Io resto a casa ma la primavera non si ferma

30 Aprile 2020

Io resto a casa ma la primavera non si ferma!
La primavera è arrivata, puntuale come ogni anno. Sono arrivate le rondini e il sole scalda le giornate che piano piano si stanno allungando.
La primavera è arrivata e noi l’accogliamo da dietro le finestre di casa, ci affacciamo e vediamo il cielo azzurro, sull’albero di fronte casa stanno spuntando delle piccole e tenere foglioline e sulla pianta del nostro balcone sono sbocciati dei fiori.
La primavera che esplode, nonostante tutto, è un bellissimo segno di speranza, la speranza che tutto andrà bene e che presto torneremo ad uscire e a goderci questa meravigliosa natura che il Signore ci ha donato.
I bambini nella loro cameretta si armano di acquerelli, tempere, pastelli e iniziano a disegnare la loro primavera.

Oltre a disegni liberi attraverso i quali i bambini esprimono cos’è per loro la primavera, colorano anche stupendi mandala. Colorare i mandala è un’attività ricchissima di potenzialità, permette di aumentare la concentrazione ma allo stesso tempo sono un modo per rilassarsi, trovare equilibrio e tranquillità, importante in questo periodo di quarantena.


Infine creano il loro personale “Libro della Primavera” che racchiude tutte le cose stupende che accadono in questa stagione.


Così mentre la primavera rimane lì, fuori dalla finestra, i nostri bambini la portano dentro casa attraverso splendidi lavori.

 

Infanzia – Laudato Si al Giardino dei Colibrì

30 Aprile 2020

“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poichè sappiamo che le cose possono cambiare… La sfida ambientale che viviamo, ci riguarda e ci tocca tutti”.

Lo abbiamo letto nell’Enciclica di Papa Francesco, ci tocca tutti, non possiamo esimerci di farlo con amore e gioia.

Tutti i giorni dell’ anno a scuola, e anche in questo periodo di lontananza fisica tra di noi, cerchiamo di ricordare ai bambini quanto la nostra vita dipenda dalla Terra e da tutti gli esseri viventi che la popolano, i quali pur non essendo dotati di quella che noi definiamo “sapienza”, la rispettano più di noi che la avveleniamo ogni giorno con qualcosa che chiamiamo “progresso”.

Da questa visione nasce l’ approccio con cui da qualche anno abbiamo deciso di avvicinare i nostri piccoli Colibrì al tema della salvaguardia e protezione del nostro Pianeta: il Progetto Ambiente.

Il rispetto verso la nostra Madre Terra passa attraverso il rispetto delle sue risorse. Tantissime sono le attività da fare e le accortenze che ognuno di noi può avere nella vita di ogni giorno per salvaguardare, ad esempio, l’acqua e molte di queste sono di facile attuazione e di immediato riscontro. Per questo motivo insegnare ai bambini ad avere rispetto dell’acqua coinvolgendoli in attività e momenti della nostra vita quotidiana è un modo per rendere importante ai loro occhi un gesto semplice ma concreto come quello di chiudere il rubinetto mentre ci si spazzola i denti. A veicolare questi importanti messaggi c’è sempre un gioco.
A scuola abbiamo deciso di responsabilizzare i bambini affidando loro il compito di “Controllori dell’Acqua”: muniti di appositi distintivi elargiscono consigli ai compagni durante alcuni momenti di accesso ai bagni o del pranzo. Un gioco che prendono seriamente e che li fa sentire importanti.
Quando abbiamo celebrato la “Giornata Mondiale dell’Alimentazione” invece, consapevoli che fin da piccoli vanno guidati in un percorso di educazione alimentare, abbiamo ideato un’attività in lingua inglese nella quale loro dovevano distinguere i cibi sani da quelli che è meglio consumare meno , e giochi di ruolo in lingua italiana nei quali loro vestivano i panni di venditori in un negozio di alimentari o di clienti focalizzando il gioco sul “non spreco” alimentare.
I nostri bimbi sono costantemente stimolati a guardare il mondo che li circonda con una prospettiva più ampia e orientata alla vita, come quando gli è stato suggerito di conservare i semini della frutta che mangiano per provare a seminarli ovunque loro desiderino, poichè ognuno di noi può contribuire a far nascere la vita sulla Terra oltre che a proteggere quella esistente in tutte le sue forme. Hanno imparato a prendersi cura delle loro piantine posizionandole in un luogo soleggiato, dando loro da bere ogni qualvolta che avevano sete, controllandole con amore, con la grande speranza di vederle crescere insieme! Prendersi cura di queste piantine è un primo passo per loro per imparare a prendersi cura di tutta la Natura, nella speranza di un mondo più pulito, sia in questo momento che quando saranno grandi!

