Il giorno dei nuovi inizi

14 Settembre 2020

“Oggi è stato il giorno dei nuovi inizi, un giorno memorabile. E’ la ripartenza vera del Paese verso il suo futuro. Oggi, arrivando presto a scuola, si vedeva un grande sole spuntare da dietro le colline. Mi piace sperare che sia un segno di un buon auspicio per tutti!”. Queste le parole del nuovo Direttore del Sociale, il prof. Vincenzo Sibillo, che questa mattina ha accolto sulle porte del Sociale gli oltre 700 studenti dell’Istituto che hanno iniziato il nuovo anno scolastico. Anche per lui è il “primo giorno di scuola” da Direttore.

Entrate differenziate per scuola e per classe, come orario e come percorso, per evitare assembramenti, rispettare le distanze, consentire la misurazione della temperatura. Ma queste nuove misure a cui dovremo abituarci, anche se apparentemente un po’ scomode, hanno avuto il grande vantaggio di consentire a ciascuno di “gustare” di più questo primo incontro e questo momento dell’entrata a scuola dopo tanti mesi.

Non c’era fretta, ma tanta serenità. Emozione, gioia, forse anche qualche timore. I Liceali pazienti, in fila, ben distanziati sulle scale attendono la misurazione della temperatura. Ogni tanto qualcuno si avvicina un po’ troppo agli altri, subito si formano dei gruppetti, tanti sorrisi, che si vedono benissimo anche sotto le mascherine… Poi si cerca subito di ristabilire la distanza di sicurezza. È difficile stare lontani quando si ha così tanta voglia di rivedersi.

Tra le molte facce, compare anche un maturato. Nostalgia del Liceo? Un po’, anche se in realtà è venuto per un saluto e per ritirare una lettera di referenza. Il prossimo anno andrà a studiare alla Boston University.

La Secondaria di primo grado (per molti ancora la “scuola Media”) entra sulla sinistra della scuola, si scendono le scale, poi chiamati per nome per misurare la temperatura e infine dritti in classe, seguendo il percorso indicato sul pavimento.

Alla Primaria le Maestre hanno preparato una lunga corda, con tanti fiocchi gialli e blu (i colori del Sociale!). Ogni bambino viene chiamato per nome dalla voce ferma e sicura della Preside e poi corre ad afferrare un fiocco sulla corda. E’ una bellissima immagine. Alla fine siamo tutti collegati, tutti uniti, ma distanziati in sicurezza. Qualche lacrima sgorga sulle guance dei più piccoli.

Ma anche qualche genitore è molto emozionato e nasconde gli occhi lucidi dietro al cellulare scattando foto e girando video.

Le Maestre della Scuola dell’Infanzia

Desideriamo lasciare il racconto di questo primo giorno di scuola alle dichiarazioni dirette che abbiamo raccolto questa mattina nel cortile del Sociale. A loro la parola!

Collegio Docenti della Scuola Primaria

I Docenti della Secondaria di primo grado

 

“Timori per l’inizio non ne avevamo ieri e non ne abbiamo oggi, visto che è stato tutto organizzato” dicono i genitori di Carlo di terza della Scuola Primaria. “Conoscendo il Sociale non siamo mai stati preoccupati preoccupati: speriamo che quest’anno continui così”.

“Ad avere più paura sono i bimbi: oggi è sia un ritorno alla normalità, sia una novità” dice il papà di Clara di terza della Scuola Primaria. “Tutti dobbiamo abituarci alle regole per entrare: già domani sapremo meglio tutti come muoverci”. Per quest’anno la speranza è che sia solo un anno scolastico di passaggio, una parentesi prima di tornare alle vecchie abitudini.

 “Questa giornata per i bimbi significa scoprire: come è la scuola, le novità e i compagni” dice la mamma di Emanuele della quarta Scuola Primaria. “Per fortuna adesso prevalgono la curiosità e la voglia di rivedere tutti gli amici”. “Forse quello che devono recuperare i bimbi che hanno fatto lezione a casa è la relazione con così tanti coetanei e adulti ogni giorno, faccia a faccia. Erano abituati a parlare e relazionarsi con molte meno persone”.

