Dalla Russia con ardore

9 Ottobre 2016

Quest’anno la gita degli studenti del quinto anno dei Licei, organizzata con le altre scuole della rete Gesuiti Educazione e guidata da P. Denora, ha una nuova meta: la Russia e, in particolare, le due grandi e splendide città di San Pietroburgo e di Mosca.

Dopo numerose edizioni del viaggio in Cina negli anni passati, il cambio di destinazione è dato quest’anno anche da un’opportunità unica: l’incontro con il Metropolita di Mosca, previsto per martedì 11 ottobre.

Il programma della visita è molto ricco e affascinante: a San Pietroburgo la Fortezza dei santi Pietro e Paolo, il celebre Museo Ermitage; la cattedrale di S. Isacco e la cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato. A Mosca la Piazza Rossa, il Cremlino, la città storica. Poi il giro delle principali località dell’Anello d’Oro.

Desideriamo raccontarvi, giorno per giorno, quanto i nostri ragazzi stanno vivendo attraverso i racconti che loro stessi ci inviano. Grazie al coordinamento e all’iniziativa del prof. Manganaro, a ciascuna “camera” è stato chiesto ogni giorno di “rileggere” le attività della giornata e di provare a sintetizzarle in pochi paragrafi. Ovviamente, i testi riflettono anche lo spirito goliardico della gita e l’entusiasmo dei ragazzi, che, come potete notare, si sono presi qualche “licenza poetica” per “romanzare” un po’ e rendere più accattivante il racconto…. buona lettura e buon viaggio ai ragazzi!

DIARIO DI BORDO DEGLI STUDENTI

Giorno 0 – venerdì 7 ottobre 2016

Ore 4.30, aeroporto, la carica nell’aria è palpabile. Aleggia un sentimento di trepidazione misto a stanchezza. Arrivati tutti, dopo aver sbrigato la questione “Check-in” partono le prime scommesse sulla gita. Da segnalare la quota 0.50 sull’evento “Prof perso a fine gita”, ritenuto dagli studenti così certo che la puntata non puó che far perdere soldi. Un orecchio acuto sarebbe anche stato in grado di percepire i commenti di speranza della nascita di segreti amori con fanciulle e fanciulli degli altri Istituti, scambiato rigorosamente sottovoce. E fu così che fra speranze, sogni d’amore e quote da finale di Champions, partimmo da Torino alle ore 6.30. Volo tranquillo e dormiglione per tutti, breve sosta ad Amsterdam, giusto il tempo di acquistare qualche prodotto km0 e si riparte alla volta della Russia! Ore 17:00 arrivo a San Pietroburgo, viaggio panoramico in pullman alla volta dell’hotel. Superato il primo impatto con le nuove camere e la nostra nuova sistemazione, ci concediamo del meritato riposo . Ci volle poco a spezzare quell’atmosfera di perfetta pace, venimmo chiamati per la cena dopo la quale fummo finalmente liberi. Leggende metropolitane prive di fondamento narrano di feste nelle camere, pub russi dall’aria poco raccomandabile e di persone scomparse nel labirinto di corridoi dell’hotel. Infatti, chi prima chi dopo, siamo andati tutti a letto, esausti del viaggio, ma carichi per la nostra prima giornata a San Pietroburgo!

Meme & Baddy

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Giorno 1 – sabato 8 ottobre 2016

Dopo un’abbondante colazione, un freddo gelido ci aspettava per il buongiorno. Dopo qualche foto sulla Neva, ci siamo addentrati nella città tra grandi e piccole vie e palazzi colorati, respirando l’aria di storia imperiale. Nella Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, tra le tombe della famiglia reale ,abbiamo conosciuto una regina killer e una principessa spendacciona. Un pranzo alla russa e poi subito al museo del Hermitage (posto dell’eremita) nel magico Palazzo d’Inverno. Tra scherzi e dispetti,ci siamo divertiti ad imitare le sculture di Canova e siamo rimasti meravigliati dello sfarzo degli Zar e delle Regine, che amavano tanto l’oro. Ciò che è avvenuto la sera rimarrà tra noi e San Pietroburgo.

