Archeologi a Populonia

6 Ottobre 2016

Dalle voci dei protagonisti, ecco commenti e racconti dell’alternanza scuola/lavoro a Populonia, dove un gruppo di studenti, accompagnato dal prof. Nascè, si è cimentato appassionatamente in interessanti attività archeologiche.

Foto 16«Dal 18 al 24 settembre ci siamo recati a Populonia per fare uno stage di archeologia. Abbiamo lavorato presso Poggio al Mulino dove ci siamo occupati della pulizia di questo scavo archeologico ed abbiamo assistito anche a varie lezioni di antropologia e sulla manutenzione dei reperti ritrovati. È stata un’esperienza utile nel campo formativo: stando a contatto 24 ore su 24 con gli archeologi abbiamo scoperto più a fondo di cosa si occupano ed abbiamo capito cosa vuol dire lavorare sodo.»

Stefania

«In questa esperienza di alternanza scuola-lavoro ho capito prima di tutto che il mestiere dell’archeologo non è come ce lo si immagina: fatto di viaggi per il mondo alla scoperta di tesori e ricerche avventurose come spesso vediamo nei film, ma anzi è un mestiere faticoso che richiede pazienza, tempo, gioco di squadra e, cosa da non sottovalutare, saper usare e avere una certa destrezza con pala, scopettino e cazzuola. In secondo luogo per la prima volta mi sono “affacciata al mondo del lavoro” e di conseguenza mi sono dovuta adattare a tale ambiente: puntuale agli appuntamenti, rispettosa verso i miei responsabili di lavoro, pronta nell’eseguire i compiti che mi venivano affidati.»

Giulia

«Questa esperienza a Populonia (Livorno) mi è piaciuta molto perché, oltre ad essere uno stage di alternanza scuola-lavoro, è stata anche interessante a livello storico e culturale. Infatti durante il soggiorno abbiamo visitato musei e parchi archeologici e minerari che ci hanno aiutato a capire più da vicino le realtà etrusche e romane. Durante la settimana in Toscana abbiamo collaborato con tre giovani archeologi, Eleonora, Martina ed Alessandro, che ci hanno aiutati nel lavoro di pulizia e scavo del sito archeologico di Poggio al Mulino durante la mattinata. Il pomeriggio, invece, abbiamo svolto diverse attività quali camminate lungo il golfo di Baratti e visite a necropoli e siti antichi. Infatti un pomeriggio abbiamo anche visitato una grotta, contenente diversi tipi di minerali, quali quarzo e ematite. Quest’iniziativa, a parer mio, è stata molto bella ed interessante perché ci ha dato l’opportunità di scoprire nuove cose, ma d’altro canto è stata anche molto stancante perché abbiamo svolto il lavoro dell’archeologo per una settimana. Proprio per questi motivi ripeterei l’esperienza che la scuola e il prof. Nascé ci hanno proposto.»

Alberto

 «La settimana che ho passato con i miei compagni a Populonia è stata per me un’esperienza indimenticabile: ho avuto modo di approcciarmi al mondo del lavoro e scoprire segreti e trucchi invisibili da fuori; ho provato la soddisfazione di vedere la bellezza del proprio lavoro finito ed apprezzato da altri e ho imparato a relazionarmi con adulti e coetanei fuori dal protettivo mondo adolescenziale della scuola.
Ciò che mi porterò per sempre nel cuore saranno soprattutto i momenti passati con i miei compagni a farci scherzi, ridere e a tentare di improvvisarci cuochi provetti.
Che altro dire? È stata un’esperienza unica ed irripetibile che consiglierei a chiunque altro, ci ha uniti ancora di più ed ha mostrato alcuni lati di noi che neanche pensavamo di avere; in fondo è nelle difficoltà che scopriamo davvero chi siamo.»

Elisabetta Girolami

Foto 11«Populonia 2016. In due parole: esperienza unica. Unica nel suo genere. Sette giorni all’insegna dell’avventura sotto ogni punto di vista. È vero che la prima cosa che ci hanno detto il primo giorno di stage è stato che Indiana Jones è l’opposto del reale archeologo, ma alla fine durante la settimana ci siamo dovuti un po’ tutti comportare da piccoli Indiana Jones, per poterci adeguare alle situazioni, agli inconvenienti e alle nuove esperienze a noi proposte. Niente di meglio si poteva chiedere. Questa settimana a Populonia passata con i miei compagni, il prof. Nascé e uno staff di archeologi coi fiocchi è stata la cornice perfetta per permettere l’evolversi di una avventura di crescita individuale e di gruppo, dove ognuno ha imparato qualcosa di più riguardo, certamente, al popolo degli Etruschi e al lavoro dell’archeologo, ma soprattutto a se stesso, al proprio carattere, alle proprie scelte e al proprio futuro.»