Per molti genitori lo spauracchio è quello della didattica a distanza. “L’abbiamo affrontata quando dovevamo: sapere che a settembre al Sociale sarebbero tornati in classe è stato un sollievo” ricorda la mamma di due studenti, uno alla Primaria e uno in seconda Media. “Il Sociale ha gestito bene le lezioni, ma per le famiglie non era facile organizzarsi ogni giorno”.

Certo, magari non è stato tutto facile. “Oggi è faticoso: dopo tanto tempo a casa, qualcuno non voleva tornare” spiega il papà di Giorgia di terza Media. “Anche per noi genitori è il ritorno a un ritmo diverso e bisognerà adattarsi a tutto, incastrare gli orari e gli spostamenti”. Aspettativa: “Mi aspetto che nel giro di poco tutto diventi più facile e che si riesca a far passare agli studenti un po’di normalità”.

“Il primo giorno di lezioni e la scuola in generale vogliono dire imparare”, spiegano i genitori di Gabriele della quarta elementare. “Per tanti mesi abbiamo spiegato ai nostri figli l’importanza delle mascherine e di fare attenzione. Vivendo queste regole anche a scuola speriamo che diventino sempre più facili da mettere in pratica”. Perché per i bambini è sempre più facile imparare ed è importante che imparino fin da piccoli.

“Mi aspetto di continuare a portare mia figlia ogni giorno” spera la mamma di Alba, della seconda Primaria. “Per me è importantissimo che i bimbi siano in classe e parlino con le maestre. La paura che chiuda tutto adesso è peggiore di quella dei mesi passati: sappiamo cosa vuole dire quarantena e purtroppo lo sanno anche i bimbi. Credo che il Sociale abbia fatto bene a riaprire così: servirà però attenzione da parte di tutti”.

“Il primo giorno di scuola? Tanta emozione: emozionato chi entra in classe per la prima volta, emozionato il papà che lo deve salutare fuori” dice il papà di Matteo, che inizia la prima alla Primaria. “La fortuna è che inizia con i compagni, non a casa. Mi aspetto che vada tutto per il meglio e che tutti capiscano che devono fare il loro, dare un contributo per tenere aperta la scuola e non solo”.

“Per il futuro vorrei sempre istruzioni precise: si sente tutto e il contrario di tutti, specie in televisione. Vorrei chiarezza, in modo da sapere meglio come comportarmi per non rischiare” chiede il papà di Samuele di quinta Primaria. “Lo so, forse chiedo troppo, ma solo così si potrà iniziare a fare qualcosa di utile tutti.”

“Vorrei che si recuperasse il contatto con gli altri senza paura” risponde la mamma di Leonardo della scuola Primaria. “Magari i bambini non la hanno o non si rendono conto di cosa fanno, ma per i genitori c’è sempre un’ansia o una preoccupazione quando giocano con qualcuno, per esempio”.

“Spero che prima o poi ci tolgano queste mascherine” si sfoga la mamma di Mirko, della secondaria di primo grado.

Poi c’è anche chi guarda i vicini e riprende i genitori, come Anna di terza elementare, che dice al papà di tirare su la mascherina.

Qualche studente preferiva studiare ancora a casa, come Vittorio di quarta elementare; o Serena di terza media, che preferirebbe fare anche gli esami on line.

Più “rodati” i genitori della scuola dell’Infanzia. “Abbiamo spiegato a Giovanni che tutti gli altri bimbi iniziavano la scuola oggi, ma lui era stato più bravo perché ha iniziato prima” racconta la mamma.

“Le paure per il Sociale sono poche: abbiamo già visto come gestiscono tutto”, racconta il papà di Iacopo della Scuola dell’Infanzia. “Il timore è che in altre realtà venga gestito tutto peggio e che anche qui si debba chiudere per colpa di altri”.