Durante il lock-down abbiamo spiegato loro come costruire da soli, con l’aiuto di mamma e papà, un personale “cattura-inquinamento”. Un foglio con un grande buco al centro che hanno riempito con tante strisce di scotch trasparente; lo hanno appeso in balcone e lasciato lì per qualche giorno, per capire quanto può essere sporca l’aria.

In classe la sensibilizzazione alla salvaguardia dell’ ambiente passa anche attraverso idee semplici come quello di proporre loro di personalizzare un bicchiere di plastica (resistente) del colore della propria sezione, per evitare di usare ogni volta quelli di plastica leggeri usa e getta. Ogni alunno attraverso un gioco sia in lingua italiana che inglese ha avuto la possibilità di scegliere un simbolo da applicare su un “portabicchiere”.
Nel giardino dei Colibrì una buona pratica è utilizzare fogli di recupero per disegnare, dipingere, fare lavoretti di manualità; recuperare giochi inutilizzati ancora in buone condizioni, così come i libri di fiabe o pop-up che permettono alle sezioni di rinnovare la loro biblioteca.
Molto successo ha avuto anche la Raccolta Differenziata iniziata con l’aiuto dei ragazzi del nostro Liceo in un progetto di continuità che li ha resi “piccoli cittadini”, consapevoli dell’importanza delle risorse del Pianeta e li ha fatti sentire più grandi.

Il progetto ambiente, che tutte le sezioni portano avanti attraverso le “4R”, abbraccia trasversalmente le diverse fasi dell’anno scolastico e le varie festività.
Che emozione durante il periodo di Natale! Quando i bambini, insieme a noi maestre, hanno dato una nuova vita a dei barattoli di vetro che con un pò di fantasia sono diventati meravigliosi portacandele: un bel dono ecologico per i loro genitori.

Crescendo ricorderanno le feste di Carnevale al “Giardino dei colibrì”, quando abbiamo assegnato ad ognuno di loro una maschera speciale: un animale in via d’estinzione. I bimbi li hanno sentiti loro e crescendo magari proveranno a proteggerli dalla cattiveria del genere umano che crede di possedere il mondo. Oppure quando i nostri piccoli con l’aiuto dei loro genitori hanno creato le loro maschere riusando vestiti e oggetti di vario tipo, mostrando creatività e impegno, trasformando materiali che sarebbero normalmente destinati ad essere gettati via… Ed ecco che a scuola quel giorno sono apparsi dei Robot, con luci prese in prestito dalle decorazioni natalizie e tasti fatti di tappi di plastica; una lavatrice uscita fuori da una scatola di cartone, un esploratore con il gilet ricavato da una busta di carta e tanti fantasmini usciti fuori dalle vecchie lenzuola della mamma.

L’obiettivo finale è quello che ognuno di loro faccia propri questi piccoli suggerimenti e li riporti nella vita quotidiana, anche a casa, sentendosi inizialmente paladini dell’ambiente per poi arrivare alla routine di una “normalità” fatta di piccoli gesti, ma di grande rispetto verso il mondo che li circonda. Ogni giorno può e deve essere ” la giornata della Terra”, perchè è bello rendere speciale un giorno normale, ma lo è ancora di più rendere normale un giorno speciale.

 

Giornata mondiale della Terra

29 Aprile 2020

La Terra va difesa e protetta anzi, a dire il vero, dovremmo iniziare a rispettarla.

Il 22 aprile è stata la Giornata mondiale della Terra e mai come ora ci accorgiamo di quanto sia importante riuscire a  vivere in simbiosi con essa.

La nostra presenza come umanità è fortemente invadente e ci sono momenti, come questo, in cui potremmo pensare che la natura si voglia ribellare a  noi, ma l’amore che ci lega al nostro Pianeta e a tutte le cose belle che il Signore ci ha donato è, e deve essere, più forte di tutti i pensieri negativi.

Allora approfittiamo di questa pausa per capire cosa possiamo fare per la nostra amata Terra.

“E cosa potremmo mai fare noi piccoli bambini chiusi dentro casa?”

Innanzitutto prendere coscienza di quanto, con le nostre attività di tutti i giorni, le facciamo del male sporcando ad esempio la sua aria.