Francesca & Micheline

La Neva e i palazzi di San Pietroburgo

La Neva e i palazzi di San Pietroburgo

La basilica dei Santi Pietro e Paolo nella fortezza della città

La basilica dei Santi Pietro e Paolo nella fortezza della città

Interno della basilica dei Santi Pietro e Paolo

Interno della basilica dei Santi Pietro e Paolo

Le tombe degli zar nella basilica dei Santi Pietro e Paolo

Le tombe degli zar nella basilica dei Santi Pietro e Paolo

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Giorno 2 – domenica 9 ottobre 2016

Cari fan, si è quasi conclusa quest’ultima giornata a San Pietroburgo. Partiamo dal fatto che ci sentiamo onorati perché oggi è stato uno tra i 35 giorni all’anno in cui il sole ci ha degnato della sua presenza, senza, però, che ci abbandonasse il vento “dritto, dritto” dalla Siberia, nostro fedele compagno di viaggio. Stamattina, dopo affrettate chiusure di valige e i vari “scleri” per trovare l’abbigliamento giusto per affrontare la giornata, siamo partiti dall’hotel verso la dimora di Caterina I la Grande e oltre. Dopo stanze piene di oro e di ambra (insomma, poco ricchi questi zar), siamo tornati verso il centro città per visitare chiese considerate vere e proprie opere d’arte! E così, abbiamo dato un ottimo saluto a questa meravigliosa San Pietroburgo, stracolma di storia e che stupisce e cambia ogni ora e in ogni suo angolo. Tornati in albergo, abbiamo mangiato con gli altri istituti e ripreso le valige. Ora siamo “pronti” per la notte in treno: destinazione Mosca!
L’avventura “to be continued”… le vostre amatissime informatrici,

Ludovica & Clotilde

La celebrazione della S. Messa domenicale, tutti gli Istituti insieme

La celebrazione della S. Messa domenicale, tutti gli Istituti insieme

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Giorno 3 – Lunedì 10 ottobre 2016
Alle 8:30 siamo giunti a Mosca pieni di curiosità e gioia nel poter vedere una famosa capitale mondiale. La nostra guida, Elena, ci ha guidati verso il pullman che ci ha portato verso i luoghi di interesse più importanti della capitale russa, come ad esempio la piazza rossa: abbiamo appreso con stupore che il termine “rossa” in russo significa “bella” e non è quindi riferita al partito comunista o ad altro. Alla fine della mattinata siamo andati al Colle dei passeri dove abbiamo ammirato Mosca in tutto il suo splendore. Durante la mattinata abbiamo notato la presenza di molte sedi universitarie che ci hanno permesso di riflettere sull’importanza che questo paese, sebbene la sua storia politica, ha dato alla cultura. Nel pomerigio abbiamo visitato il Cremlino, sede del governo russo. In prossimità di questo luogo erano presenti varie chiese di stampo ortodosso, tra cui una in particolare che ospitava dei reperti storici di inestimabile valore come alcune raffigurazioni ortodosse; inoltre in questa Chiesa si incoronavano i vari zar dell’Impero russo. Successivamente siamo andati al museo dell’armeria dove abbiamo appreso il modo in cui i magnati russi vivevano. Dopo questa lunga ma appasionante mostra ci siamo diretti verso il pullman. Alle 19:40 siamo arrivati in albergo pronti per rifocillarci per il giorno seguente.
Albus & Eduard
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Giorno 4 – martedì 11 ottobre 2016

Ore 8 (che poi in realtà sono diventate le 8.40): ha inizio il secondo giorno qui a Mosca. A differenza della bella giornata di sole di ieri, oggi era una giornata uggiosa e piuttosto fredda.
Con il pullman siamo arrivati all’hotel Danilovskaya, dove abbiamo avuto l’onore di incontrare e rivolgere alcune domande al Metropolita, quello che si può considerare il numero due della Chiesa Ortodossa.
Finito l’incontro abbiamo ripreso il pullman e ci siamo diretti all’antica città dell’anello d’Oro, Sergiev Posad, dominata dal monastero della Trinità di San Sergio qua abbiamo pranzato in un tipico ristorante russo (diciamo che la tradizione culinaria russa non rispecchia molto i nostri standard però ). Più tardi, durante tutto il pomeriggio abbiamo potuto visitare il monastero.
Verso le 18.30, dopo un’ora di pullman, siamo arrivati in albergo ed è così terminata la nostra giornata.

