Beatificazione di Carlo Acutis

30 Settembre 2020

Sabato 10 ottobre, alle ore 16, Carlo Acutis verrà beatificato ad Assisi nella basilica di San Francesco. Carlo Acutis è morto il 12 ottobre 2006 alla giovane età di 15 anni a causa di una leucemia fulminante, mentre frequentava il secondo anno (la quinta ginnasio) del Liceo Classico all’Istituto Leone XIII, la scuola di Milano della nostra rete Gesuiti Educazione.

Una tragedia che infranse tutti i suoi sogni, spezzò una giovane vita e spazzò via repentinamente progetti e prospettive. Tuttavia, “la sua fama di santità è subito esplosa a livello mondiale, in modo misterioso – ha spiegato qualche tempo fa monsignor Ennio Apeciti, responsabile dell’Ufficio delle cause dei santi dell’arcidiocesi di Milano – come se Qualcuno, con la “Q” maiuscola, volesse farlo conoscere e proporlo come modello ai giovani. Attorno alla sua vita è successo qualcosa di grande, di fronte a cui mi inchino”.

L’evento della beatificazione di Carlo Acutis è quindi una occasione di grande gioia e di festa per tutta la nostra rete Gesuiti Educazione. Tra i molti eventi in programma ad Assisi, due saranno i momenti più importanti e significativi: la grande veglia a Santa Maria degli Angeli la sera di venerdì 9 ottobre e la cerimonia solenne della Beatificazione, il giorno successivo, sabato 10 ottobre alle ore 16. I link per seguire l’evento in diretta saranno pubblicati sul sito internet della Fondazione Gesuiti Educazione, sulla sua pagina Facebook e su Twitter.

Vi invitiamo quindi a unirvi e a partecipare a questi momenti a distanza, attraverso i canali di comunicazione e le opportunità che la tecnologia ci offre. Sui canali ufficiali della Fondazione Gesuiti Educazione pubblicheremo, oltre ai link, anche materiali e informazioni su Carlo e sullo svolgersi dei vari eventi e dei diversi momenti, per consentire a tutti non solo di conoscere meglio la figura di Carlo e la sua testimonianza per i giovani di oggi, ma anche per vivere tutti insieme, come rete, questa festa.

Una rappresentanza di genitori, docenti ed ex-alunni del Leone XIII parteciperà di persona ad Assisi e un gruppo di studenti svolgerà l’attività di “cronisti” e “inviati speciali” a servizio della comunicazione per la nostra rete.

Carlo Acutis è, per tutti i giovani di oggi, un punto di riferimento, in quanto incarna la santità nell’ordinario. E’ un santo “vicino”, che ha camminato e vissuto fino a pochi anni fa tra le mura e nelle aule di una delle nostre scuole, stando su quegli stessi banchi su cui siedono i nostri ragazzi ogni giorno.

Carlo era nato a Londra nel 1991, dove i genitori si trovavano per lavoro. Fece la Prima Comunione, con un permesso speciale, a soli sette anni. Sportivo e appassionato di computer, come tanti suoi coetanei e compagni di Liceo al Leone XIII, Carlo era un modello di “santità nella quotidianità”. Papa Francesco, nella sua lettera Christus vivit rivolta a tutti i giovani del mondo, lo ha presentato, insieme ad altre figure (tra cui anche il beato Piergiorgio Frassati, ex-alunno dell’Istituto Sociale di Torino), come modello di santità giovanile. Inoltre, Carlo aveva uno speciale talento per la comunicazione e per il web, tanto da essere proposto come “patrono di internet”, in quanto ha saputo coglierne la positività e dimostrare come questo strumento potente può essere efficacemente utilizzato per il bene e per la crescita delle persone.

Sono molto noti alcuni i suoi “slogan”, quali “Non io ma Dio”, “Tutti nasciamo originali, molti moriamo fotocopie”. “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”.

Padre Roberto Gazzaniga, che a quel tempo era responsabile della pastorale del Leone XIII, ricorda così l’eccezionale normalità di Acutis, che aveva iniziato il liceo classico, nel 2005: «L’essere presente e far sentire l’altro presente è stata una nota che mi ha presto colpito di lui». Allo stesso tempo era «così bravo, così dotato da essere riconosciuto tale da tutti, ma senza suscitare invidie, gelosie, risentimenti. La bontà e l’autenticità della persona di Carlo hanno vinto rispetto ai giochi di rivalsa tendenti ad abbassare il profilo di coloro che sono dotati di spiccate qualità».

