L’esperienza del servizio agli altri

16 febbraio 2018

Le classi terze dei Licei del Sociale sono impegnate in queste settimane nell’uscita di servizio al Cottolengo. Trascorrono una mattina con gli anziani e i disabili, aiutandoli nei loro laboratori espressivi artistici. E’ una esperienza significativa, intensa, che i ragazzi vivono con entusiasmo e che rende felici gli ospiti del Cottolengo. I ragazzi incontrano di persona la malattia e l’anzianità con tutto ciò che ne comporta (difficoltà motorie, espressive, fisiche, non autosufficienza, ecc..). Il clima è di grande serenità e i ragazzi si sono preparati a queste attività nei mesi precedenti. Dalle poche foto emerge con chiarezza tutta la dolcezza, l’attenzione e l’emozione dei ragazzi durante questi incontri e queste attività.

L’iniziativa si colloca nella lunga tradizione del Sociale che, fin dalla fine degli anni 70, coinvolge gli studenti nello svolgimento di Servizi Sociali (cioè di un servizio “al prossimo”), che ora sono entrati all’interno del progetto dell’Alternanza Scuola-Lavoro.

Aiutare gli ultimi, i “fragili” e i piccoli, sensibilizzarsi ai loro bisogni, permette ai nostri ragazzi e ragazze di sviluppare competenze di ascolto, relazione, responsabilità, sensibilità, maturando come persone “per gli altri e con gli altri”, leader nel servizio, attenti a chi è più debole e a chi ci sta intorno, per contribuire alla creazione di un mondo migliore e più “umano”.

I ragazzi sono stati accompagnati in questo percorso, sono stati preparati precedentemente con delle attività e dei percorsi. Sono stati seguiti durante lo svolgimento del servizio e aiutati anche a rileggere l’esperienza fatta, a rielaborarla a posteriori, in un’ottica di “revisione” ignaziana di quanto vissuto.

Ecco alcune testimonianze emerse dopo l’esperienza nei momenti di riflessione e di “rilettura” condotti dai responsabili ed educatori delle famiglie che ci hanno accolto.

“Una giornata intensa che non dimenticherò ”

“É stato bellissimo vedere come con poco siamo riusciti a rendere felici gli ospiti”

“Dopo un’iniziale difficoltà mi son lasciato andare ed essere me stesso e poi tutto è andato bene”

“Sono rimasta colpita dal sorriso e la serenità che queste persone hanno”,

“con la persona che ho affiancato ho imparato che si può comunicare anche solo con gli sguardi e con le mani”

“mi sento grata di aver vissuto questa esperienza”

 

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