Il Sociale capitale europea de «I Gesuiti e la storia»

9 Maggio 2016

13174202_711897195580157_2658908425670241858_nTorino, corso Siracusa 10, Istituto Sociale: questo il luogo che dal 4 al 7 maggio 2016 ha ospitato il trentatreesimo convegno relativo a «I Gesuiti e la storia». In occasione dell’elezione del capoluogo piemontese a capitale europea dello sport nell’anno 2015, si è deciso di dedicare questa edizione al rapporto tra i Gesuiti e lo sport nel corso dei secoli. Come ha fatto notare Padre Vitangelo Denora durante l’apertura dei lavori, lo sport è un elemento fondamentale in quanto genera unità e legami indissolubili tra i vari collegi della Compagnia sul suolo europeo e deve essere anch’esso un modo per valorizzarsi e soprattutto per riporre se stessi e le proprie capacità al servizio degli altri. È stato con noi anche il sindaco Piero Fassino, ex alunno del Sociale, il quale ha offerto un lieto augurio di benvenuto e di piacevole soggiorno a tutte le delegazioni giunte a Torino.

Ogni anno l’organizzazione di questo incontro, indipendentemente dal tema trattato, permette di respirare un’aria di internazionalità: sono infatti sempre più numerosi i collegi ignaziani che intendono parteciparvi, offrendo il meglio delle loro possibilità e volendo lasciare un’impronta della loro presenza. Sebbene il progetto sia di matrice del tutto italiana e sia nato con l’obiettivo di coinvolgere e stringere ancor più nell’amicizia le scuole della Compagnia del nostro paese, nel corso del tempo esso ha varcato i confini della penisola, fino ad abbracciare collegi di Albania, Malta, Spagna e Ungheria, che anche quest’anno ci hanno onorato della loro presenza. Il fattore dell’internazionalità è senza dubbio anche una possibilità per gli allievi dei diversi istituti di conoscersi e di intessere delle relazioni di amicizia fra loro: sentirsi parte di una rete più ampia e non solo della scuola a cui appartengono. Questo, in perfetta sintonia con l’ufficialità della circostanza, permette inoltre ai giovani studenti liceali di gettare uno sguardo verso il futuro e di comprendere cosa possa realmente significare partecipare in prima persona a un simposio internazionale, per il quale è indispensabile un impegno a dir poco rilevante e una professionalità ben distinta – basti pensare che ogni attività è svolta quasi interamente in lingua straniera – sia nel corso della preparazione, sia in sede di convegno medesimo.

13174213_1089899537749097_8018279055426474306_nNell’edizione appena terminata ha pertanto fatto gli onori di casa la delegazione dell’Istituto Sociale, composta da Lorenzo Ballor (4^ classico), Lorenzo Lamacchia (4^ scientifico), Andrea Rossi (4^ classico) e Tommaso Torre (4^ scientifico). Sotto la guida della prof.ssa Giuseppina Ferraris e della prof.ssa Luciana Lussiatti, i ragazzi hanno analizzato il rapporto tra Gesuiti e sport da una prospettiva marcatamente storica e filosofica, condensando in modo molto abile e brillante la trattazione degli esordi dello sport radicati agli albori della civiltà, in Egitto, quindi nella Grecia arcaica con i primi giochi olimpici storicamente attestati e poi a Roma, fino ad arrivare agli attributi e agli scopi con cui lo concepì Ignazio di Loyola nel suo paradigma, validi e attivi ancora oggi in tutti i collegi della Compagnia. I relatori hanno anche coerentemente integrato nel loro discorso l’importanza che ha ormai da tempo per l’Istituto la presenza della Federazione Italiana Rugby (FIR) presso la scuola: Tommaso, atleta e rugbista della federazione, ha raccontato, infatti, come da tre anni il collegio offra a questa associazione le strutture sportive e diverse zone residenziali dell’edificio con l’obiettivo di accogliere numerosi giovani atleti, che si adoperano con impegno e passione sia nel rugby a livello agonistico, sia nello studio. La delegazione ha infine avuto l’opportunità di intervistare Ilaria Savoretto, campionessa nazionale di pattinaggio short track ed ex allieva dell’Istituto Sociale, che ha accolto con molto piacere l’invito a portare la sua testimonianza di come sia riuscita a conciliare in modo armonico la fatica e l’onere dello sport con il fervore nello studio. Tutto ciò è senza dubbio una prova evidente di quanto attività motoria e attività spirituale siano inscindibilmente legate, come già sosteneva Ignazio di Loyola.

Sono perciò amicizia, risate, divertimento, soddisfazione, ma anche riflessione, zelo, audacia e passione i sentimenti che hanno caratterizzato questo incontro e che cinque anni fa avevano coinvolto anche me, in quel dell’Ignatianum di Messina, quando la mia delegazione ed io avevamo parlato di «Assoluto sulle ali di un canto», di Didier Rimaud, di Gesuiti e musica.

Luca Massarenti

(cliccare sul programma per ingrandirlo)

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Il prof. Matteo Serpente, dell’Istituto Massimo di Roma, ci ha inviato, al termine del Convegno, questa bella testimonianza.

L’edizione di quest’anno del progetto I Gesuiti e la Storia si è svolta a Torino ed ha avuto come tema lo sport. Ottima l’accoglienza e l’organizzazione sia relativamente ai contenuti del Convegno sia relativamente alle modalità di accoglienza logistica dedicate ai ragazzi e ai docenti accompagnatori.

Le famiglie ospitanti si sono prese cura degli studenti ospiti con particolare attenzione, così come particolare cura è stata rivolta ai docenti. L’organizzazione dei pomeriggi liberi, nei pomeriggi di giovedì e di venerdì, sono stati affidati a guide professioniste che hanno condotto i gruppi con spiegazioni puntuali e rigorosamente in lingua inglese. Il primo pomeriggio alla Reggia di Venaria, un tempio del Barocco europeo, con 80.000 metri quadrati di edifici monumentali e circa 60 ettari di Giardini, patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco dal 1997.

Il secondo pomeriggio con una visita a piazza Castello, cuore monumentale della città, con il Palazzo Reale e Palazzo Madama, dove sotto i portici è stato possibile gustare il tipico bicierin servito dal caffè Baratti & Milano.

In questo clima si sono create delle fantastiche relazioni, socializzare è infatti uno degli obiettivi principali del progetto e anche quest’anno è stato vissuto fino in fondo dai ragazzi che non si sono risparmiati.

A fianco di questo primo obiettivo, il Convegno ha proposto lo sport come chiave di lettura del modello educativo ignaziano, centrato sulla relazione umana, sulla condivisione e sull’impegno a fare meglio. Lo sport nelle sue molteplici accezioni è stato però ricondotto alla matrice formativa che ne fa uno strumento di crescita dell’individuo. Accompagnati dalle parole e dalle immagini proposte dai relatori, è stato possibile interrogarsi sul senso della pratica sportiva e della comunità sportiva viste entrambe come spazio di confronto, di impegno e di apprezzamento della bellezza della vita umana. Davvero utile esperienza per ricaricarsi come educatori ma soprattutto come persone.

Matteo Serpente

 

 
DO YOU SPEAK SPORT?
Il contributo degli studenti dell’Istituto M. Massimo di Roma

Alcune testimonianze da Miscolc (Ungheria)

Il video della scuola P. Meskalla di Scutari (Albania)

Il video del St. Aloysius College di Malta

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