Carlo inoltre «non ha mai celato la sua scelta di fede e anche in colloqui e incontri-scontri verbali con i compagni di classe si è posto rispettoso delle posizioni altrui, ma senza rinunciare alla chiarezza di dire e testimoniare i principi ispiratori della sua vita cristiana». Il suo era «il flusso di un’interiorità cristallina e festante che univa l’amore a Dio e alle persone in una scorrevolezza gioiosa e vera. Lo si poteva additare e dire: ecco un giovane e un cristiano felice e autentico».

Per tutti questi motivi, desideriamo far conoscere meglio la figura di Carlo Acutis ai nostri ragazzi, alle famiglie, nelle nostre scuole, nella nostra rete. Come diceva San Paolo VI, l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri. Diamo quindi voce a Carlo e ascoltiamo la sua testimonianza!

APPUNTAMENTI PRINCIPALI DELLA BEATIFICAZIONE

Visibili tramite i link che saranno pubblicati sulla pagina Facebook della Fondazione Gesuiti Educazione e sul nostro sito internet, nonchè su TV2000.

· VENERDÌ 2 OTTOBRE 2020

Ore 21.30 – Evento on line dedicato ai giovani “Beato Te: a scuola di felicità con Carlo Acutis”, a cura della Pastorale giovanile regionale umbra

· VENERDÌ 9 OTTOBRE 2020

Ore 21,30 – Sagrato della Basilica Santa Maria degli Angeli

Veglia di preghiera dedicata ai giovani “La mia autostrada per il cielo” intervengono: monsignor Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano e monsignor Renato Boccardo, Presidente Conferenza Episcopale Umbra

· SABATO 10 OTTOBRE 2020

Ore 16,30 – Basilica superiore di San Francesco

Celebrazione di Beatificazione del venerabile Carlo Acutis.

LINK UTILI

http://www.assisisantuariospogliazione.com/beatificazione-di-carlo-acutis/

http://www.carloacutis.com/it/association

 

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Il primo giorno di scuola visto dai ragazzi

26 Settembre 2020

Iniziamo a riportare le parole di un altro studente che ha così commentato il suo primo giorno di scuola.

Egregi Lettori

Il primo giorno di scuola… Be’ ecco cosa ne penso

Ansia, felicita, euforia, nostalgia e tristezza.

Un giorno tante emozioni, perche? Semplice, ti succederà solo poche volte nella vita, goditele!

E’ bello, molto bello vivere queste emozioni e l’importante è sapere che quest’anno sarà unico, a modo suo speciale, mi spiego meglio: ci sono molte restrizioni ma è molto bello lo stesso e  il meglio di quest’anno sarà come sempre la sfida con i prof!

Alcuni dicono sia l’inizio della fine (siamo in terza media) io la penso cosi: è l’inizio per alcuni e la fine per altri.

Licei, medie, elementari, asilo, infanzia.

Tutti vivranno bei momenti.

Ecco un mio pensiero:

“Ricorda i migliori ricordi e memorizza i peggiori.”

Leonardo Crego

 

Scuola Secondaria di I grado: ritorno tra i banchi

26 Settembre 2020

Dopo tanto parlare, organizzare, misurare distanze e ripensare luoghi d’incontro e di studio, “loro” (o forse bisognerebbe scrivere “l’oro”) si sono ripresi la scuola con le indimenticabili ansie, attese, gioie del primo giorno. Loro sono tutti i ragazzi e le ragazze che hanno ricominciato, lunedì 14 settembre, a frequentare, dopo la lunga pausa estiva, la nostra scuola e che ci hanno riportato la bellezza dello stare insieme. C’erano gli ultimi arrivati, passati dalla scuola Primaria alla Secondaria, e improvvisamente “diventati grandi”, gli studenti di seconda, pronti a dare consigli dall’alto della loro esperienza e i veterani di terza, un po’ distanziati e diventati nel giro di qualche mese veri adolescenti (o quasi) desiderosi di esplorare il mondo da soli.

E poi c’eravamo noi insegnanti e i genitori e tutta una comunità che si è ritrovata ancora una volta a camminare insieme verso un obiettivo comune: formare uomini e donne pronti ad affrontare le sfide del futuro con fiducia e serenità. 

