Progetto Finestre per aprire nuovi orizzonti

23 Marzo 2019

Il 6 e il 7 marzo abbiamo avuto il momento più atteso per il Progetto Finestre. Con le classi seconde del liceo abbiamo incontrato Daniele, gesuita e operatore presso il Centro Astalli, e Soumaila, un ragazzo del Mali che ha condiviso la sua esperienza di rifugiato. Il racconto di una vita cambiata dalla fuga dal proprio Paese, amato, ma ormai divenuto rischioso, la traversata in gommone dopo un primo naufragio e la minaccia di morte da parte degli scafisti, il processo di integrazione in Italia, il servizio presso il Centro Astalli… temi che hanno suscitato interesse e partecipazione… grazie Soumaila, grazie Daniele!

“Qualche settimana fa – raccontano Raffaella e Alice, due ragazze che hanno partecipato all’incontro – abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Soumaila, un ragazzo del Mali. In questo incontro ci ha raccontato tutta la sua e tutte le difficoltà che ha dovuto superare per arrivare qui in Italia; in questo percorso lui ha incontrato sia persone che lo hanno aiutato sia altre che gli hanno voltato le spalle, ma riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli.
Lui come molti altri rifugiati ha avuto la fortuna di superare il viaggio e di essere accolto al centro Astalli, partecipando successivamente al “progetto finestre”.
Grazie a questo progetto, abbiamo avuto l’occasione di avere una vera e propria testimonianza di ciò che sta succedendo in quest’ultimo periodo. 
Le emozioni che abbiamo provato sono state tante; soprattutto dolore e disprezzo verso la società di oggi contro l’emigrazione”.

Di seguito, il racconto di Alessio, un altro studente che ha partecipato al Progetto:

“Sapete qual è il segreto per narrare un fatto? Il segreto per raccontare una storia che attiri l’attenzione è partire dal fondo. Partire dal fondo e raccontare tutto il resto tornandoci a intermittenza; e aggiungendoci particolari.

Ma alcune storie non ne hanno bisogno; non hanno bisogno di un buon conversatore o di un esperto dialogatore. Questo è il caso della storia di Soumaila, la storia di un migrante maliano perseguitato da uno stato ormai allo sbando, corrotto e che elimina tutte le possibili minacce opposizionistiche. Storia che ebbe molti momenti difficili e cupi, da cui solo alcuni avrebbero potuto rialzarsi, a cui pochi avrebbero potuto reagire; momenti in cui anche l’animo vorrebbe fermarsi. Ma è proprio dopo il momento più buio che si inizia a scorgere la luce e così Soumaila, che dopo innumerevoli fughe e svariate minacce è riuscito a vedere la luce in fondo al tunnel; e a trovare pace: per il corpo come per l’animo. Ma la pace dopo certi avvenimenti è difficile da trovare, ma, fortunatamente, la persona di cui vi parlo ha potuto beneficiare dell’aiuto di qualcuno; della disponibilità di qualcuno di accoglierlo: del centro Astalli. Centro che, nato proprio per questo tipo di esigenze, agisce per accogliere e instradare profughi e rifugiati ad una vita più serena e sostenibile.

Ma queste persone non sono alieni, sono come noi, e noi, come loro, abbiamo il dovere di aiutarle nella loro causa come riusciamo; anche in piccolo, perché tanti di quei gesti minori, si trasformeranno in grandi aiuti”.

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