Piero Fassino

26 Aprile 2016

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Piero FassinoCapitale Sociale #14-2016 – Piero Fassino, maturitá classica 1969, dopo la laurea in Scienze Politiche ha iniziato la sua attività politica nelle organizzazioni studentesche ed é stato poi eletto nel 1975 Consigliere Comunale di Torino nelle liste del PCI e Consigliere Provinciale nel 1980. Deputato dal 1994 al 2011, ha ricoperto incarichi di governo dal 1996 al 2001 quale Sottosegretario agli Esteri nel governo Prodi, Ministro del Commercio Estero nel governo D’Alema e Ministro della Giustizia nel governo Amato. Dal 2007 al 2011 ha anche ricoperto l’incarico di Inviato Speciale dell’Unione Europea per la Birmania/Myanmar. Dal 16 maggio 2011 è Sindaco di Torino. Il 5 luglio 2013 è stato nominato Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

L’Istituto Sociale mi ha insegnato a guardare la realtà in modo concreto e analitico, a vedere le cose nella sua essenza e non il loro “alone”. Ho imparato ad affinare la mia capacità analitica, a valutare, per quanto possibile, in modo non condizionato, in affinità con la mia anima cartesiana.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tuoi tempi, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Certo che erano trasmessi! Erano, anche allora, cardini della formazione scolastica, e umana. Ricordo quegli anni come anni di ascolto, di assorbimento dei concetti che ancora oggi sono nel mio personale bagaglio di idee. Ricordo l’attenzione alla realtà e agli altri, a ciò che è “altro” come una priorità.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

L’Istituto Sociale ha sempre offerto una qualità altissima nei propri percorsi didattici insieme ad una capacità di creare comunità di studenti, che si sentivano appartenenti ad una squadra. L’obiettivo principale non è mai stato la crescita del singolo individuo, ma di tutto il gruppo educativo. E’ qualcosa che non ho mai perso, che mi è rimasto dentro.

4. Qual e’ l’aneddoto del periodo trascorso al Sociale che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?
L’aneddotto è legato ad una mia passione: ho sempre amato il cinema. In quegli anni organizzavo i cineforum…un po’ clandestini all’inizio, che poi sono molto seguiti.

 

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