Buon inizio di anno!

I docenti della scuola Secondaria di I grado 

Scuola Secondaria di I grado: ritorno tra i banchi

26 Settembre 2020

Dopo tanto parlare, organizzare, misurare distanze e ripensare luoghi d’incontro e di studio, “loro” (o forse bisognerebbe scrivere “l’oro”) si sono ripresi la scuola con le indimenticabili ansie, attese, gioie del primo giorno. Loro sono tutti i ragazzi e le ragazze che hanno ricominciato, lunedì 14 settembre, a frequentare, dopo la lunga pausa estiva, la nostra scuola e che ci hanno riportato la bellezza dello stare insieme. C’erano gli ultimi arrivati, passati dalla scuola Primaria alla Secondaria, e improvvisamente “diventati grandi”, gli studenti di seconda, pronti a dare consigli dall’alto della loro esperienza e i veterani di terza, un po’ distanziati e diventati nel giro di qualche mese veri adolescenti (o quasi) desiderosi di esplorare il mondo da soli.

E poi c’eravamo noi insegnanti e i genitori e tutta una comunità che si è ritrovata ancora una volta a camminare insieme verso un obiettivo comune: formare uomini e donne pronti ad affrontare le sfide del futuro con fiducia e serenità. 

Buon inizio di anno!

I docenti della scuola Secondaria di I grado 

Il giorno dei nuovi inizi

14 Settembre 2020

“Oggi è stato il giorno dei nuovi inizi, un giorno memorabile. E’ la ripartenza vera del Paese verso il suo futuro. Oggi, arrivando presto a scuola, si vedeva un grande sole spuntare da dietro le colline. Mi piace sperare che sia un segno di un buon auspicio per tutti!”. Queste le parole del nuovo Direttore del Sociale, il prof. Vincenzo Sibillo, che questa mattina ha accolto sulle porte del Sociale gli oltre 700 studenti dell’Istituto che hanno iniziato il nuovo anno scolastico. Anche per lui è il “primo giorno di scuola” da Direttore.

Entrate differenziate per scuola e per classe, come orario e come percorso, per evitare assembramenti, rispettare le distanze, consentire la misurazione della temperatura. Ma queste nuove misure a cui dovremo abituarci, anche se apparentemente un po’ scomode, hanno avuto il grande vantaggio di consentire a ciascuno di “gustare” di più questo primo incontro e questo momento dell’entrata a scuola dopo tanti mesi.

Non c’era fretta, ma tanta serenità. Emozione, gioia, forse anche qualche timore. I Liceali pazienti, in fila, ben distanziati sulle scale attendono la misurazione della temperatura. Ogni tanto qualcuno si avvicina un po’ troppo agli altri, subito si formano dei gruppetti, tanti sorrisi, che si vedono benissimo anche sotto le mascherine… Poi si cerca subito di ristabilire la distanza di sicurezza. È difficile stare lontani quando si ha così tanta voglia di rivedersi.

Tra le molte facce, compare anche un maturato. Nostalgia del Liceo? Un po’, anche se in realtà è venuto per un saluto e per ritirare una lettera di referenza. Il prossimo anno andrà a studiare alla Boston University.

La Secondaria di primo grado (per molti ancora la “scuola Media”) entra sulla sinistra della scuola, si scendono le scale, poi chiamati per nome per misurare la temperatura e infine dritti in classe, seguendo il percorso indicato sul pavimento.

Alla Primaria le Maestre hanno preparato una lunga corda, con tanti fiocchi gialli e blu (i colori del Sociale!). Ogni bambino viene chiamato per nome dalla voce ferma e sicura della Preside e poi corre ad afferrare un fiocco sulla corda. E’ una bellissima immagine. Alla fine siamo tutti collegati, tutti uniti, ma distanziati in sicurezza. Qualche lacrima sgorga sulle guance dei più piccoli.

Ma anche qualche genitore è molto emozionato e nasconde gli occhi lucidi dietro al cellulare scattando foto e girando video.

Le Maestre della Scuola dell’Infanzia

Desideriamo lasciare il racconto di questo primo giorno di scuola alle dichiarazioni dirette che abbiamo raccolto questa mattina nel cortile del Sociale. A loro la parola!

