Trofeo AGeSC

19 Aprile 2016

IMG_4998Oggi, 19 aprile, una rappresentativa di 56 studenti della scuola secondaria di primo grado ha partecipato al Trofeo AGeSC che si è tenuto nel centro sportivo Laura Vicuna di Rivalta. Da diversi anni ormai la nostra scuola partecipa, insieme alle altre scuole cattoliche di Torino e provincia, a questo importante torneo voluto molti anni fa da Don Aldo Rabino, figura carismatica dello sport torinese, e per molti anni cappellano del Torino calcio.

Gli studenti delle diverse scuole si sono cimentati per un’intera giornata in una serie di gare sportive che hanno permesso di fare della competizione una sana leva per la crescita individuale e collettiva dei ragazzi.

Alla fine il bilancio per i nostri atleti è stato lusinghiero, si sono distinti in molti sport sia individuali sia di gruppo, vincendo alla fine l’ambito trofeo del 1° posto tra le varie squadre in gara. L’importante, però, non è stato tanto il trofeo finale, quanto lo spirito che i ragazzi hanno messo nei vari giochi e questo, da adulti che accompagnano quotidianamente la crescita di questi piccoli-giovani uomini con le loro aspettative, i sogni, ma anche le loro fragilità e le paure, ci rende davvero orgogliosi. Orgogliosi per avere, innanzitutto, avuto la possibilità di sperimentare che lo sport può essere ancora un mezzo privilegiato e unico per trasmettere passioni vere come gioia, rabbia, meraviglia, qualche delusione e soprattutto tanta voglia di non mollare mai. Tante volte si sente ripetere che l’importante è partecipare, ma questi ragazzi, oggi, hanno dimostrato che non basta solo partecipare, ma occorre farlo con educazione, rispetto e civiltà, valori che lo sport veicola nei cuori, prima ancora che nelle menti, di tutti.

Un grazie, allora, va ai nostri studenti che, con la loro vittoria, hanno mostrato a noi adulti, spesso un po’ gravati dalle difficoltà quotidiane e, a volte, un po’ disillusi da ciò che ci circonda, che si può ancora credere in un futuro migliore e felice, di una felicità sostenibile e vera, perché costruita su valori solidi e profondi; ma un grazie va anche a tutte le persone che, cercando di perpetrare nella quotidianità del 2016 il messaggio e l’attenzione alla persona della pedagogia dei gesuiti, accompagnano questi giovani atleti nel cammino della vita, ed in particolare i professori Duranti e Pellegrini, anime e sostanza di questa crescita che prima di essere “fisica” è interiore, profonda, umana.

Grazie davvero a tutti!

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