Che vita da… scatole!

26 Giugno 2020

Se dicessi che tutto è iniziato da una scatola, sembrerebbe una banalità, eppure proprio da una scatola riempita di fotografie ed oggetti personali sono scaturite le riflessioni dei miei alunni. Attraverso un percorso di scrittura creativa, è nato così questo racconto di fantasia, allegro e fresco, dove non mancano però considerazioni molto personali in cui i nostri piccoli autori evidenziano i loro progetti e raccontano desideri e ambizioni.

La produzione e la realizzazione di questo elaborato si è potuta concretizzare grazie ad un laboratorio che ha permesso ai bambini di sperimentare, attraverso attività di scrittura creativa, esercizi e giochi di parole mirati a stimolare la fantasia e l’estro; al contempo è stato loro insegnato come le parole possano diventare uno strumento efficace per mettersi in gioco e trasferire sul foglio emozioni, stati d’animo ed esperienze. La parte più divertente è stata quella di decorare le scatole e riempirle di oggetti e fotografie che, per mezzo di una lettura autobiografica, potessero descrivere i momenti più significativi del loro vissuto. 

Queste attività sono state propedeutiche alla seconda parte del laboratorio: infatti a metà del percorso è stato chiesto alla classe di mettere insieme le loro storie e tutto ciò che avevano elaborato di personale. A questo punto era necessario cercare un “collante” che unisse i racconti per raggiungere un obiettivo comune: la realizzazione di un vero libro di classe. Insieme abbiamo percorso tutte le fasi necessarie per comprendere il valore, il lavoro, la fatica e, soprattutto, l’attesa che c’è dietro la realizzazione di un volume, ma con un po’ di tensione in più, perché si trattava del “nostro volume”, a cui è affidato il ricordo di un’esperienza unica e meravigliosa.

M. Annalisa Fassone

Ultimo giorno di scuola alla SSPG

17 Giugno 2020

Il 10 giugno anche per i ragazzi della scuola Secondaria di primo grado è arrivato l’ultimo giorno di scuola, uno di quei giorni in cui la parola “relazione” ha da sempre la meglio sulla parola “didattica”. Proprio della scuola come luogo, innanzitutto di relazioni e di incontri, si è discusso tanto in questi ultimi mesi, quasi che all’improvviso tutti si fossero accorti che la classe è un posto dove ci si costruisce come persone ancora prima che come studenti. Quest’anno parlare della scuola come luogo può far sorridere, abituati ormai a vivere le giornate scolastiche nelle camere delle nostre case, davanti ad una telecamera, lontani dal contatto diretto con compagni e professori.  Eppure in un giorno come quello in cui si celebra la fine dell’anno scolastico, ci si accorge che la scuola è sempre un luogo in cui si è presenti come persone a tutto tondo, anche quando si è distanti e la parola virtuale sembra avere la meglio sulla parola reale. Sono proprio i ragazzi che lo insegnano a noi adulti, in quello scambio di ruoli e di generazioni che ben conosce chi ha frequentato l’ambiente scolastico come alunno e come insegnante. Condizionati dagli interminabili dibattiti e dalle notizie preoccupanti, e non sempre chiare, di giornali e tv, noi docenti siamo arrivati alla fine di quest’anno con un po’ di malinconia e di tristezza, legate soprattutto al fatto di non poter vivere quest’ultimo giorno “in presenza”. Poi si è aperto il primo collegamento e le sensazioni negative si sono fatte da parte per lasciare spazio alla vita vera, come ci hanno ricordato i nostri ragazzi con i loro sogni, la loro voglia di vacanza, i loro piedi saldamente nel presente e i loro occhi che già brillano nel futuro. Tutto questo è diventato ancora più chiaro quando uno studente, uno di quelli da cui non te lo aspetteresti mai, ha preso la parola, durante l’ultimo Meet, per dire che lui, come da sua tradizione (chissà che significato avrà poi la parola tradizione per un ragazzo di dodici anni), alla fine delle lezioni avrebbe dovuto salutare e abbracciare tutti e che, non potendolo fare direttamente, sarebbe uscito sul balcone e avrebbe urlato il suo saluto al mondo ovvero ai suoi compagni, ai suoi professori, ai suoi amici. Come sempre in classe, perché sì, tutti in quel momento si sono sentiti improvvisamente in classe, c’è stato chi ha accolto con entusiasmo la proposta, chi è rimasto piuttosto freddo, chi ha scosso la testa con sano razionalismo, chi, come il professore, si è preoccupato di accertarsi che tutti gli studenti avessero un balcone, che fosse sicuro e che i vicini non fossero troppo nervosi. Così quell’abbraccio corale lanciato nell’aria, come la Notte di Ungaretti, all’improvviso ha disperso le lontananze, e ci ha fatto sentire tutti più vicini in un grande arrivederci a settembre.

