Per chi suona la campanella 1

3 Maggio 2020

Da qualche settimana la campanella scolastica non suona più come prima, ma non si è certo spenta. Possiamo dire che si è presa una pausa lasciando spazio alle notifiche di Google Calendar che scandiscono le giornate scolastiche “a distanza”.

Tuttavia ciò che di profondo unisce i nostri studenti, gli insegnanti, i Padri e tutti coloro che ruotano attorno alla nostra scuola, rimane e resiste. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere in questo spazio alcuni “articoli” scritti dai nostri studenti della scuola secondaria di primo grado che danno la loro visione di questo periodo scolastico così particolare e unico.

Iniziamo con le impressioni di Giorgia e Eloisa.

In questi ultimi mesi la nostra vita è cambiata e con essa anche la scuola. Sicuramente non ci saremmo mai aspettati un cambiamento simile nel modo di apprendere, ritrovandoci da un giorno all’altro a fare lezione e vedere i nostri compagni attraverso uno schermo.
Il dispiacere più grande, per tutti noi studenti, è quello di non potere più vedere i nostri compagni e professori di persona perché in questo modo si perde un po’ il rapporto confidenziale che si aveva prima, anche se grazie alle tecnologie di oggi riusciamo a tenerci in contatto con entrambi. Infatti, un aspetto che fa riflettere molto è che se questa pandemia fosse comparsa qualche decennio fa non avremmo avuto l’opportunità di rimanere così vicini virtualmente.
Tuttavia ancora adesso ci sono alcune problematiche con la tecnologia, come per chi non riesce ad avere una connessione stabile e rischia così di perdere delle lezioni.
Per quanto riguarda la didattica a distanza molti ragazzi trovano faticoso seguire le lezioni senza distrarsi, dato che, non trovandosi in classe, e si sentono erroneamente più liberi perché meno controllati.

Uno degli aspetti secondo noi positivi, è che le valutazioni sono state sostituite da dei giudizi, grazie ai quali noi studenti non ci concentriamo più sul voto ma su come è stata l’esposizione e su come potremo migliorarla.
Un altro aspetto positivo è che sono state ridotte le ore di lezione per non farci stare troppe ore di fronte a uno schermo e per lasciare spazio alle verifiche e interrogazioni di pomeriggio.

Infine, come ci stiamo rendendo conto anche noi ragazzi, questo è un periodo molto particolare, di cui tra anni probabilmente si parlerà nei libri di storia come un evento rivoluzionario; in più questo stesso momento ci sta rendendo tutti più responsabili e maturi, dato che dobbiamo imparare a imporci delle regole da soli senza che siano altri a dettarcele.
La cosa più importante di questo periodo è, comunque, continuare a impegnarsi come si faceva prima, senza farsi abbattere dalla situazione complicata che stiamo vivendo, per uscirne, una volta terminata, più forti e uniti.

Giorgia Ferrara – Eloisa Finocchiaro

Classe Terza

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