Monica Finocchiaro

9 Giugno 2016

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2016_19_finocchiaroCapitale Sociale #19-2016 – Monica Finocchiaro, maturità classica 1976, si è laureata in Lingue e Lettere straniere moderne nel 1982. Diplomata al CREPS di Toulouse dove ha ripreso degli studi nel campo dello sport e conseguito il Brevet d’Etat d’éducateur sportif Métiers de la forme, lavora attualmente nel settore privato. Vive in Francia dal 1984, ha un figlio nato nel 1989.

 

1. Qual e’ l’elemento che hai trovato negli anni della formazione al Sociale che più ti ha aiutato a diventare  la persona che sei oggi?

Sono arrivata al Sociale per gli ultimi due anni del liceo, in provenienza dal Cavour, che in quegli anni viveva un periodo’agitato’.
L’atmosfera serena del Sociale e la presenza e la qualità del corpo docente mi hanno permesso di consolidare le basi del mio futuro e in particolare l’insegnamento di Padre Morra ha sviluppato il gusto per la letteratura che ho tuttora e soprattutto come si dice in francese ‘le goût des autres’.

 2. Oggi, nel POF del Sociale si esplicitano i  concetti  ignaziani come “magis”, “cura personalis”, attenzione al singolo… Ai tuoi tempi, ancorché  non venissero dichiarati, credi fossero vissuti e trasmessi? Se si come?

Già negli anni ’70 gli insegnanti del Sociale basavano il loro piano sui principi ignaziani: attenzione alla personalità dell’educando, equilibrio tra impegno scolastico e altre attività formative, attenzione ai problemi propri dell’adolescenza, senza che questo volesse dire aprioristica comprensione e conseguente… assoluzione.

3. Qual e’ stata la qualità dell’offerta accademica/scolastica del liceo del Sociale? In che modo ti è servita all’università prima e nella professione poi?

La qualità dell’insegnamento é sempre stata alta, il corpo docente coeso nell’applicazione dei principi educativi della Ratio Studiorum: impegno, serietà e partecipazione attiva alla formazione non solo culturale di ognuno di noi, questo ha contribuito per me al poter affrontare con una certa forma mentis gli studi universitari poi degli studi all’estero in lingua straniera e con materie scientifiche che pertanto non avevo particolarmente studiato prima.

4. Qual e’ l’aneddoto del periodo trascorso al Sociale che ti accompagna ancora oggi? Ce lo racconti?
Un aneddoto non saprei, quello che ricordo ancora oggi sono le frasi di Padre Morra, una tra tante altre pronunciata entrando in classe dal primo giorno della terza liceo: “zsvelti zsvelti, l’esame è alle porte’ e direi che nella vita è così, bisogna essere pronti e, se possibile, anticipare…

 

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