L’anno finirebbe qui, se non restasse ancora la “Notte prima degli esami” anche per i nostri studenti del terzo anno, arrivati alla fine del cosiddetto primo Ciclo d’istruzione. Non è ancora la maturità certo, ma è pur sempre “il primo vero esame” del cammino scolastico dei nostri ragazzi, l’ultima tappa dell’infanzia prima che quest’ultima ceda il passo all’adolescenza che bussa ormai prepotentemente alla porta dell’esistenza. Chissà come si stanno preparando, chissà che cosa penseranno prima di accendere la telecamera e iniziare a parlare, chissà … ogni anno noi professori viviamo con loro questa parte della vita, ma, forse, è solo un modo di rivivere le stesse emozioni, le stesse paure, gli stessi sogni, di trenta o quaranta anni fa, perché in fondo la scuola, a distanza o in presenza, è proprio quel ricordo che ci fa sentire una comunità e ci unisce per sempre.

I docenti della scuola Secondaria di primo grado

Pubblicazioni esiti scrutini fine anno

17 Giugno 2020

Si comunica che in data 18 giugno 2020 verranno pubblicati, esclusivamente sul registro elettronico, PER SOLI 15 GIORNI, i risultati degli scrutini di fine anno scolastico della scuola PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO, ai sensi della circolare 9168 del 9 giugno 2020, del Ministero dell’Istruzione, dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, per ulteriori precisazioni e chiarimenti sull’applicazione dell’O.M. n. 11 del 16 maggio 2020 concernente la “valutazione finale degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti” (la circolare è disponibile sul sito del MIUR al seguente indirizzo: https://www.miur.gov.it/documents/20182/2432359/Circolare+n.+9168+del+9+giugno+2020.pdf/a66e6257-7854-a25a-a293-a803e0f7de3d?version=1.0&t=1591776473276).

In particolare, ai sensi di tale normativa, “gli esiti degli scrutini delle classi intermedie delle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado possono essere pubblicati solamente sul registro elettronico. Gli esiti degli scrutini con la l’indicazione per ciascun studente “ammesso” e “non ammesso” alla classe successiva, sono pubblicati, per ogni classe, nell’area bacheca riservata del registro elettronico, cui possono accedere solamente gli studenti della classe di riferimento.” Diversamente, i voti in decimi, compresi quelli inferiori a sei decimi, riferiti alle singole discipline, sono riportati, oltre che nel documento di valutazione, anche nell’area riservata del registro elettronico a cui può accedere il singolo studente mediante le proprie credenziali personali.

Gli esiti sono visibili per soli 15 giorni per i soggetti abilitati.

I PIA per disciplina attivati sono visibili così come si visionano le programmazioni e il programma svolto, ovvero dal menu “Lezioni – Argomenti svolti a lezione” > icona “Programmi” in alto a destra.

Si richiamano TUTTI al rispetto delle indicazioni in materia di PRIVACY, come precisato in ogni tabellone pubblicato. Si informino infatti i soggetti abilitati all’accesso che i dati personali ivi consultabili non possono essere IN ALCUN MODO E FORMA oggetto di comunicazione o diffusione (ad esempio mediante la loro pubblicazione anche su blog o su social network).

Primaria. Ultimo giorno di scuola, pensieri lunghi un anno.

16 Giugno 2020

“Hai lasciato la riunione”…

È il 10 giugno e sono le 10,30. Tutto si riduce così. O no?