“Per fare questo la maestra ci ha spiegato come costruire da soli, con l’aiuto di mamma e papà, il nostro personale “Cattura-inquinamento”. Un foglio con un grande buco al centro che abbiamo riempito con tante strisce di scotch trasparente; la maestra ci ha detto di appenderlo in balcone e di lasciarlo lì per qualche giorno, perché ci avrebbe aiutato a capire quanto può essere sporca l’aria. Infatti dopo qualche giorno lo abbiamo osservato e abbiamo notato che era diventato opaco con tanti puntini più scuri di polvere e particelle di smog. In realtà abbiamo anche scoperto che può essere un modo utile e divertente per dare la caccia a mosche e moscerini! Ma questa è un’altra storia…”

I soldi della gita per la lotta al Coronavirus

29 Aprile 2020

L’emergenza Coronavirus è la causa di tantissime notizie che non avremmo mai voluto leggere, ma ha anche mostrato un’Italia altruista e vicina a chi è in difficoltà.

Anche dai ragazzi dei licei del Sociale è arrivato un grande segno di questa generosità, rapida e spontanea. 110 degli alunni più grandi dell’Istituto infatti hanno raccolto e donato 2240 € alla Fondazione torinese Specchio dei Tempi, a sostegno dei progetti sanitari che ha avviato in Piemonte.

Tutto è nato da un rimborso: ogni anno il Sociale organizza una giornata sulla neve a Sestriere, dedicata alle attività in montagna, in occasione della settimana dello sport, che era prevista proprio per la settimana del 24 febbraio in cui è scoppiata l’emergenza Coronavirus  le scuole sono state chiuse. “Una volta ufficializzato il DPCM, gli studenti si sono subito chiesti quando avrebbero ricevuto il rimborso dei soldi per la giornata: a questo punto ci è venuto in mente, vista la situazione, di donare l’intera somma a un ente benefico della città di Torino”, raccontano i rappresentanti degli studenti. Subito tutti i rappresentanti hanno organizzato alcune riunioni con gli studenti di triennio e biennio, seguite anche dal preside, prof. Piero Cattaneo.

E la risposta è stata molto più positiva di quanto si aspettassero: “i ragazzi sono stati entusiasti e molti hanno chiesto di potersi aggiungere alla raccolta, anche se non avevano versato per la giornata a Sestriere in precedenza”. Poi sono stati subito avvisati genitori, favorevoli all’iniziativa fin dall’inizio.

Una soddisfazione totale per gli alunni, “che si sono messi in prima linea in questa situazione di difficoltà e hanno saputo sfruttare in modo ottimale le loro risorse” sottolineano soddisfatti.

Anche la valutazione della realtà a cui fare la donazione è stata condivisa fra tutti i ragazzi coinvolti. “Abbiamo scelto la ONLUS Specchio dei Tempi dopo esserci informati accuratamente sulla sua storia: infatti già nel 2009 con il terremoto in Abruzzo si era rivelata un grande aiuto. Ora con la donazione di respiratori e strumentazione sanitaria sta combattendo insieme agli ospedali il Covid-19”.

Un percorso che ha reso tutti più consapevoli della propria capacità di rispondere in fretta a una situazione di emergenza e dei nuovi legami creati da  un gesto semplice, ma significativo. E a noi piace dare voce proprio ai ragazzi, che da inizio marzo non possono più vedersi in aula, ma hanno dimostrato di essere sempre e comunque una grande, unica classe.

“Non mi sarei mai aspettato che da una proposta, nata quasi per caso, si sarebbe arrivati, con il consenso unitario di tutta la nostra scuola, ad una cifra cosi grande per degli studenti”, Clemente, rappresentante degli studenti nel consiglio dei licei.

“Sono molto stupito di come la nostra scuola e tutti gli studenti, senza pensarci due volte, si siano prontamente attivati nel donare, anche se nel loro piccolo, per dare un aiuto alla loro città”, Alberto, rappresentante degli studenti nel consiglio dei licei.

“Sono fiera di come gli studenti di tutte le classi, dalle prime alle quinte, pur non conoscendosi o essendosi visti di rado nei corridoi della nostra scuola, abbiano fatto fronte, tutti insieme, come una grande famiglia, a questo problema, mettendo a disposizione loro stessi in vista di un unico scopo” Benedetta, rappresentante degli studenti nel consiglio dei licei.