Gio e Vale

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Giorno 5 – mercoledì 12 ottobre 2016

Ore 5.30 sveglia e ore 6.00 partenza per Vladimir-Suzdal, due città dell’Anello D’oro. Dopo un lungo pisolino arriviamo alla città di Suzdal e veniamo accolti, oltre che dalla guida locale, da un simpatico cagnolino bianco e nero. Qui visitiamo una casa contadina fatta di legno come tutte le altre case e un monastero. Mentre usciamo veniamo fermati da un giornalista italiano, Crecchi, che ci pone una serie di domande e intervista il nostro Rettore, Padre Denora. Con la pancia piena ci rechiamo alla città di Vladimir dove visitiamo una serie di chiese molto belle e colorate. La giornata si è conclusa nel centro di Mosca, dove abbiamo cenato e comprato souvenires. Ma le sorprese non sono ancora finite: siamo pronti per l’ultima giornata del nostro soggiorno moscovita!

Irene & Chiara

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Giorno 6 – giovedì 13 ottobre 2016: il ritorno

E alla fine si risale sull’aereo, il posto è l’11 C, la direzione è quella di casa.

La gelida Mosca ci ha salutati mostrandoci sprazzi di una prima neve dell’anno, ma non è la gelida temperatura che rimpiango di abbandonare.

Questo viaggio ha, in qualche modo, arricchito ciascuno: c’è chi ha imparato a conoscere diversi punti di vista, chi ha stretto nuovi legami e chi li ha rinsaldati, c’è chi ha alzato il pugno simbolicamente sotto la statua di Marx, chi si è perso nei musei, chi ha rischiato di essere fermato all’aeroporto e chi si è semplicemente divertito.

L’idea del viaggio mi ha sempre affascinato: non posso fare a meno di pensare all’adrenalinica esaltazione che si prova nel lasciare il (talvolta) lento scorrere di una quotidianità a cui ogni tanto serve una scossa, che bisogna lasciare per partire per un posto lontano e trarre da esso quanto più abbia da offrirci.

E allora la mia mente ritorna su determinati momenti, vagabondando tra i meandri di freschi ricordi: pittoresche e dorate chiese che esemplificano perfettamente la mentalità di persone che trovano una sorta di via di fuga nell’iconostasi, nell’impossibilità che terreno e divino si icontrino, abbandonandosi tuttavia alla dogmatica e simbolica fede in Dio; le preghiere di persone semplici che cercano conforto con un bacio a icone o reliquie della tradizione ortodossa, un modo di concepire e vivere la religione forse più estremo e meno aperto, ma di cui giovani, anziani, monaci e contadini hanno forte necessità per sperare; il rosso della principale piazza moscovita, che ne indica la bellezza e non il colore, della tipica zuppa russa, il cui principale ingrediente è la barbabietola, e quello che dardeggia come folgore sugli spilli dei pelosi cosacchi, i copricapo che molti non hanno resistito a non comparare; e poi la maestosa arte dell’apparire magnificente che San Pietroburgo, con le chiese variopinte ed orientaleggianti, offre insieme alla marmorea immensità della metropolitana di Mosca, fatta costruire da Stalin.

Tutto questo è stato accompagnato dalle serate condivise con gli altri istituti, i “grazie” di Famà e i “Majico!” rivolti a Manganaro, da ritardatari, barzellette, cori e canzoni negli spostamenti in pullman, da visite a piccoli monasteri e al grande Cremlino dal “buon cibo” e dal simpatico accento delle guide, con foto, selfie e imitazioni a condire il tutto con un pizzico di pepe e risate.

E ora si ritorna e si inzia davvero, niente più gite da liceali: quello che abbiamo imparato in questi anni e dalle opportunità che abbiamo avuto modo di vivere dovremo metterlo in gioco in questi mesi che indirizzeranno la nostra vita.

E forse, quando da adulti ripenseremo alla gita del nostro ultimo anno di liceo, un sorriso sorgerà spontaneo sulle nostre bocche, perché, è vero, forse non saremo andati in Cina, ma quanti hanno potuto vedere la goduta espressione di Famà dopo la foto con la statua dell’idolo Marx?

 Luca

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