Era il 21 febbraio. La campanella suonava. A breve ci sarebbero state le vacanze di Carnevale. Eravamo tutti contenti e le note di “Ringo Star” dei Pinguini Tattici Nucleari aleggiavano in classe, memore del Festival di Sanremo appena concluso. Fuori pioveva e Maestra Gabriella e Maestro Marco si improvvisavano ballerini per supplire all’impossibilità di uscire fuori.  Poi il Covid19, l’annuncio dei giorni a casa, un iniziale prolungamento. Poi un altro ancora. E ancora.
Il resto è Storia. Lockdown, DAD, live, meet e una rete di piattaforme e connessioni.

C’erano loro: ventitrè bambini che sono diventati più grandi, tra un mouse e l’altro, i loro 46 occhi pieni di tutto,  le loro famiglie  e, poi,  noi due. Un ragazzo, Maestro Marco, e una ‘non più ragazza’, Maestra Gabriella. Insegnante di sostegno, maestra tutor, insegnanti, educatori, collaboratori. Le parole non sempre ci ‘trovano’, a volte sono pure definizioni sulla carta, esprimono ma non mettono a fuoco. Condividere la scrivania non è semplice, condivere l’educazione ancor meno. Farlo a distanza, un ostacolo maggiore. E, invece, a remare in venti favorevoli o contrari siamo sempre stati in due. Abbiamo unito le passioni, le forze,scambiato i pensieri e discusso degli stessi. In profondità e in leggerezza. Questa coesione nella gioia, nelle lacrime, nella complicità di intenti e nella severità al punto giusto ci ha accompagnati e ha attraversato l’etere e la polvere sugli schermi. Nessuna fine della scuola è degna di chiamarsi così se non suona la campanella. Su questa convinzione Maestro Marco, riproponendola in live,  ha fatto vibrare vetri e timpani. E, forse, se non sono volati i libri al soffitto, sono volati tanti sorrisi. Compresi i nostri. E allora sì, si è respirato un profumo di normalità.E, adesso, possiamo dire di esserne ‘quasi’ certi: è andato tutto bene. È  il 10 giugno e la riunione è appena terminata; la voglia di appassionare, invece, no. È  pronta a ripartire.

Au revoir les enfants!

Gabriella e Marco – I vostri Ringo Star

 

10 giugno 2020: la Primaria lascia la riunione e pensa al futuro. Con il sorriso

16 Giugno 2020

Quest’anno non è suonata la campanella ma qualcuno l’ha messa in differita. E, tutto, è sembrato più vero e più reale.

Ogni fine della scuola profuma di tigli e di liberazione, da un lato, ma anche di abbracci e di qualche lacrima dall’altro. Nel giugno 2020 la sorte ci ha negato il saluto dal vivo e ce l’ha restituito filtrato.Nonostante ciò nessun pietismo e nessuna eccessiva tristezza si è impadronita di noi. Abbiamo sentito sulla nostra pelle il peso della ‘non relazione’  ma abbiamo  anche imparato  a rielabore la mancanza di questa e a fare di necessità virtù. Abbiamo colto le sfumature delle voci, a volte robotiche, ma pur sempre aderenti a ogni singola personalità e sensibilità. Le abbiamo accarezzate metaforicamente tra una lezione e l’altra e le abbiamo viste,  a conclusione di questo cammino, più forti e autonome.

Più di tutto, abbiamo colto la fiducia nel nostro oggi e  la speranza per il futuro che verrà. Un futuro su cui tutta la nostra comunità sta lavorando per far sì che unione e sicurezza viaggino in un sol battito. In ogni classe gli ‘arrivederci’ sono stati differenti e ugualmente calorosi, tra le apprezzatissime incursioni dei maestri specialisti e le parole dei tutor. Ve ne raccontiamo alcuni…..

Nelle prime si sono salutati teatralmente, chi indossando già una mise da spiaggia e chi raccontandosi con fare attoriale. Entrambe le maestre di classe, Simona e Nadia,  hanno realizzato un video che ha ripercorso il loro primo viaggio insieme, commentandolo in diretta con i  piccoli.

