Si è spento il P. Kolvenbach

28 Novembre 2016

kolvenbach

Padre Peter-Hans Kolvenbach, Preposito Generale della Compagnia di Gesù dal 1983 al 2008, è tornato alla Casa del Padre sabato 26 novembre a Beirut all’età di 88 anni.  Uomo profondamente spirituale, ha guidato la Compagnia di Gesù negli anni Ottanta, in un momento faticoso, dopo la malattia improvvisa di p. Arrupe e il commissariamento di p. Dezza. Il suo rimane un esempio di servizio silenzioso e straordinariamente umile.

Peter Hans Kolvenbach era nato a Druten, Olanda, il 30 novembre 1928. Cresciuto in un centro nei pressi di Nimega, Kolvenbach ha compiuto gli studi liceali presso un collegio della Compagnia di Gesù. E’ entrato in noviziato nel 1948. Conclusi gli studi filosofici è stato assegnato alla casa di Beirut, in Libano, dove ha conseguito il dottorato in teologia ed è stato ordinato sacerdote nel 1961. Ha insegnato linguistica all’Aia, a Parigi ed all’Université de Saint-Joseph di Beirut: nel 1981 è stato nominato rettore del Pontificio Istituto Orientale. Già superiore della Provincia medio-orientale della Compagnia, dopo le dimissioni di p. Pedro Arrupe dalla carica di preposito generale dell’ordine e un breve interregno gestito dal delegato personale papale Paolo Dezza, padre Kolvenbach è stato eletto suo successore (13 settembre 1983). Dopo 23 anni di generalato, nel 2006 ha manifestato a papa Benedetto XVI la sua intenzione di lasciare il suo servizio al raggiungimento degli ottant’anni di età. Il 14 gennaio 2008, davanti alla 35 Congregazione Generale dell’ordine, ha presentato le sue dimissioni.

Lo ricordiamo con queste sue parole sull’educazione:

“Tutte le discipline possono essere insegnate e studiate in vista di una integrale liberazione umana. Nessun insegnamento è neutro. Ogni insegnante, sia egli docente di matematica, lettere o filosofia, è un veicolo di valori che possono essere in sintonia o in contrasto con la promozione della giustizia e, quindi, con il messaggio del Vangelo. […] In più di quattro secoli di storia [della Compagnia di Gesù] i nostri Istituti educativi hanno avuto come finalità l’impegno a cercare di rendere più giusta la città dell’uomo nel nome del Signore. […] Non ci dobbiamo accontentare mai di una semplice strasmissione culturale. Dobbiamo insistere sullo sviluppo di un atteggiamento critico che ponga gli studenti in grado di contribuire alla crescita umana e culturale e al rinnovamento in armonia con i valori evangelici. Specialmente nei periodi di maggiore trasformazione della società, quale il nostro, l’esigenza è sempre quella di rinnovare le strutture sociali, mettendo in atto la nuova creazione che ci è offerta da Gesù Cristo, il quale era profondamente impegnato a favore della giustizia, della riconciliazione, della verità, dei bisogni dei poveri, della misericordia e di tutto ciò che ci è ricordato nello spirito delle Beatitudini. Ignazio desiderava che i primi collegi dei Gesuiti fossero aperti a tutti. La Ratio Studiorum del 1599 ingiungeva agli insegnanti di avere sempre un’attenzione particolare per gli studenti poveri”.

Nel maggio del 2002, in occasione delle celebrazioni per i 120 anni dell’Istituto Sociale, era venuto a Torino, durante la domenica della festa di fine anno, aveva visitato la nostra scuola, soffermandosi in particolare sulla nuovissima scuola dell’infanzia che era appena stata inaugurata. Aveva poi partecipato alla festa e presieduto l’Eucaristia nel tendone del parco.

Lo ricordiamo quindi con queste foto tratte dalla sua visita al Sociale (cliccare sulla foto per ingrandirla)

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