“Quando abbiamo saputo della proposta e della grande adesione e partecipazione da parte di tutti noi, abbiamo trasformato una giornata cancellata in un’opportunità per sentirsi utili ed in qualche modo ripagati di quell’occasione persa”, Mattia, V Scientifico

“L’iniziativa di donare i soldi raccolti per la Giornata sulla Neve per una causa così ‘nobile’ mi fa riflettere su quale sia la vera identità del Sociale: non sono una scuola ma una vera e propria famiglia”, Vittoria, IV Classico.

“La donazione da noi fatta, è un atto di stupenda generosità e altruismo, come è giusto che sia in questo periodo. Questo mi fa capire, che dovrei spronare le persone ad essere più generose, in ogni momento, e non per via della crisi o altro, ma perché siamo umani solo quando siamo uniti”, Luca, III Sportivo.

“Donare i soldi che avevano inizialmente versato per la giornata ai medici che si stanno battendo per salvare le nostre vite è un modo da parte di ognuno di noi di dare il proprio piccolo ma importante contributo in questo momento particolare che stiamo vivendo. Chissà, magari con tutti i soldi raccolti, potranno acquistare una bombola d’ossigeno che salverà la vita a una persona…”, Elisa, III Classico.

BRAVI RAGAZZI! Grazie del vostro esempio!

Anche le vostre mail accorciano le distanze

27 Aprile 2020

Stiamo vivendo una trasformazione epocale: l’emergenza coronavirus e la quarantena hanno obbligato tutti a ripensare stile di vita e modo di lavorare.

La scuola è stata una delle prime realtà a doversi adattare rapidamente. Nel giro di pochi giorni gli alunni e i docenti dell’Istituto Sociale hanno dovuto familiarizzare con la didattica on line, fra video lezioni e compiti corretti a distanza, moduli e interrogazioni tramite webcam.

Insomma, da fine febbraio l’attenzione per le classi è rimasta la stessa, ma è cambiato radicalmente  il modo di viverla e, soprattutto, di esprimerla.

Anche il rapporto fra genitori e scuola è diventato inevitabilmente digitale e le comunicazioni arrivano per la maggior parte via e-mail.

Proprio in questi giorni abbiamo capito che, nonostante il filtro dei computer, il legame fra il Sociale e le famiglie non si è indebolito, anzi per certi versi si è persino rafforzato.

Presidi e docenti hanno ricevuto tante lettere digitali con suggerimenti e osservazioni costruttive di cui fanno tesoro, ma soprattutto con tanti messaggi di vicinanza e supporto. “Se ci pensiamo bene, da tutte le circostanze difficili possiamo imparare, crescere e reinventarci” ha scritto un genitore, esprimendo un pensiero comune a molte famiglie.

Per il Sociale queste mail arrivate durante la quarantena sono una delle testimonianze più preziose del percorso che stiamo affrontando insieme, pur tra mille difficoltà e situazioni inedite.

Sono messaggi che raccontano come le classi non si siano sfaldate nonostante la distanza: “Avete davvero saputo ricostruire il gruppo classe e ho visto mio figlio molto coinvolto e capace di interagire con voi e i suoi compagni in modo così naturale, da quasi non sentire la presenza del mezzo digitale”, spiega un genitore della scuola primaria, che è diventato anche “alunno virtuale” per qualche lezione.

I ragazzi più grandi hanno dimostrato la loro maturità fin dai primi giorni di marzo, senza perdere la voglia di imparare. “Le volevo confermare che questa settimana è stata un buon inizio di scuola on line, i ragazzi si sono organizzati ed i professori sono stati efficaci nel stimolarli e nell’interagire con loro, soprattutto quando hanno organizzato lezioni on line. Tutta la III liceo classico vuole ringraziare Lei e tutto il corpo docente per l’impegno nel far fronte a questa inaspettata e angosciante situazione”.

In tanti hanno condiviso i loro dubbi e le loro paure per il futuro, ma anche la loro speranza per una futura ripresa: “…è la desuetudine a essere presenti, ad essere responsabili e a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano, ma a prenderle. Andate avanti per la strada tracciata, con passo lento ma sicuro, sono con Voi”.

E diverse famiglie ci raccontano il difficile adattamento ai nuovi metodi della didattica: “Ringrazio attraverso Lei tutta la comunità educante per l’impegno e la creatività dimostrata in questi tempi “alieni” e per l’affetto e la vicinanza ai bambini che arriva anche attraverso lo strumento asettico delle registrazioni audio”.

