La scuola ai tempi di Carlo Magno

7 Giugno 2020

Gli studenti della classe Prima del Liceo Scientifico hanno partecipato a un progetto multidisciplinare che ha coinvolto italiano, storia, matematica, latino e inglese.

Il lavoro è partito da una raccolta di problemi e “giochi” matematici che il filosofo Alcuino di York scrisse per la Schola Palatina di Carlo Magno.

I ragazzi hanno tradotto alcuni dei problemi, li hanno risolti ed hanno riflettuto sulle differenze tra le strategie risolutive attuali e quelle originali. hanno inoltre approfondito  l’argomento attraverso documenti in italiano ed inglese.

Una parte del lavoro ha infine previsto la realizzazione di un’intervista impossibile ad Alcuino, imitando le “interviste impossibili” rese note da Calvino e Eco. Gli studenti e le studentesse hanno dimostrato impegno e originalità, e anche una buona capacità critica e storica: tutti i testi meriterebbero uno spazio per poter essere letti.  Ecco, ad esempio,  l’incipit di una delle interviste:

Sono davvero emozionata; il prossimo ospite della mia trasmissione televisiva “Le interviste impossibili di Francesca” sarà, addirittura Alcuino di York!
È la prima volta che mi capita di avere di fronte uno dei più grandi uomini di cultura dell’Alto Medioevo, un periodo storico davvero difficile per i pochi studiosi dell’epoca.
Entra nello studio con passo lento ma allo stesso tempo sicuro; lo osservo con attenzione: indossa una tunica bianca e una cocolla grigia, una grande cappa chiusa che gli copre tutto il corpo, senza maniche, ma con un grande cappuccio che gli scende sulle spalle; ai piedi calze e scarpe: il classico abito dell’ordine dei Benedettini.
È un uomo piuttosto anziano per la sua epoca, ormai oltre la sessantina, ma ha ancora lo sguardo curioso di un ragazzino; i suoi occhi esaminano con cura lo studio televisivo, il suo arredamento, le telecamere, i microfoni e, soprattutto, il grande monitor alle nostre spalle che sta trasmettendo una puntata di Rai Storia, curata da Alessandro Barbero su Carlo Magno.
Sorride e, prima ancora, che io possa parlare, dice nel latino della sua epoca indicando il monitor: “Magari avessi potuto usare strumenti del genere per il mio progetto!” (In questo testo ho “tradotto” tutto quello che mi ha detto in italiano!).

Al termine del lavoro i ragazzi hanno risposto ad un questionario che li ha aiutati a riflettere su quanto svolto. Qui di seguito presentiamo alcuni dei loro commenti:

Cosa ti ha colpito?

 – la vita di Alcuino e il contributo che ha dato alla riforma della scuola, che è stata sicuramente una svolta importante per arrivare fino alla scuola che conosciamo noi oggi.

 – il latino viene utilizzato fin nel Medioevo come lingua della cultura – la lingua latina non veniva utilizzata solo per trattare materie umanistiche (la storia, la religione, …) ma anche temi scientifici.

– matematica: sia il metodo con cui la matematica viene spiegata a chi la studia sia il metodo con cui vengono risolti i problemi si sono trasformati nel tempo e, probabilmente, cambieranno ancora in futuro.

 – mi ha colpito il fatto che la scuola come la conosciamo noi oggi è frutto di una trasformazione nel tempo e che non è stata sempre così. Anche il metodo di insegnamento e le materie trattate si sono evolute nel tempo, oltre al fatto che la scuola era un privilegio per pochi

Cosa pensi di avere imparato?

 – ho scoperto che sono in grado di inventare una intervista a un personaggio del passato dopo averne studiato la vita, le opere ed in contesto storico. Per rendere “attuale” l’intervista, però, ho dovuto approfondire anche le caratteristiche personali del personaggio, così da renderlo verosimile, e questo è un aspetto che forse quando si studia viene più trascurato (non mi è capitato spesso di approfondire la personalità dei personaggi del passato).

 – che ci sono più modi per risolvere un problema
 – penso di aver ampliato la conoscenza della matematica nel corso del tempo e di aver utilizzato la matematica anche per lo studio di altre materie (latino, inglese, italiano)
Come ti sei trovato, nello svolgimento di un compito così inusuale?
 – Non è stato facile mettere insieme argomenti così diversi, ma è stato interessante conoscere cose nuove
 – All’inizio ero un po’ “spaesato” ma piano piano mi sono appassionato e interessato al lavoro

Cosa ti rimane dopo questo progetto?

 – la cosa che mi è piaciuta di più è il fatto di avere studiato un personaggio sotto più punti di vista, che vanno a coprire diverse materie che facciamo a scuola. Insomma in questo caso ho veramente capito cosa voglia dire “progetto interdisciplinare”. Le materie che studio a scuola, anche quelle che possono sembrare così distanti, come il latino e la matematica, sono invece degli “strumenti” che, solo se usati insieme, mi possono permettere di comprendere un argomento veramente a fondo

 – dopo questo progetto mi rimane la capacità di mettere insieme argomenti di materie diverse.

 – con questo progetto credo di avere migliorato il mio metodo di studio. Infatti, devo abituarmi ad adottare lo stesso metodo utilizzato durante il progetto, ossia cercare i punti di contatto tra tutte le varie materie su diversi argomenti per averne una comprensione a 360°.

  – con questo progetto ho imparato ad appassionarmi di più  alla storia del passato. Se si ha un argomento a cui non si darebbe tanto peso, può diventare divertente e appassionante.

Per rendere ancora più “vivo” il personaggio, alcuni studenti hanno collaborato alla realizzazione di brevi video, nei quali hanno dato voce a parti delle loro interviste.

Caterina Cigna

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