400 studenti al JESET 2015

30 Giugno 2015

Jeset-2015Sorrisi, fatica e tanto divertimento: sono stati questi gli elementi chiave della terza edizione dei Jesuit Schools European Sports Tournament (JESET), che si sono svolti tra Milano e Caorle dal 21 al 27 giugno 2015.

I 400 Liceali provenienti da tutta Europa e dall’Egitto hanno partecipato con grande entusiasmo alle numerose attività proposte dal Comitato Promotore di JESET 2015. Tra le 16 delegazioni era presente anche una del Sociale, con un gruppo di 20 liceali.

Di seguito i racconti e le “riletture” da parte dei partecipanti diretti, giorno per giorno, in una sorta di diario di bordo:.

Primo e secondo giorno
Torino, Porta Susa, ore 16.10, è questa l’ora a cui il gruppo di 20 ragazzi, nati tra il ’98 e ’99, ha preso il treno accompagnato dai professori Giancarlo Duranti e Paolo Sterpone, direzione Milano, per partecipare al progetto di competizione sportiva internazionale Jeset.
Arrivati siamo stati accolti dall’Istituto Leone XIII, e, sistemati i sacchi a pelo, abbiamo partecipato alla messa, la cui nota più lieta è stata la presenza di padre Denora. Quindi abbiamo assistito ad una serata sul tema dell’expo, per prepararci alla visita del giorno seguente.
Dopo una notte spartana, un pullman ci ha condotto ai padiglioni dell’expo.
Ci siamo subito immersi nell’atmosfera dal sapore internazionale che la manifestazione è stata capace di trasmetterci, venendo a contatto con cibo, culture, tradizioni e ambienti da tutto il mondo: tra le specialità culinarie nostrane, le tecnologie avanzate di paesi come Germania e Giappone, le danze dei paesi sudamericani, gli odori particolari e le spezie dei paesi asiatici, e numerosi paesaggi mozzafiato, abbiamo avuto la possibilità di conoscere identità culturali con cui non siamo abituati a coesistere nel quotidiano.
La giornata si è conclusa con il lungo viaggio verso Caorle, in cui ci siamo sistemati e siamo stati introdotti alle gare sportive.
Terzo giorno
Sveglia ore 7, pronti per il primo giorno di sport! Un momento di riflessione tutti insieme ed è già l’ora di mettere i parastinchi, legare i lacci alle scarpe e scendere in campo.
Il ritmo del Leone XIII e il tiki taka spagnolo sopraffanno i nostri calciatori, ai quali va una nota di merito per essersi tutti messi in gioco con cuore ed essersi impegnati al massimo. Il frutto di ciò si nota nell’ultima partita, con una vittoria contro la squadra lituana, una piccola grande soddisfazione.
Nel frattempo la competizione diventa agguerrita nel campo di pallavolo, dove, dopo un tentennamento iniziale, i nostri hanno conquistato tre vittorie set dopo set, guadagnandosi la semifinale. Il tempo di un tuffo dallo scivolo in piscina, e il pomeriggio si riparte, tutti in vasca pronti a tifare per i nuotatori.
50, 400 e staffetta, queste sono le specialità in cui si cimentano i nostri atleti, vincendo gran parte delle gare.
Soddisfatti del bottino torniamo alle camere per riposarci in vista dei prossimi giorni.
Quarto giorno
Nel soleggiato mattino si profilano gli impegni del torneo di basket e della semifinale di pallavolo, che, dopo la consueta colazione e il momento di riflessione mattutini, vede la nostra scuola battersi contro l’Istituto CEI di Palermo.
Dopo tre sudatissimi set trionfiamo nel derby azzurro accedendo alla finale del torneo.
Il basket ci vede più in difficoltà, ma nonostante questo i nostri cestisti se la giocano con tenacia riuscendo per lo meno a cogliere il divertimento della competizione.
Dopo pranzo ci aspettano le gare di canoa, tifate dal molo con i nostri amici palermitani, dandoci supporto a vicenda.
La giornata si conclude con una serata tutti insieme in compagnia.
Quinto giorno
La mattinata libera trascorre tranquilla, con il sole, gli scogli, il mare, la crema solare ed il pedalò, il tutto accompagnato dalla musica proveniente dalla spiaggia.
