In ricordo degli ex-alunni caduti nella I guerra mondiale

24 maggio 2017

L’Istituto Sociale della Compagnia di Gesù di Torino ha organizzato, anche quest’anno una giornata per ricordare i caduti nella prima Guerra Mondiale e in particolare gli Ex alunni morti durante la Grande Guerra.

L’iniziativa  si è tenuta  mercoledì  24 maggio nel parco dell’Istituto. Alle ore 10.45  davanti alla lapide posta sulla parete esterna della cappella dell’antica Villa San Paolo, si è tenuta  una cerimonia militare in ricordo dei 67 Ex Alunni caduti: è stata  deposta da un drappello delle Associazioni d’Arma una corona alla lapide che ricorda i nomi dei caduti,  suonato il silenzio d’ordinanza e scoperta una lapide dedicata al Gesuita Padre Pio Chiesa, soldato per tre anni al fronte nella I Guerra Mondiale, professore dell’Istituto Sociale negli anni 30,  cappellano militare, caduto sul fronte orientale nel 1942 e medaglia d’argento al Valor Militare. Padre Mauro Pasquale S.J. e Giacomo Rabajoli, decano degli ex alunni del Sociale,  hanno tracciato  la biografia di Padre Chiesa S.J. mentre il  Generale Cravarezza è intervenuto sul ruolo dei cappellani miliari nella I e nella II Guerra Mondiale.   

Alle ore 11.30, sempre nel parco dell’Istituto, Don Michele Magnani, cappellano militare,  Padre Franceco Guerello S.J. e Padre Mauro Pasquale S.J. hanno celebrato la Santa Messa al Campo in ricordo di tutti i caduti e degli ex alunni.  

PADRE PIO CHIESA S.J.
(Montà d’Alba –Cuneo 1897 // Fronte Russo-Krasnj 1942).

 Padre gesuita, tenente cappellano militare appartenente all’ospedale da campo 118  (Fronte Russo: 8°Armata-Arm.I.R.-Divisione Cosseria-Servizi di sanità:  47° Sezione di Sanità).  Decorato Medaglia d’Argento al V.M.                                                                                                         

Cappellano militare di intemerata ed austera vita sacerdotale, d’animo aperto alle più nobili manifestazioni di carità e di assistenza, rimasto solo nell’ospedale da campo con il direttore e l’attendente di questi a soccorrere 32 feriti, con la sua fattiva collaborazione, in nobile gara con il superiore, riusciva a smistarne 25. All’avvicinarsi del nemico, chiedeva ripetutamente e otteneva di rimanere vicino ai 7 feriti gravissimi, ormai intrasportabili, rimasti degenti in ospedale, andando sereno incontro alla sua sorte. Esempio di sublime cristiana carità e di elevato sentimento del dovere.                                                             Fronte russo, 16-17 dicembre 1942.”

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