Noi non ci fermiamo, e forse non siamo mai stati così attivi!

25 Marzo 2020

La didattica della nostra Scuola, nonostante il coronavirus abbia bloccato alunni e docenti nelle loro case, non si è fermata mai.

Forti della consapevolezza del mandato istituzionale e sociale che il ruolo implica, gli insegnanti della Scuola Primaria (come la maggior parte di quelli dell’Istituto) stanno lavorando da casa a testa bassa, fin dai primi momenti, da quando il virus ci ha bloccati e i Coordinatori Didattici dei plessi hanno invitato tutti fortemente a mettersi in gioco sul fronte della didattica a distanza.

Risposta immediata, non un cedimento, da subito abbiamo iniziato ad organizzarci intensamente, in termini di produzione di materiali, con un dispendio di ore incommensurabile, rispetto a ciò che normalmente accade con le lezioni in classe.

Scombussolati inizialmente, perché in un attimo le modalità d’insegnamento hanno dovuto cambiare radicalmente, ciò che normalmente avviene tra le mura scolastiche nei modi colloquiali e discorsivi, su un piano relazionale diretto, ha dovuto trovare nuove forme. E noi stiamo lavorando. stiamo lavorando e crescendo ogni giorno, ogni ora, anche noi docenti, che ci formiamo e autoformiamo in percorsi nuovi, in nuove prospettive.

Ora che tutti guardiamo ad altri aspetti della vita, ora che tutti siamo consapevoli di aver subìto uno stravolgimento improvviso di priorità, sappiamo che anche la scuola italiana non sarà mai più come prima.

Tutti dobbiamo prendere coscienza del fatto che “didattica a distanza” non significa solo didattica digitale, perché questa viene espressa con tutti quei mezzi che consentono di creare attività peculiari, dai video alle schede ai metodi “maieutici”, che consentono di lavorare con gli alunni “tirando fuori” spesso ciò che già conoscono, con loro, insieme a loro. È una prospettiva di operative learning, con metodi nuovi, magari anche con l’utilizzo della Flipped classroom, insomma con risorse per smart-learning (o e-learning) che consentono a docenti e alunni di affrontare percorsi formativi differenti.

 

Il focus è: “da oggi iniziamo la trasformazione” e in questa trasformazione dobbiamo considerarci tutti, docenti, studenti e genitori.
Tutti in un’ottica collaborativa, ma anche accettando il cambio di metodologie d’insegnamento che può attuarsi con l’aiuto della tecnologia, in cui ognuno impara come può, che non significa non strutturare più le lezioni, ma consentirne una nuova forma e in cui il ruolo dei docenti e delle famiglie è fondamentale per attuare realmente il: “Noi Educativo”.

È una didattica che non avviene in un contesto di scuola e di lezione frontale e nozionistico, siamo consapevoli che ci rivolgiamo agli studenti definiti i “Centennials”, quelli che sono nati nell’epoca di internet e nessuno ormai può sottovalutare la valenza di tutto questo.

Si tratta di passare ad una didattica non tanto di lezioni frontali, non sempre in presenza, per forza di cose, ma di attività che incoraggino il pensiero critico, rendendo lo studente protagonista del suo apprendere, stimolando ogni argomento con attività particolari, di problem solving. Non significa che i libri spariranno dalla realtà quotidiana, ma che si deve superare la realtà scolastica tipica del ‘900, ricercando un giusto equilibrio tra attività didattiche a distanza e momenti di pausa, in modo da evitare i rischi derivanti da un’eccessiva permanenza davanti agli schermi, come consiglia il Ministero. La scuola è in cammino e oggi più che mai va avanti con passi da gigante. Chi resta ancorato a idee differenti rischia di restare indietro, come chi sa solo muovere critiche anziché vedere l’orizzonte.

Maestra Anna

                    

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