Giorno della Memoria alla Scuola dell’Infanzia

28 Gennaio 2020

I bambini lo sanno.

I bambini, forse anche più degli adulti, sanno che esistono giorni durante l’anno che sembrano avere uno scopo ben preciso, un motivo per cui ognuno di loro è diverso da tutti gli altri.

Il carnevale è il giorno in cui ogni divertimento è concesso, il compleanno è il giorno in cui si scartano i regali, il Natale tiene unite le famiglie e l’ultimo giorno di scuola apre le porte all’estate.

Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria, un giorno che i bambini nella loro innocenza non possono conoscere e che con la loro bontà non possono immaginare.

Il 27 gennaio si sono aperti i cancelli di Auschwitz e il mondo ha scoperto  ciò di cui l’uomo è capace.

Questo giorno non avrebbe dovuto esistere ma nessuna generazione dovrà mai ignorare che sia esistito. Parlare ai nostri bambini dell’Olocausto è un preciso dovere storico e morale, ma i bambini dell’Infanzia devono essere protetti e per loro è già importante iniziare a comprendere il ruolo che la memoria ha nella crescita e nel continuo migliorarsi di una persona.

Capire che la memoria è uno strumento per non ripetere gli errori commessi, un alleato per non sbagliare, la medicina per curare il mondo.

Oggi a scuola ai bambini è stata proposta una riflessione sull’importanza della memoria, su come influenzi le loro piccole scelte di tutti i giorni e su come li aiuti a crescere senza sbagliare. Abbiamo chiesto loro di formulare un pensiero sulla memoria  e abbiamo scoperto che hanno ben chiaro dove si trova e come usarla.

 

“La memoria è nel cervello”

 

“Ci aiuta a pensare le cose mentre disegniamo”

 

Che sanno cosa può accadere se la si perde

 

“Il trenino Thomas aveva perso la memoria

e non riusciva a riconoscere i suoi vagoni”

 

ma, soprattutto, i bambini con le loro frasi ci hanno regalato una differente chiave di lettura del peso che ha avuto la memoria associato a questa terribile pagina di storia.

 

“Ricordiamo i momenti di quando abbiamo giocato”

 

“Ci fa ricordare le cose che abbiamo fatto”

 

I bambini usano la memoria per continuare il gioco quando finisce e con la fantasia ci costruiscono sopra per creare sogni e favole.

Ci sono venuti in mente tutti i bambini nei campi di concentramento, ma anche gli adulti che in qualche modo hanno trovato la forza per sopravvivere alla orribile realtà che li circondava.

Abbiamo immaginato che esista una sola via d’uscita da tanto dolore, che non ci sia altra soluzione che rifugiarsi negli angoli della propria mente popolati dai ricordi belli che la memoria custodisce per noi.

 

La memoria della loro vita prima di essere catturati li ha salvati dalla disperazione, dando loro uno stimolo per andare avanti e un porto sicuro dove rifugiarsi la notte.

 

La memoria di ciò che è potuto accadere ad Auschwitz potrà salvare l’umanità dalla sua stessa cattiveria.

 

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