Al pomeriggio abbiamo il torneo di beach volley, in cui giochiamo molto bene superando tutte e tre le squadre del girone. Dopo aver battuto i tedeschi in semifinale, alcuni di noi si uniscono con il cuore (e alcuni proprio con la voce) al tifo della squadra egiziana, che purtroppo non arriva in finale, ma si unisce a noi supportandoci con cori e canti. Perdiamo la finale, ma troviamo un motivo in più per essere contenti, ed è il sorriso di un gruppo di ragazzi egiziani venuti qui per divertirsi con noi.
In serata avremo la “sfilata” nel centro di Caorle, ognuno vestito con la divisa della propria scuola!
Sesto giorno
Gli ultimi due giorni sono quelli più impegnativi e stancanti, ma probabilmente ciò che ci rimarrà più impresso della settimana trascorsa.
Il venerdì mattina ci sono le gare di atletica, forza, velocità, agilità e potenza sono i fattori che entrano in gioco, ma anche impegno, volontà e concentrazione. Nonostante un pochino d’ansia tutti danno davvero il massimo, e otteniamo una finale di velocità sui 60 metri e il terzo posto nel vortex femminile. Prima del pranzo al sacco assistiamo alla fase finale del torneo di calcio, per poi, dopo mangiato, tifare a squarciagola con i palermitani e gli olandesi la squadra egiziana. La finale li vede affrontare il Leone XIII, che va in vantaggio di 3 goal.
Una cosa che abbiamo imparato però è che i ragazzi dell’Egitto sono davvero orgogliosi della propria nazione, e trasmettendo questa passione a chi è loro vicino trovano la forza di rimontare grazie anche alla loro velocità ed imprevedibilità. Il risultato finale è 4 a 4, e l’Egitto trionfa ai rigori. Uno dei momenti più belli è stata l’esultanza a fine partita, tutti insieme, e i ragazzi dell’Egitto si sono distiniti per sportività intonando un coro celebrativo per gli avversari.
Dopodiché avevamo la finale di pallavolo ad attenderci: l’atmosfera era fantastica, entrambe le scuole hanno tifato per la propria squadra, e, finito il riscaldamento, è iniziata la partita.
Il primo set viene vinto dagli avversari, ma nel secondo iniziamo a giocare meglio e riusciamo a metterli in seria difficoltà. È stata una bella partita, vissuta e combattuta fino al termine, con potenti schiacciate, insidiosi palleggi piazzati e recuperi spettacolari, ma alla fine ci dobbiamo purtroppo arrendere.
Dopo le finali di basket rientriamo per iniziare le valigie e prepararci per la cena a buffet della sera.
Per la conclusione del Jeset ogni scuola mostra alle altre una presentazione o un ballo, quindi ci sono le premiazioni con la classifica finale. Finiamo al quinto posto sulle sedici scuole totali.
Ultimo giorno
Reduci dalla serata in discoteca, ci alziamo a fatica, inforchiamo valigie, borse e zaini, salutiamo il villaggio Sant’Ignazio che ci ha ospitato, e prendiamo il pullman che ci porta a Portogruaro.
Di lì ci rechiamo a Venezia in treno.
La Serenissima ci accoglie con un bel sole, e, posati i bagagli, un traghetto ci porta a piazza a San Marco. Il tragitto dura un’ora, nella quale sonnecchiando, chiacchierando o ascoltando musica ci godiamo gli scorci che ci offre la città.
Dopo aver mangiato, aver visitato qualcosa e aver preso dei souvenir, siamo pronti per tornare. Ritirati i bagagli affrontiamo l’ultimo tratto del nostro viaggio, il treno impiega quattro ore e mezza per arrivare alla stazione di Porta Susa, dove ci aspettano le nostre famiglie.
È stata una settimana intensa, nella quale non ha vinto chi correva più veloce, chi schiacciava più forte a pallavolo, chi impiegava meno tempo a nuoto o chi segnava più goal. Abbiamo vinto tutti, ha vinto lo sport e l’amicizia: ha vinto chi ha dormito poco per parlare fino a tardi con gli amici, chi ha riso con i prof, chi ha stretto la mano nonostante la sconfitta, chi ha dato tutto sé stesso, chi ha cantato con i palermitani, chi si è fatto male, chi ha corso i 2000 metri nonostante l’ansia, chi si è divertito tutta la sera a giocare a calcio balilla, chi ha tifato per e con i ragazzi egiziani, chi imitava l’accento spagnolo, chi si è preso una scottatura, chi è stato capace di applaudire gli altri prima che sé stesso, chi si è fatto male, e chi, adesso, ha nostalgia della settimana trascorsa. Insomma, abbiamo vinto tutti, ha vinto lo sport! Jeset 2015.
jeset-venezia

Bacheca Download