Collegio Docenti della Scuola Primaria

I Docenti della Secondaria di primo grado

 

“Timori per l’inizio non ne avevamo ieri e non ne abbiamo oggi, visto che è stato tutto organizzato” dicono i genitori di Carlo di terza della Scuola Primaria. “Conoscendo il Sociale non siamo mai stati preoccupati preoccupati: speriamo che quest’anno continui così”.

“Ad avere più paura sono i bimbi: oggi è sia un ritorno alla normalità, sia una novità” dice il papà di Clara di terza della Scuola Primaria. “Tutti dobbiamo abituarci alle regole per entrare: già domani sapremo meglio tutti come muoverci”. Per quest’anno la speranza è che sia solo un anno scolastico di passaggio, una parentesi prima di tornare alle vecchie abitudini.

 “Questa giornata per i bimbi significa scoprire: come è la scuola, le novità e i compagni” dice la mamma di Emanuele della quarta Scuola Primaria. “Per fortuna adesso prevalgono la curiosità e la voglia di rivedere tutti gli amici”. “Forse quello che devono recuperare i bimbi che hanno fatto lezione a casa è la relazione con così tanti coetanei e adulti ogni giorno, faccia a faccia. Erano abituati a parlare e relazionarsi con molte meno persone”.

Per molti genitori lo spauracchio è quello della didattica a distanza. “L’abbiamo affrontata quando dovevamo: sapere che a settembre al Sociale sarebbero tornati in classe è stato un sollievo” ricorda la mamma di due studenti, uno alla Primaria e uno in seconda Media. “Il Sociale ha gestito bene le lezioni, ma per le famiglie non era facile organizzarsi ogni giorno”.

Certo, magari non è stato tutto facile. “Oggi è faticoso: dopo tanto tempo a casa, qualcuno non voleva tornare” spiega il papà di Giorgia di terza Media. “Anche per noi genitori è il ritorno a un ritmo diverso e bisognerà adattarsi a tutto, incastrare gli orari e gli spostamenti”. Aspettativa: “Mi aspetto che nel giro di poco tutto diventi più facile e che si riesca a far passare agli studenti un po’di normalità”.

“Il primo giorno di lezioni e la scuola in generale vogliono dire imparare”, spiegano i genitori di Gabriele della quarta elementare. “Per tanti mesi abbiamo spiegato ai nostri figli l’importanza delle mascherine e di fare attenzione. Vivendo queste regole anche a scuola speriamo che diventino sempre più facili da mettere in pratica”. Perché per i bambini è sempre più facile imparare ed è importante che imparino fin da piccoli.

“Mi aspetto di continuare a portare mia figlia ogni giorno” spera la mamma di Alba, della seconda Primaria. “Per me è importantissimo che i bimbi siano in classe e parlino con le maestre. La paura che chiuda tutto adesso è peggiore di quella dei mesi passati: sappiamo cosa vuole dire quarantena e purtroppo lo sanno anche i bimbi. Credo che il Sociale abbia fatto bene a riaprire così: servirà però attenzione da parte di tutti”.

“Il primo giorno di scuola? Tanta emozione: emozionato chi entra in classe per la prima volta, emozionato il papà che lo deve salutare fuori” dice il papà di Matteo, che inizia la prima alla Primaria. “La fortuna è che inizia con i compagni, non a casa. Mi aspetto che vada tutto per il meglio e che tutti capiscano che devono fare il loro, dare un contributo per tenere aperta la scuola e non solo”.

“Per il futuro vorrei sempre istruzioni precise: si sente tutto e il contrario di tutti, specie in televisione. Vorrei chiarezza, in modo da sapere meglio come comportarmi per non rischiare” chiede il papà di Samuele di quinta Primaria. “Lo so, forse chiedo troppo, ma solo così si potrà iniziare a fare qualcosa di utile tutti.”

“Vorrei che si recuperasse il contatto con gli altri senza paura” risponde la mamma di Leonardo della scuola Primaria. “Magari i bambini non la hanno o non si rendono conto di cosa fanno, ma per i genitori c’è sempre un’ansia o una preoccupazione quando giocano con qualcuno, per esempio”.

“Spero che prima o poi ci tolgano queste mascherine” si sfoga la mamma di Mirko, della secondaria di primo grado.

Poi c’è anche chi guarda i vicini e riprende i genitori, come Anna di terza elementare, che dice al papà di tirare su la mascherina.