Un’incursione nel video della 1°B, formato Pixar, la potete fare voi da casa: 

Per la 1°A , vi accompagnerà la voce della maestra con una fabula speciale:

 La 4° B, con Maestra Irene al timone,  ha scelto la libera parola: chiacchiere fra amici, condivisioni di desideri e di emozioni; come contorno, un cortometraggio di saluto: https://biteable.com/watch/my-fabulous-video-2609557  e un e-book con i loro pensieri e le loro filastrocche lunghe un anno: https://read.bookcreator.com/yqydi1e5WQPH7Y0jdXUPeRoDlba2/7G1mb546TlGAetZfwk4rrQ

Le parole della maestra Federica, tutor della classe 4°A,  ci illustrano invece un saluto ancor più speciale; “Essendo una supplente annuale, ho preparato per loro un e-book creato per salutare ognuno personalmente dedicando una breve frase ad ogni alunno. Hanno gradito molto come tutte le personalità fossero state comprese ed apprezzate e… non nego che la commozione sia stata forte!”

Emozioni, lacrime  e sguardi proiettati verso il futuro per le quinte, mentre un po’ di spensieratezza tra la fabula e il ballo aleggiava tra le seconde e le terze.

E, proprio, in terza un maestro burlone ha messo la campanella, Deus ex machina che ha cancellato ogni malinconia e restituito dei GRANDI sorrisi.

Ci vediamo a settembre. Dal vivo, questa volta!

Maestra Gabriella e lo staff della Primaria.

Consiglieri comunali per un giorno

10 Giugno 2020

GLI STUDENTI DEL SOCIALE DIVENTANO CONSIGLIERI COMUNALI E “PARLERANNO” CON LA SINDACA APPENDINO DELLA SCUOLA

Consiglieri comunali per un giorno, alle prese con proposte per le scuole e per la riapertura dei locali di Torino: così gli studenti del Sociale hanno concluso il laboratorio Officina apprendisti. Ma ci sarà ancora un “esame finale”: presentare una video proposta concreta per la riorganizzazione delle attività didattiche alla sindaca Chiara Appendino.

Il percorso è iniziato nel mese di  febbraio 2020 e si è articolato in due incontri in presenza e uno on line: hanno partecipato 18 ragazze/i delle classi del 2°, 3° e 4° anno dei Licei e uno del 1° anno, coordinati dai promotori dell’Arcidiocesi di Torino e dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, sr. Valentina Melis, Nicola Bizzarro, Alessandro Svaluto Ferro. Lo scopo degli incontri è stato riflettere sul senso della politica, dell’informazione e ragionare su realtà e quotidianità da cittadini responsabili e consapevoli. I ragazzi sono stati seguiti dai prof. Ivan Agresta SJ e Antonello Famà.

Così l’appuntamento di mercoledì 27 maggio ha coinvolto i ragazzi nella simulazione di un consiglio comunale via internet, in un gioco di ruolo per sperimentare il funzionamento delle amministrazioni locali.
Divisi in gruppi gli studenti hanno dovuto elaborare delle proposte ragionate su due tematiche decisamente attuali (e complesse): la riorganizzazione dell’attività didattica al tempo del Coronavirus e le nuove regole per l’aggregazione sociale durante la Fase 2.

Alla fine di una piccola corsa contro il tempo (hanno avuto solo 20 minuti per parlare fra di loro), ogni “schieramento” ha fatto le sue proposte all’intera assemblea.
Da un lato c’era chi caldeggiava l’implemento della didattica a distanza (con la creazione di un fondo per le famiglie per l’acquisto di supporti tecnologici e corsi per i docenti sugli strumenti on line) e un rientro a settembre con classi alternate. 
Dall’altro gli alunni volevano orari flessibili di entrata, maggiori controlli nei momenti con più affluenza di persone e un accordo fra scuole e aziende del territorio per la fornitura gratuita di gel igienizzante e materiale sanitario.
Dopo un breve dibattito, la votazione: è passata la prima proposta.

Meno combattuta la decisione sul secondo argomento. Un gruppo di ragazzi ha proposto unicamente di inasprire le sanzioni, mentre l’altro ha presentato un progetto più articolato che ha convinto la maggioranza dei partecipanti. L’idea è aiutare economicamente i locali ad attrezzarsi di tavoli esterni e dehors per evitare calche all’interno e vietare il consumo di alcolici fuori dagli spazi di bar e pub. I torinesi verrebbero responsabilizzati anche con una campagna ad hoc in vari spazi pubblici.

