Marco Frola

31 Maggio 2016

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2016_17_frolaCapitale Sociale #17-2016 – Marco Frola, maturità scientifica 1979. Dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino, ha maturato circa 25 anni di esperienza presso l’area sinistri della SAI Assicurazioni (poi Fondiaria-SAI), dove è stato dirigente per circa 12 anni e responsabile di vari uffici. Da alcuni anni ha lasciato il gruppo per assumere l’incarico di Direttore Sinistri di MSA-Multiserass, società leader in Italia nell’outsourcing sinistri.

 

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

I 13 anni all’Istituto Sociale hanno rappresentato per me molto di più del mero ciclo scolastico che, peraltro, mi ha permesso anche di affrontare senza particolari patemi gli anni successivi. E’ stata veramente parte sostanziale della mia vita, dall’infanzia alla giovinezza e poi ancora dopo, negli anni della CVX, all’Università ed oltre. La formazione cristiana e i valori che mi sono stati insegnati sono un patrimonio formidabile che mi ha permesso di affrontare i momenti più difficili della vita con serenità e forza.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tuoi tempi, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Certamente anche ai miei tempi i valori e i concetti alla base della vita ignaziana ci venivano trasmessi, forse con meno parole ma più con l’esempio di vita. Si era parte di una comunità dove la presenza dei Padri era costante e quotidiana, con loro si vivevano anche i momenti di divertimento e di crescita insieme, nei soggiorni in montagna come nei ritiri spirituali.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

Forse solo negli anni successivi ho compreso appieno il valore profondo della qualità scolastica che ho ricevuto, pur con tutti i limiti che si incontravano, di professori più o meno validi, ma la continuità e la profondità dell’educazione ricevuta mi hanno dato sicurezza e facilità nell’affrontare gli anni successivi. La cosa si è poi riproposta per mia figlia Federica, anche lei per 13 anni al Sociale, anche lei cresciuta e maturata profondamente con l’aiuto degli educatori incontrati.

4. Qual e’ l’aneddoto del periodo trascorso al Sociale che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?
Gli episodi e gli aneddoti che si ripropongono nella mia mente sono centinaia, ne voglio citare uno qui: poiché al Sociale oltre che studiare e crescere ci siamo anche divertiti, creando amicizie e legami che, in molti casi, ancora a quasi 40 anni dalla maturità resistono, ricordo nelle giornate di neve (allora più frequenti di oggi) le battaglie a palle di neve nell’intervallo e qualche volta anche durante le ore di lezione. Ovviamente non dirò con quale professore né in quale anno scolastico.

 

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