Qualche studente preferiva studiare ancora a casa, come Vittorio di quarta elementare; o Serena di terza media, che preferirebbe fare anche gli esami on line.

Più “rodati” i genitori della scuola dell’Infanzia. “Abbiamo spiegato a Giovanni che tutti gli altri bimbi iniziavano la scuola oggi, ma lui era stato più bravo perché ha iniziato prima” racconta la mamma.

“Le paure per il Sociale sono poche: abbiamo già visto come gestiscono tutto”, racconta il papà di Iacopo della Scuola dell’Infanzia. “Il timore è che in altre realtà venga gestito tutto peggio e che anche qui si debba chiudere per colpa di altri”.

Anche tra i Docenti, che sono usciti in cortile, sulle porte dell’Istituto, per accogliere uno per uno i ragazzi in questo primo giorno, nonostante la fatica e le tante attenzioni e preoccupazioni, dilaga però la contentezza, la gioia e l’entusiasmo del ricominciare. Anche tra “i prof” la parola più ricorrente è EMOZIONE e l’incontro di persona.

“Finalmente siamo tornati!  Assieme, in presenza – commenta la prof.ssa Romeo che insegna scienze ai Licei – Poterci guardare veramente in viso, poterci ascoltare…  La scuola prima di tutto è comunicare, entrare in relazione”.

Dello stesso avviso anche la prof.ssa Cigna, docente di matematica e fisica nei Licei, che sottolinea l’emozione di questo giorno insieme alle aspettative per questo nuovo anno: “Il primo giorno di scuola mi emoziona sempre. C’è il piacere di rivedersi, la voglia di “fare bene”, la responsabilità di accompagnare i “miei” ragazzi nel loro percorso di crescita.  Il desiderio di trasmettere loro la passione per ciò che fanno, accendere la loro curiosità e la voglia di scoprire. Questa mattina però avevamo tutti un motivo in più,  finalmente tornavamo insieme. Mentre leggevo le regole necessarie per la sicurezza di tutti, mi dispiaceva dover “ingabbiare”, limitare , frenare la loro voglia di muoversi, di interagire. Ma sono bastati gli sguardi e i loro sorrisi per avere fiducia, con l’aiuto della loro freschezza, insieme, sapremo trovare modi nuovi per fare scuola e crescere”.

“Il primo giorno di scuola è sempre un momento importante – commenta il prof. Serra della Secondaria di primo grado, mentre in cortile accoglie i suoi studenti, “vecchi e nuovi” – si ritrovano gli amici, i professori, le aule lasciate vuote negli ultimi mesi e… l’emozione del ricominciare! Quest’anno, senza voler ripetere quanto ci siamo sentiti dire spesso ultimamente, tutto ha acquisito un gusto diverso e nuovo che renderà la nostra avventura scolastica e la nostra vita ancora più piena. Buon inizio!”.

La prof.ssa Lussiatti evidenzia per i liceali “l’emozione di vedere i nostri alunni cresciuti in altezza, ma anche in responsabilità!”, ma lo stesso vale per i piccoli “Colibrì” della scuola dell’Infanzia, come ci ha detto la Maestra Anna riguardo a questo primo giorno: “insieme a leciti timori e perplessità, ho visto nei loro occhietti una gran voglia di ricominciare e accettare la sfida di questo anno particolare”.

“Oggi è stato un misto di molte emozioni, tipico del primo giorno di scuola – racconta il prof. Bosca dei Licei – Ma l’emozione che più ho sentito è stato il senso di comunità tra docenti e studenti che, quasi al pari di vecchi amici che non si vedono da tempo, avevano il piacere di rincontrarsi e confrontarsi di persona”.

E come le “notti prima degli esami”, anche le “notti prima del primo giorno di scuola” hanno un significato particolare. Così la Maestra Anna della scuola Primaria ci confessa che “Il primo pensiero è nato stanotte… quasi insonne per l’emozione di rientrare e rivedere tutti i bimbi e ragazzi. Persino i più piccini, che ancora non avevo conosciuto. Un’esplosione di emozioni a rivedere quelle faccine dietro le mascherine chirurgiche o colorate. Si intuivano la loro “voglia di scuola” e voglia di ritorno alla normalità. In molti mi hanno detto: “peccato non poterti abbracciare!”. Già, peccato! Ma impareremo modi nuovi per stare vicini e dirci quanto ci vogliamo bene. Con gli occhi, con le parole, con una nuova gentilezza di vivere. (Speriamo!). Anche le “vecchie” maestre si emozionano!”.

