Pensiero computazionale e coding alla scuola dell’Infanzia

10 Gennaio 2019

Il progresso scientifico e tecnologico ha raggiunto oggi un notevole sviluppo. Esso ha apportato miglioramenti considerevoli nella vita dell’uomo che sono avvenuti grazie alla capacità razionale. L’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, diventa un valore aggiunto e rende l’insegnamento e l’apprendimento coinvolgente e innovativo.  Il modo di pensare  che ci permette di formulare soluzioni costruttive a problemi da risolvere è il pensiero computazionale. Per acquisire il modo migliore il pensiero, bisogna che i bambini imparino a giocare a programmare ossia metterli  nelle condizioni di eseguire o inventare una serie di sequenze per raggiungere un obiettivo. Nella Scuola dell’Infanzia si parla soprattutto di Coding unplugged per intendere tutte quelle attività che non fanno uso di strumenti digitali e che introducono alle logiche della programmazione. Queste attività stimolano l’apprendimento e la curiosità degli alunni, molte sono realizzate con fogli di carta a quadretti e matite colorate. Un esempio è un disegno che simula i pixel dello schermo e che utilizza un linguaggio di programmazione simbolica e di istruzioni.

Un secondo approccio è quello di realizzare grandi scacchiere dove i bambini sono coinvolti in giochi di ruolo. I bambini protagonisti assumono a rotazione due tipi di ruoli:

  • Il programmatore che utilizza in questo caso frecce direzionali e scrive il programma.
  • Il robot che ascolta i comandi e li esegue camminando sulla scacchiera.

È necessario che affinché le attività non diventino noiose e dimenticate rispettino gli stili di apprendimento degli alunni e che abbiano un aspetto ludico, collaborativo, di movimento,di  utilizzo del corpo, di sfida, di gioco individuale e di squadra, di ricerca di soluzioni a problemi.

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