Oltre al “gioco” politico, il consiglio simulato ha fatto capire ai ragazzi la complessità degli scenari e delle risposte che gli amministratori devono dare ai cittadini. Molti di loro portano a casa la consapevolezza che ascolto, integrazione delle proposte altrui e dialogo sono gli elementi necessari a raggiungere il risultato migliore pe la collettività.

Ma il percorso non finisce qui. Agli studenti adesso spetta un compito forse ancora più difficile: rielaborare quanto emerso dal percorso fatto e stendere una proposta unica per le scuole torinesi, che serva ad aiutarle nella riorganizzazione delle attività e nella riapertura.
Lo faranno con un video, che verrà inviato nei prossimi giorni alla prima cittadina di Torino.
E chissà quale sarà la sua risposta!

O.C.


NB: le foto in presenza sono chiaramente riferite all’incontro avvenuto prima del lockdown per l’emergenza Covid-19

La scuola ai tempi di Carlo Magno

7 Giugno 2020

Gli studenti della classe Prima del Liceo Scientifico hanno partecipato a un progetto multidisciplinare che ha coinvolto italiano, storia, matematica, latino e inglese.

Il lavoro è partito da una raccolta di problemi e “giochi” matematici che il filosofo Alcuino di York scrisse per la Schola Palatina di Carlo Magno.

I ragazzi hanno tradotto alcuni dei problemi, li hanno risolti ed hanno riflettuto sulle differenze tra le strategie risolutive attuali e quelle originali. hanno inoltre approfondito  l’argomento attraverso documenti in italiano ed inglese.

Una parte del lavoro ha infine previsto la realizzazione di un’intervista impossibile ad Alcuino, imitando le “interviste impossibili” rese note da Calvino e Eco. Gli studenti e le studentesse hanno dimostrato impegno e originalità, e anche una buona capacità critica e storica: tutti i testi meriterebbero uno spazio per poter essere letti.  Ecco, ad esempio,  l’incipit di una delle interviste:

Sono davvero emozionata; il prossimo ospite della mia trasmissione televisiva “Le interviste impossibili di Francesca” sarà, addirittura Alcuino di York!
È la prima volta che mi capita di avere di fronte uno dei più grandi uomini di cultura dell’Alto Medioevo, un periodo storico davvero difficile per i pochi studiosi dell’epoca.
Entra nello studio con passo lento ma allo stesso tempo sicuro; lo osservo con attenzione: indossa una tunica bianca e una cocolla grigia, una grande cappa chiusa che gli copre tutto il corpo, senza maniche, ma con un grande cappuccio che gli scende sulle spalle; ai piedi calze e scarpe: il classico abito dell’ordine dei Benedettini.
È un uomo piuttosto anziano per la sua epoca, ormai oltre la sessantina, ma ha ancora lo sguardo curioso di un ragazzino; i suoi occhi esaminano con cura lo studio televisivo, il suo arredamento, le telecamere, i microfoni e, soprattutto, il grande monitor alle nostre spalle che sta trasmettendo una puntata di Rai Storia, curata da Alessandro Barbero su Carlo Magno.
Sorride e, prima ancora, che io possa parlare, dice nel latino della sua epoca indicando il monitor: “Magari avessi potuto usare strumenti del genere per il mio progetto!” (In questo testo ho “tradotto” tutto quello che mi ha detto in italiano!).

Al termine del lavoro i ragazzi hanno risposto ad un questionario che li ha aiutati a riflettere su quanto svolto. Qui di seguito presentiamo alcuni dei loro commenti:

Cosa ti ha colpito?

 – la vita di Alcuino e il contributo che ha dato alla riforma della scuola, che è stata sicuramente una svolta importante per arrivare fino alla scuola che conosciamo noi oggi.

 – il latino viene utilizzato fin nel Medioevo come lingua della cultura – la lingua latina non veniva utilizzata solo per trattare materie umanistiche (la storia, la religione, …) ma anche temi scientifici.

