I maturandi incontrano don Ciotti

DSCN6101L’appuntamento con Don Luigi Ciotti è certamente da anni un’occasione unica e significativa per le classi di Maturità. Don Ciotti ogni volta ci ricorda il suo legame con l’Istituto Sociale per aver collaborato, in particolare con il P. Gianuzzi, proprio agli inizi del Gruppo Abele fondato ormai 50 anni fa. La mattina del 14 Marzo il gruppo era numeroso e attento alla testimonianza di questo sacerdote torinese d’adozione, che ha comunicato con passione e convinzione aspetti nascosti e noti della sua vicenda personale. La lotta alle mafie, figlie della corruzione e rinvigorite dalla crisi è la cifra di molte delle attività del Gruppo Abele e soprattutto di Libera. Don Ciotti sa che questo da sempre disturba i boss e i poteri forti collusi con la mafia, e che rischia ogni giorno la vita, ma i suoi due riferimenti “Il Vangelo e la Costituzione” lo spingono a continuare insieme a tutte le persone che ci credono. Con affetto parla di Papa Francesco che lo ha tenuto per mano nell’incontro con le famiglie che hanno perso i loro cari a causa della mafia. Tre piemontesi , sono ricordati:  Il Cardinale Pellegrino che lo incoraggiò e che a lui si rivolgeva per avere una lettura della società civile da un occhio immerso nella realtà, il cardinale Martini il biblista che ricordava che Dio non è cattolico, è Dio di tutti, e Papa Bergoglio il cui nonno partì dal Piemonte verso l’Argentina e solo per miracolo non salì sulla nave Mafalda (dove aveva già prenotato), che poi affondò.

DSCN6098Don Ciotti non si vergogna di rispondere alle domande anche forti che gli vengono rivolte, e ribadisce  che sa bene che molti vorrebbero distruggere ciò che Libera fa, favorire la restituzione alla società civile dei beni confiscati alle mafie, ma con coraggio porta avanti la ricerca di una fedeltà trasparente che dà fastidio ai potenti. A chi gli domanda da cosa sia nato tutto ciò, risponde con semplicità e racconta dell’incontro con il barbone, (poi risultato un medico che si portava dentro un dramma infinito), di come per  la sua timidezza  avesse faticato a prendere contatti con un uomo che gli aveva aperto un mondo attraverso uno sguardo sensibile e costante sebbene ferito dalle vicende della sua vita. Quel medico barbone dal suo osservatorio di emarginazione,   si era accorto, prima di tutti gli altri,  che la droga cominciava a fare da padrona nella vita dei giovani. Così il Gruppo Abele comincia con l’affrontare  il problema delle dipendenze, della prostituzione, della tratta,  e nel cercare le cause di tutto ciò, si scontra con la corruzione e la criminalità mafiosa.

DSCN6095Una vita, quella di Don Ciotti, fatta di generoso impegno, spesa a servizio della gente e dei più sfortunati. E’ un insegnamento che passa attraverso una testimonianza concreta. Insieme a lui visitiamo anche il nuovo “Centro COMMENSALE”, negozi dove vengono venduti i prodotti delle Cooperative di Libera e una Pizzeria, dove una quota del prezzo serve per le attività rivolte a coloro che sono nel bisogno.

La mattinata si conclude con la celebrazione eucaristica dove la preghiera ci porta spontaneamente a ricordare quest’uomo che si sente piccolo piccolo, ma che per noi è una grande persona.

(a cura di Sr. Luciana Lussiatti)

 

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