Storie per crescere: quando la lettura scalda il cuore

29 Maggio 2020

Sappiamo quanto l’incontro con i bambini ci renda consapevoli di come le piccole persone siano  portatrici  di riflessioni  molto semplici e, allo stesso tempo,  molto profonde. Sappiamo anche, e forse in questa distanza lo abbiamo sperimentato spesso, che non è sempre immediato raccontare all’altro quello che ci passa nella testa, nel cuore o più giù, nella pancia (le ultime ricerche in campo neuroscientifico parlano di C-cell, neuroni vedetta collocati in più punti del corpo, come nello stomaco, nei polmoni e nell’epidermide*). Sappiamo anche che in questi mesi è stato chiesto a maestri e professori di trasformare la didattica, prima in didattica a distanza e poi in didattica di vicinanza, come suggerisce Lucangeli, in cui fosse chiaro che il quid che tiene insieme docenti e alunni è la relazione e la dimensione di significato in essa offerta, prima ancora di qualsiasi altra cosa.

Per questo, come già facevamo nei mesi in presenza, abbiamo iniziato a proporre la lettura di albi illustrati, come un modo per sollecitare la riflessione nei bambini o aiutarli a dare parola a qualcosa che altrimenti rimane lì, incastrato da qualche parte, come un sassolino (a volte non tanto “ino”) nella scarpa.

Abbiamo proposto in particolare due storie, “Le cose che passano” di B. Alemagna (tra i tre finalisti del premio Andersen 2020) e “Un’ enorme sacca di preoccupazioni” di V. Ironside (testo più noto al pubblico anglofono, non disponibile al momento in italiano).

Senza svelare niente delle storie, anche se i loro titoli sono abbastanza evocativi/esplicativi, possiamo dire che sono stati scelti perchè il lettore attraverso i disegni, eseguiti con particolare cura, e le parole (poche) può entrare in una dimensione di consapevolezza di sé e di condivisione con l’altro.

Al di là della resa virtuale della storia (o della voce della maestra, abituata al dialogo in presenza con i bambini e molto poco a quello con un dispositivo), le storie vogliono essere come una goccia di bellezza, un momento di sosta per poi ricominciare. Sono storie per crescere e sono un’occasione per tutti, non solo per i piccoli; perchè, soprattutto ora, abbiamo tutti bisogno di sapere che “ci sono preoccupazioni che possono essere soffiate via con un bacio”, che “ci sono cose che passano e cose che restano”.

Marianna Musi

 

* per la ricerca neuroscientifica citata si può fare riferimento a: Löken, L. S., Wessberg, J., Morrison, I., McGlone, F., & Olausson, H. (2009). Coding of pleasant touch by unmyelinated afferents in humans. Nature Neuroscience, 12, 547

 

Riferimenti bibliografici

“Le cose che passano”, di Beatrice Alemagna (2019), ediz. Topipittori

“A huge bag of worries”, di Virginia Ironside (1996), ediz. Hodder and Stoughton

 

LINK AI VIDEO

Le cose che passano (B. Alemagna)

https://youtu.be/Yk7uE4ARrb8

 

Una enorme sacca di preoccupazioni (V. Ironside, “A huge bag of worries”).

https://youtu.be/eLwBpAYCsaM

 

Le pulcette in giardino

https://www.youtube.com/watch?v=q1JCG2TXdWE&list=PLzvd0TJBdKmD7-Yps8IYfLq4CnmY9s51x&index=5&t=0s

 

Liberamente tradotto da: Bugs in the Garden, B. Alemagna, Phaidon Editore. 

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