Anche la comunità delle famiglie ha continuato ad essere unita ed attenta. “Mi fa piacere dirLe che unanimemente i genitori sono molto contenti del lavoro che state svolgendo e mi pregano di ringraziare, salutare, fare mille complimenti a tutti i professori! Io stessa mi associo a questo positivo giudizio. Avete tempestivamente e con entusiasmo affrontato questa nuova realtà che non ha precedenti. I ragazzi mi
sembrano tranquilli e sereni”, spiega un genitore di un alunno del liceo scientifico sportivo.

La strada per tornare in classe è ancora lunga, ma queste manifestazioni di sostegno ci fanno guardare il futuro con spirito più positivo, insieme.

Accorciamo le distanze… dalla scuola dell’Infanzia

19 Aprile 2020

In questi giorni che ci vedono costretti a mantenere le distanze fisiche gli uni dagli altri, noi della Scuola dell’Infanzia “Il giardino dei Colibrì” abbiamo voluto accorciare questo distacco e abbiamo continuato a rimanere vicini ai nostri bambini.

Ci siamo messi in contatto con voi, ci siamo scritti, ci siamo filmati, ci siamo scambiati giochi, audio e lavoretti, abbiamo condiviso insieme ai compagni e alle vostre famiglie il piacere di fare, di ascoltare e di vivere alcuni momenti di spensieratezza.

Grazie per aver partecipato, per aver trovato un po’ di tempo da dedicare, per esservi prestati a giocare in un modo un po’ diverso e un po’ speciale, per aver trasformato le vostre case in parchi gioco, per aver costruito una casa con i teli, per aver creato un percorso tra i divani, per aver dipinto arcobaleni…. Questo ha significato mantenere un’attenzione privilegiata sui bambini e ha permesso di confermare la nostra presenza e il nostro sguardo costante su di loro.

Continuiamo così un percorso, che conduciamo insieme, perché crediamo fermamente che ci sia il bisogno di rimanere vicini, di condividere, di tenere le relazioni e di rafforzare i legami con i nostri piccoli alunni, con un obiettivo comune quello di farli crescere in serenità e armonia anche in questo strano periodo.

Eccovi quindi alcuni esempi di quanto è stato fatto dai bambini:

In ricordo di Giorgio Campanini

17 Aprile 2020

L’arch. Giorgio Campanini con il figlio Paolo, ex-alunno

Abbiamo ricevuto notizia del ritorno alla casa del Padre dell’Arch. Giorgio Campanini, avvenuto a Torino il giorno 23 marzo 2020.

L’arch Giorgio Campanini è stato il progettista della piscina e del suo impianto nel nostro Centro Sportivo Sociale a fine anni Settanta,  in quanto come professionista si era specializzato nell’edilizia sportiva e natatoria in particolare, dopo aver realizzato opere anche in ambito residenziale, alberghiero, di restauro e di design.

La triste notizia ci è stata comunicata dal figlio Paolo, ex allievo, che ha frequentato il Sociale dall’anno precedente al trasferimento della sede da via Asinari a C.so Siracusa fino al 1982, anno del conseguimento della maturità scientifica.

“Ricordo con quanto spirito di servizio – ci scrive Paolo ricordando il padre – aveva dedicato tutto sè stesso alla progettazione dell’impianto natatorio del Sociale e con quanta pudica fierezza per tutta la vita conservava in sè l’onore di aver potuto contribuire alla crescita dell’Istituto dei Padri Gesuiti, verso la cui congregazione ha sempre portato profonda riverenza. Mio padre ha dedicato molto della sua specializzazione anche verso impianti natatori ad uso della riabilitazione post traumatico e legata a problematiche neurologiche  , pubblicando due libri a questo preciso riguardo. Al di fuori della professione di architetto, dal 2008 è stato ideatore e responsabile della rassegna di concerti di musica da camera “I fiori della Musica”, inizialmente unica rassegna in Italia per concerti per duo pianistico a due pianoforti, che aveva ultimamente luogo presso la sala dei concerti della Biblioteca Musicale “A. Della Corte ” a Torino.  In qualità di flglio, anch’io architetto e suo collaboratore, desidero ringraziare i Padri Gesuiti per avere arricchito spiritualmente e umanamente mio padre non solo nel periodo in riferimento all’impianto natatorio, ma per tutto il resto della sua vita”.

Ricorderemo l’arch. Campanini in occasione della S. Messa di domenica 19 aprile alle ore 11, trasmessa in diretta streaming.

BUONA PASQUA

11 Aprile 2020

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