Anche tra i Docenti, che sono usciti in cortile, sulle porte dell’Istituto, per accogliere uno per uno i ragazzi in questo primo giorno, nonostante la fatica e le tante attenzioni e preoccupazioni, dilaga però la contentezza, la gioia e l’entusiasmo del ricominciare. Anche tra “i prof” la parola più ricorrente è EMOZIONE e l’incontro di persona.

“Finalmente siamo tornati!  Assieme, in presenza – commenta la prof.ssa Romeo che insegna scienze ai Licei – Poterci guardare veramente in viso, poterci ascoltare…  La scuola prima di tutto è comunicare, entrare in relazione”.

Dello stesso avviso anche la prof.ssa Cigna, docente di matematica e fisica nei Licei, che sottolinea l’emozione di questo giorno insieme alle aspettative per questo nuovo anno: “Il primo giorno di scuola mi emoziona sempre. C’è il piacere di rivedersi, la voglia di “fare bene”, la responsabilità di accompagnare i “miei” ragazzi nel loro percorso di crescita.  Il desiderio di trasmettere loro la passione per ciò che fanno, accendere la loro curiosità e la voglia di scoprire. Questa mattina però avevamo tutti un motivo in più,  finalmente tornavamo insieme. Mentre leggevo le regole necessarie per la sicurezza di tutti, mi dispiaceva dover “ingabbiare”, limitare , frenare la loro voglia di muoversi, di interagire. Ma sono bastati gli sguardi e i loro sorrisi per avere fiducia, con l’aiuto della loro freschezza, insieme, sapremo trovare modi nuovi per fare scuola e crescere”.

“Il primo giorno di scuola è sempre un momento importante – commenta il prof. Serra della Secondaria di primo grado, mentre in cortile accoglie i suoi studenti, “vecchi e nuovi” – si ritrovano gli amici, i professori, le aule lasciate vuote negli ultimi mesi e… l’emozione del ricominciare! Quest’anno, senza voler ripetere quanto ci siamo sentiti dire spesso ultimamente, tutto ha acquisito un gusto diverso e nuovo che renderà la nostra avventura scolastica e la nostra vita ancora più piena. Buon inizio!”.

La prof.ssa Lussiatti evidenzia per i liceali “l’emozione di vedere i nostri alunni cresciuti in altezza, ma anche in responsabilità!”, ma lo stesso vale per i piccoli “Colibrì” della scuola dell’Infanzia, come ci ha detto la Maestra Anna riguardo a questo primo giorno: “insieme a leciti timori e perplessità, ho visto nei loro occhietti una gran voglia di ricominciare e accettare la sfida di questo anno particolare”.

“Oggi è stato un misto di molte emozioni, tipico del primo giorno di scuola – racconta il prof. Bosca dei Licei – Ma l’emozione che più ho sentito è stato il senso di comunità tra docenti e studenti che, quasi al pari di vecchi amici che non si vedono da tempo, avevano il piacere di rincontrarsi e confrontarsi di persona”.

E come le “notti prima degli esami”, anche le “notti prima del primo giorno di scuola” hanno un significato particolare. Così la Maestra Anna della scuola Primaria ci confessa che “Il primo pensiero è nato stanotte… quasi insonne per l’emozione di rientrare e rivedere tutti i bimbi e ragazzi. Persino i più piccini, che ancora non avevo conosciuto. Un’esplosione di emozioni a rivedere quelle faccine dietro le mascherine chirurgiche o colorate. Si intuivano la loro “voglia di scuola” e voglia di ritorno alla normalità. In molti mi hanno detto: “peccato non poterti abbracciare!”. Già, peccato! Ma impareremo modi nuovi per stare vicini e dirci quanto ci vogliamo bene. Con gli occhi, con le parole, con una nuova gentilezza di vivere. (Speriamo!). Anche le “vecchie” maestre si emozionano!”.

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