Alessandro

«“Impari un mestiere, impari ad avere professionalità e serietà in ogni situazione…”.
Questo è ciò che sento spesso dire riguardo alle ore di Alternanza Scuola-Lavoro. Siamo sicuri che ci sia solo questo? Per me la risposta è un deciso NO. Certo, è stata un esperienza formativa, ho imparato qualche trucco del mestiere dell’archeologo ma… ma ciò in cui mi sento davvero cresciuto è il mio essere me in mezzo agli altri.
Ho imparato a condividere spazi, ad ascoltare ed essere ascoltato. Ho imparato ad esprimere le mie idee alle tre di notte a bordo piscina, con una coperta e guardando le stelle. Ho imparato a parlare di ciò che penso dietro a un buon bicchiere di vino, ho imparato a prendere in giro me, prima che gli altri. Ho imparato a ragionare su ciò che accade a me, in me ed intorno a me. Forse, pian piano, sto imparando a diventare un giovane uomo.»

Stefano

«Il tirocinio a Populonia è stata un’esperienza molto formativa, infatti nel corso della settimana ho imparato che cosa voglia dire avere un lavoro e che cosa voglia dire autogestirsi.
Questa esperienza mi ha insegnato ad apprezzare il risultato che deriva dal mio lavoro, infatti quando io ed i miei compagni abbiamo finito il compito che ci avevano assegnato, mi sono sentita soddisfatta ed appagata e tutta la fatica e la stanchezza che avevo provato in quei giorni non hanno contato più nulla.
Quindi posso affermare che questa é stata un’esperienza che oltre ad avermi insegnato molto, mi ha lasciato dentro qualcosa che mi porterò a lungo.»

Alice

Foto 09«A pochi giorni dall’inizio della scuola, ci siamo recati in Toscana, precisamente a Populonia, luogo in cui siamo stati ospiti di uno scavo archeologico.
In questa settimana passata a stretto contatto con un gruppo di archeologi abbiamo potuto assaporare cosa voglia dire praticare questo mestiere.
Tra una palata e l’altra, sotto il sole, siamo stati “costretti” a rivalutare la nostra idea di archeologo, non più come dotto accompagnato da un pennellino per spolverare qualche anfora, ma come un instancabile lavoratore con una grande passione.
Tutto ciò è stato accompagnato da lezioni di antropologia, storia e geografia, ma soprattutto da momenti bellissimi che hanno contribuito a rafforzare legami all’interno del gruppo e a formarne di nuovi.»

Edoardo

«È con gran piacere che ricordo le giornate di Populonia, non solo perché sono stata con i miei amici di sempre ma anche per l’esperienza nel parco archeologico. In questa settimana ho imparato cosa vuol dire lavorare, finire il lavoro in un determinato orario, avere poche pause e soprattutto mettere testa e corpo in ciò che si fa. Oltre a tutto ciò, ho anche scoperto qual è il vero compito dell’archeologo, che non è solo trovare i reperti e analizzarli ma scavare, pulire e tenere la stessa posizione per ore, magari con un caldo torrido, senza mai fermarsi. Grazie a questa “alternanza” ho imparato cosa significa avere responsabilità e soprattutto collaborare, aiutare e organizzarsi, che per l’archeologo è essenziale in quanto la sua attività richiede una vita comunitaria. Spesso si è lontani da casa quindi si hanno delle strette relazioni interpersonali con persone inizialmente estranee. Questo amplia gli orizzonti e le vedute ma nello stesso tempo porta lontano dai propri affetti. Adesso rientro nei panni di studentessa, il che sicuramente è meno complicato e problematico rispetto all’attività lavorativa. Alla prossima esperienza!»

Carola

«La settimana a Populonia è stata un’esperienza che sicuramente rifarei. Mi ha fatto crescere e dopo questi giorni con i miei compagni ho trovato molta più complicità. Dal punto di vista lavorativo mi è servito molto, è stato interessante e ho imparato cose che difficilmente avrei potuto apprendere a scuola o sui libri. Un’esperienza faticosa ma ne è davvero valsa la pena.»

Camilla

Il gruppo classe a lavoro sul sito archeologico di Poggio al Mulino.

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Ricognizione alla necropoli di Buca delle Fate… con bagno finale.

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Lezione di antropologia scientifica, con scheletro umano annesso.

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L’equipe di scavo al completo: studenti e archeologi.

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Visita al Parco Archeo-minerario di San Silvestro, dalla grotta al trenino.

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Spiegazione e discussione col Prof. Baratti dell’Università di Milano.

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Visita e selfie al sito archeologico di Populonia alta.

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Riflessioni solitarie al confine tra il Mar Tirreno e il Mar Ligure.

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Selfie di gruppo sul promontorio di Piombino.

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Il gruppo classe alla necropoli di San Cerbone, nel Golfo di Baratti.

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I ragazzi, in una delle loro casette, si godono l’unica pizza della settimana: da domani si ricomincia a cucinare.

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Giornata del FAI 2016 al sito di Poggio al Mulino: più di cento persone visitano lo scavo. I ragazzi del Sociale sono già sul treno per tornare a casa, ma grazie alle foto inviategli dagli archeologi con cui hanno collaborato, possono godersi il frutto del loro lavoro.

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