Alberico Barattieri

3 Giugno 2016

cap_soc_banner_615x100_white
2016_18_barattieriCapitale Sociale #18-2016 – Alberico Barattieri ha frequentato le Elementari e le Medie al Sociale, fino al 1972, proseguendo poi gli studi al liceo artistico e quindi all’Istituto Europeo di Design. Nel descrivere se stesso, ama definirsi semplicemente “viaggiatore sahariano, amante della radiofonia e designer”.

 

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Il disincanto verso tutto quanto è istituzionale o asserito come verità. Stimolato il giudizio critico e lo scetticismo.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tuoi tempi, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Se per attenzione al singolo vuol dire non massificare i comportamenti degli allievi, l’unico che provò a farci essere più individualisti ed a competere tra noi ponendoci degli obiettivi fu il Maestro Vastapane, ma i suoi metodi non durarono a lungo. Se ben ricordo in seguito lo fecero smettere.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

La qualità non sono in grado di giudicarla, essendo allora un pessimo studente. Ma sono anche un autodidatta per natura: tutto quello che so e che utilizzo nel mio lavoro l’ho appreso «lavorandoci sopra» negli anni, più che a scuola o al liceo.

4. Qual e’ l’aneddoto del periodo trascorso al Sociale che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?
Forse quello che più mi rappresenta (deve esserci anche una foto sul Tra Noi dell’epoca) è stato quel giorno in cui la nostra classe decise che la squadra di calcio avrebbe avuto maglie bianconere. Da bravo granata non volevo assolutamente farmene comprare una dai miei, per cui mi adoperai a realizzare quello che oggi chiameremmo un «fratino» tagliando dei pezzi di stoffa bianca ed incollandoci sopra delle strisce nere. Scesi in campo che sembravo un profugo. Ma la «fede» era salva!

 

freccia_rossa LEGGI GLI ALTRI INTERVENTI

Bacheca Download