– matematica: sia il metodo con cui la matematica viene spiegata a chi la studia sia il metodo con cui vengono risolti i problemi si sono trasformati nel tempo e, probabilmente, cambieranno ancora in futuro.

 – mi ha colpito il fatto che la scuola come la conosciamo noi oggi è frutto di una trasformazione nel tempo e che non è stata sempre così. Anche il metodo di insegnamento e le materie trattate si sono evolute nel tempo, oltre al fatto che la scuola era un privilegio per pochi

Cosa pensi di avere imparato?

 – ho scoperto che sono in grado di inventare una intervista a un personaggio del passato dopo averne studiato la vita, le opere ed in contesto storico. Per rendere “attuale” l’intervista, però, ho dovuto approfondire anche le caratteristiche personali del personaggio, così da renderlo verosimile, e questo è un aspetto che forse quando si studia viene più trascurato (non mi è capitato spesso di approfondire la personalità dei personaggi del passato).

 – che ci sono più modi per risolvere un problema
 – penso di aver ampliato la conoscenza della matematica nel corso del tempo e di aver utilizzato la matematica anche per lo studio di altre materie (latino, inglese, italiano)
Come ti sei trovato, nello svolgimento di un compito così inusuale?
 – Non è stato facile mettere insieme argomenti così diversi, ma è stato interessante conoscere cose nuove
 – All’inizio ero un po’ “spaesato” ma piano piano mi sono appassionato e interessato al lavoro

Cosa ti rimane dopo questo progetto?

 – la cosa che mi è piaciuta di più è il fatto di avere studiato un personaggio sotto più punti di vista, che vanno a coprire diverse materie che facciamo a scuola. Insomma in questo caso ho veramente capito cosa voglia dire “progetto interdisciplinare”. Le materie che studio a scuola, anche quelle che possono sembrare così distanti, come il latino e la matematica, sono invece degli “strumenti” che, solo se usati insieme, mi possono permettere di comprendere un argomento veramente a fondo

 – dopo questo progetto mi rimane la capacità di mettere insieme argomenti di materie diverse.

 – con questo progetto credo di avere migliorato il mio metodo di studio. Infatti, devo abituarmi ad adottare lo stesso metodo utilizzato durante il progetto, ossia cercare i punti di contatto tra tutte le varie materie su diversi argomenti per averne una comprensione a 360°.

  – con questo progetto ho imparato ad appassionarmi di più  alla storia del passato. Se si ha un argomento a cui non si darebbe tanto peso, può diventare divertente e appassionante.

Per rendere ancora più “vivo” il personaggio, alcuni studenti hanno collaborato alla realizzazione di brevi video, nei quali hanno dato voce a parti delle loro interviste.

Caterina Cigna

S. Messa di fine anno scolastico

3 Giugno 2020

Carissimi,

siamo ormai giunti alla fine di questo anno scolastico, molto difficile per tutti.

E’ tradizione del Sociale concluderlo con una Messa di ringraziamento per l’anno trascorso e di saluto per l’anno successivo. Non potendola celebrare in presenza abbiamo pensato di riprendere la bella consuetudine, che ci accompagnato durante i mesi di lockdown, con una Messa presieduta da P. Remondini S.J e concelebrata da tutta la comunità dei Padri nella cappella dell’Istituto:

Lunedì’ 8 giugno alle ore 19.00

L’invito è rivolto ai docenti, al personale non docente, ai genitori, agli alunni e agli amici del Sociale. A rappresentare tutta la grande comunità del Sociale, collegata on line, ci saranno alcune persone in cappella, per garantire le misure di sicurezza.

Tutti coloro che vorranno condividere questo momento di preghiera e di fraternità potranno farlo collegandosi qualche minuto prima delle 19 al link

https://www.youtube.com/channel/UCMzLJyv0t0D-mN-Jk_RJTWA?view_as=subscriber

pubblicato anche su Facebook.

Anche se non fisicamente presenti ci sentiamo tutti uniti nel dire grazie al Signore per questo percorso faticoso ma portato felicemente a termine.

Augurandoci di poterci anche vedere e salutare di persona quando la scuola potrà riaprire, a nome della Direzione vi saluto cordialmente

Prof.ssa Maria Cristina Bianco

 

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