Una sala cinematografica per la scuola (l’esperienza)

20 Ottobre 2020


Martedì 20 ottobre le due classi terze della nostra scuola Secondaria di primo grado hanno partecipato al primo appuntamento del bel progetto “Una sala cinematografica per la scuola”, promosso dal Torino Film Festival e da Riconnessioni. Gli studenti hanno visto il documentario “Star Stuff” del registra iraniano Milad Tangshir, presentato al TFF del 2019, e hanno avuto la possibilità di condividere, durante e dopo la proiezione, direttamente con il regista, il produttore Davide Ferrario e il fonico Vito Martinelli, le proprie riflessioni e curiosità.

Il documentario è un viaggio che tocca tre tra i più importanti osservatori astronomici del mondo, che si trovano negli angoli più remoti del pianeta: il deserto del Cile, il Grand Karoo in Sudafrica e l’isola di La Palma, in Spagna. Tre punti privilegiati per l’osservazione e lo studio dell’Universo dove, grazie all’uso delle più recenti tecnologie, la comunità scientifica ha raggiunto brillanti scoperte sulle origini dell’Universo e della vita sulla Terra.

La pellicola è però fondamentalmente la prova concreta che il mondo della scienza, qui rappresentato dalle persone che lavorano negli osservatori, e quello delle piccole comunità di contadini e pescatori che vivono in quei luoghi remoti sono solo apparentemente in antitesi. In realtà questi due mondi condividono la stessa attenzione verso il cielo che li sovrasta e, grazie alle letture e riflessioni dei diversi personaggi del documentario, ci aiutano ad alzare gli occhi verso le stelle, superando i limiti e le preoccupazioni del piccolo microcosmo in cui viviamo.

Durante la proiezione un nostro studente, sentendo uno dei protagonisti che raccontava il proprio rapporto con il tempo e la storia di fronte ad un immenso cielo stellato, ha notato che, seppur attraverso parole molto semplici, eravamo in presenza di una vera poesia che ci invitava a superare le nostre diversità e a riconoscerci tutti “fratelli dello stesso Cielo”. Proprio così. Davanti allo spettacolo della Natura e dell’Umano che il documentario ci ha proposto, parafrasando una celebre poesia di Giuseppe Ungaretti: ci siamo riconosciuti tutti docili fibre dell’universo.

Per chi avesse ancora la pazienza di continuare la lettura, proponiamo alcune riflessioni “a caldo” dei nostri studenti.

Mi è piaciuto molto il fatto che nonostante fosse un documentario incentrato sull’astronomia è riuscito a farmi riflettere su molti problemi attuali tra cui il razzismo e la diversità. (Martina)

Nella proiezione del film di oggi mi è piaciuto molto il momento in cui si sono viste tutte le stelle e le galassie e il narratore parlava del fatto che noi conosciamo solo il 4% dell’universo e ciò mi fa pensare che noi esseri umani non siamo niente in confronto a quello che pensiamo di essere. Per quanto riguarda quello che dicevo all’inizio su quanto riguarda il fatto che mostravano stelle e galassie l’ho trovato affascinate e rilassante, in quanto mi rilassa vedere quei paesaggi e anche i miei sfondi di cellulari e computer sono tempestati di immagini dello spazio.  (Matteo)

Mi è piaciuto molto il messaggio che ha trasmesso uno degli astronomi. Lui ha sempre sognato di fare l’astronauta. poi non potendolo fare ha comunque deciso di lavorare con le stelle facendo l’astronomo: questo dimostra che devi essere determinato e credere in te stesso, perché se non credi in te stesso nessuno lo farà per te e i tuoi sogni resteranno semplicemente sogni. (Francesco)

La parte che mi è piaciuta di più è stata la prima, ambientata in Cile. Ho apprezzato particolarmente questa parte perché facevano vedere molto di più i paesaggi, che a mio parere erano mozzafiato. (Rebecca)

 

 

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