Ambasciatori all’ONU

7 Aprile 2016

progetto ambasciatoriIl progetto “Ambasciatori” delle Nazioni Unite, al quale la nostra scuola, insieme a molte altre in tutta Italia, ha aderito, rappresenta una fantastica opportunità per capire cosa significhi veramente rappresentare gli interessi di un popolo in particolare e più in generale di tutta l’umanità  all’interno  di un organismo complesso ed allo stesso tempo unico ed affascinante come l’ONU.

Partecipare al progetto per me ha significato imparare le dinamiche che lo caratterizzano, confrontarmi con tantissimi altri ragazzi provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo, conoscere altre culture e soprattutto mettermi nei panni di quelle persone che lavorando negli organismi internazionali tutti i giorni svolgono un lavoro fatto di studio e di analisi critica per portare la voce delle nazioni e dei popoli in un ambito di discussione e di confronto, con il comune obiettivo di arrivare ad adottare soluzioni condivise da tutti a problemi epocali.

La prima parte del progetto si è svolta in Italia, ciascuno di noi rappresentava un singolo stato (io rappresentavo il Bhutan) ed è stato fatto un percorso  di formazione (con lezioni presso il Comune di Torino) il cui obiettivo era quello di insegnarci le dinamiche dell’Onu e di spiegarci come creare coalizioni con altri paesi per proporre una mozione riguardo al tema ‘il diritto di asilo” per i rifugiati. La giornata conclusiva si è svolta alla Cavallerizza in presenza del Sindaco Fassino.

La seconda parte del progetto, che aveva come “topics” la tutela della biodiversità marina e l’impatto sull’ambiente delle politiche  agricole, si è svolta  sempre a Torino per la preparazione  (alcune lezioni al Campus Einaudi).  Il progetto si è  poi concluso con una settimana a New York, dove la delegazione italiana di cui facevo parte rappresentava il Montenegro. Tre giorni di lavoro molto intenso ed impegnativo nelle varie “COMMISSIONS” e poi la giornata conclusiva  nel Palazzo di Vetro dell’ Onu!  E dopo il lavoro anche un po’ di svago, a spasso per New York per visitare i posti più interessanti.

Concludendo, consiglio veramente a tutti questa esperienza: soprattutto a chi ha voglia di imparare tante cose nuove, ad esempio a parlare in pubblico, a chi ha voglia di conoscere culture diverse e di migliorare il proprio senso critico ed allargare i propri orizzonti. Naturalmente c’è da allenarsi bene con l’inglese. Il contesto è internazionale e si viene selezionati all’inizio proprio in base alla capacita di esprimersi in questa lingua.  Se avete altre curiosità in merito al progetto sono a vostra disposizione.

Ciao!

Valentina N.
(IV L.S.)

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