La Grecia!

17 Novembre 2019

Dal 10 al 15 novembre i nostri maturandi, insieme con i loro compagni delle altre scuole della rete Gesuiti Educazione, sono stati in viaggio di istruzione in Grecia.

La Grecia! Studiata per tutti questi anni sui nostri libri, ascoltata nelle lezioni dei professori, ecco che ci è stata svelata. È novembre, ma il sole ci sorride e ci riporta all’estate. È con il tepore del sole, sulle rovine del sito archeologico di Delfi, che è iniziato il nostro viaggio: la nostra ultima gita assieme. Tra il cielo blu e il bianco del marmo si respira ancora il sentimento di amore e dedizione che i Greci nutrivano per il dio Apollo. Una carezza ad un gatto randagio e siamo pronti a ripartire per un lungo viaggio. Gambe anchilosate, soste in autogrill e tanti succhi di melograno, hanno intervallato il tragitto da Delfi alle Meteore. 

Le Meteore: stupore e curiosità sono i sentimenti che ci hanno guidato costantemente per tutta la visita. La meraviglia dei luoghi, il coraggio che sta dietro ad ogni pietra posta su quelle rocce, scoscese e singolari, e l’incredulità di fronte a queste costruzioni così ardite e suggestive, ci ha lasciati senza fiato. Non troviamo però le parole per descrivere le emozioni che ci ha lasciato questo paesaggio unico al mondo. 

Ma non basta elevare lo spirito per sopportare con leggerezza altre sei ore di pullman: le vertebre di ogni schiena hanno abbandonato il loro ordine per trovarne uno nuovo e doloroso. 

Arrivati ad Atene, la sera, la città ci ha mostrato il suo volto più cupo e inaspettato; la prima uscita serale ci ha fatto sperimentare le ombre di una città che ha attraversato la crisi economica e che cerca faticosamente di risollevarsi. 

E le ombre delle nuvole ci hanno accompagnato anche nella visita all’Acropoli del mattino dopo: la pioggia battente e incessante ha trasformato la nostra giornata. Da “evvai andiamo!” a “ma quand’è che ce ne andiamo?”. Indubbiamente, nonostante il clima, salire verso l’Acropoli, anche solo guardando le pietre che calpestavamo, ci ha fatto pensare a come potesse essere la vita durante il V sec a.C., ai sandali che passo dopo passo risalivano le gradinate irregolari, per raggiungere il centro nevralgico di quello che è stato uno degli ombelichi del mondo. Torniamo a casa, con lo scricchiolio delle scarpe inzuppate e gli ombrelli divelti dal vento. 

La sveglia suona fastidiosamente troppo presto, ma il sole è tornato e con lui il buon umore,  e le porte di Corinto ci sono state aperte per accoglierci in un momento spirituale di grande impatto: la Messa. Celebratasi all’aperto, nel verde, nella natura, con lo sfondo delle rovine è stata un’assemblea reale, unica. Chi celebrava la messa non era dietro l’altare, ma la mensa era l’epicentro di una comunità viva e partecipe. 

Dopo il miglior pranzo di questo soggiorno, ci siamo spostati nel Museo Nazionale di Archeologia dove finalmente, dopo averla vista e rivista e rivista e rivista sui libri di storia, ci siamo trovati davanti alla famosissima maschera di Agamennone. 

Siamo giunti all’ultima sera che è stata densa di emozioni e caratterizzata dalla trasparenza. La rilettura del viaggio svolta in Rete ha fatto emergere la nostra capacità critica e il coraggio di dirsi le cose in faccia, sia da parte degli studenti che dei docenti presenti.

Dopo questo momento di presa di coscienza abbiamo avuto il nostro meritato tempo di svago, in cui ci è stata data la possibilità di mescolarci tra collegi e di fare diverse conoscenze. 

Torniamo a casa arricchiti culturalmente, spiritualmente e con un bel ricordo da custodire.

Sayada Leslie Daniele.

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