. Dunque è la festa di compleanno della Chiesa. Dal momento che il gruppo del Cenacolo diventa “cristiano” solo quando accoglie il dono dello Spirito Santo, offertogli da Dio (ecco il perché dell’immagine della “discesa”: per sottolineare che questo dono – il dono dello Spirito – è solo “dall’alto”; viene, cioè, solo da Dio, e non è possibile a noi uomini di surrogarlo, o contrabbandarlo in qualche altro modo).
Quanto alla seconda festa cui facciamo riferimento, chiediamoci: chi festeggia il fine anno? Gli studenti? Quelli che si maturano? I docenti? No. Non festeggiano singole categorie. Festeggiamo tutti insieme… cioè c’è una comunità! Noi siamo una comunità! È la nostra festa!
Domandiamoci: siamo veramente una comunità? Lo siamo diventati o lo stiamo diventando? Siamo cresciuti abbastanza per considerarci una comunità? Dove e come possiamo crescere un po’ di più come comunica?
Quindi, oggi festeggiamo anche la nostra comunità. Cosa significa Comunità del Sociale? Significa che le relazioni tra noi sono importanti, ci fanno camminare insieme, ci fanno realizzare un progetto importante.
Curiamo la qualità delle nostre relazioni perché puntare a questa qualità è il segreto della riuscita e della felicità nella vita.
Per curare le relazioni, come sappiamo e come ci diranno ancora una volta le Letture, decisiva è l’amicizia con il Signore e l’aiuto che Questi ci dà. Chiediamogli perdono perché rispetto a questa amicizia spesso siamo distratti.

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freccia_rossa Lettera di P. Vitangelo ai Maturandi 2015
freccia_rossa Lettera di P. Vitangelo alla Comunità del Sociale per la festa di fine anno

 

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