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Una nuova formazione per cittadini responsabili

10 Settembre 2020

Ogni anno, prima dell’inizio delle lezioni, tutti i Docenti del Sociale, dall’Infanzia ai Licei, si dedicano a una intensa attività di formazione, aggiornamento e programmazione.

In questo anno scolastico, che si presenta ricco di cambiamenti, sfide e nuove attenzioni, questa fase di formazione e programmazione è stata particolarmente intensa.

Il 1 settembre è stato dedicato alla formazione tecnica specifica delle nuove normative, dei rischi legati alla pandemia e alla nuova organizzazione per prevenire e contrastare la diffusione del COVID-19. Tutti i docenti e il personale sono stati formati sul tema, sui suoi rischi, sulle procedure da adottare, sui dispositivi installati in Istituto, sulla riorganizzazione degli spazi e dei percorsi, sulle iniziative di prevenzione e di gestione di eventuali situazioni di pericolo. 

La mattina del giorno successivo, 2 settembre, invece, la formazione ha riguardato il tema: “Una nuova formazione per cittadini responsabili”. Come sede della formazione è stata scelta la sede di Libera (Gruppo Abele) in corso Trapani, che ci ha accolto con disponibilità mettendo i suoi spazi a nostra disposizione. Tre interventi di altissimo livello si sono susseguiti. Ha aperto i lavori il nuovo Direttore Generale del Sociale, il prof. Vincenzo Sibillo, dando il suo benvenuto e introducendo la “chiave di lettura” della giornata.

Nel primo intervento, il P. Francesco Occhetta SJ, gesuita, ha proposto una riflessione su: “Ripartire da un sogno culturale. Dalla formazione alla formazione politica”. Ha scritto P. Occhetta nel suo ultimo libro: “Nella fede cristiana la politica è vocazione e visione, è una forma di carità e di servizio – come ricordava Paolo VI –, è servizio al popolo che diventa il fine dell’azione politica, non lo strumento o il mezzo per compierla”.

Nel secondo intervento, l’on. Piero Fassino, ex-alunno del Sociale, che è stato ministro del commercio con l’estero dal 1998 al 2000, e dal 2017 è Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea, ha proposto le sue considerazioni e il suo punto di vista sul tema: “L’Europa e la formazione di cittadini europei”. L’Europa, infatti, è il contesto sociale, culturale, istituzionale ed economico nel quale i nostri ragazzi sono chiamati a vivere da protagonisti e da cittadini attivi e consapevoli.

Infine, ha chiuso la mattinata l’intervento del prof. Salvatore Passari, sul tema “Dalle conoscenze ai comportamenti: il compito della scuola”, che ha consentito di collegare gli interventi precedenti, ricchi di contenuti, alle attività pomeridiane di programmazione didattica.

Durante il pomeriggio, infatti, i Docenti, divisi in quattro gruppi, hanno lavorato per progettare percorsi didattici sui 4 temi indicati dalle Linee Guida per l’Educazione Civica: Costituzione, Sviluppo Sostenibile, Conoscenza e Tutela del Patrimonio e del Territorio, Cittadinanza Digitale.

Ha concluso la giornata intensa, ricca di stimoli, spunti e anche di lavoro di progettazione e programmazione, la celebrazione della S. Messa, a cui si è unito don Luigi Ciotti, proponendo anche una sua riflessione sulla responsabilità e il ruolo dell’educatore nella società di oggi.

La qualità degli interventi, il profilo dei relatori, il coinvolgimento dei docenti, il loro lavoro di programmazione di nuovi percorsi e attività per i nostri ragazzi hanno reso questa giornata unica e preziosa. 

Riteniamo che per assicurare una scuola di qualità sia essenziale offrire ai Docenti momenti e percorsi di formazione, riflessione e aggiornamento, soprattutto in un momento e un contesto come quello attuale in forte evoluzione e cambiamento.

Guardare lontano, progettare il futuro, delineare le linee educative e didattiche da perseguire sono al centro dei lavori della nostra scuola in questi giorni prima dell’apertura del cancelli per accogliere i nostri ragazzi!

Possiamo solo dire che SIAMO PRONTI!

(photo gallery: cliccare sulla foto per ingrandire)

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