Rispetto di Noi e degli Altri nell’era digitale

22 Dicembre 2020

Il giorno 21 dicembre 2020 le classi 3^ e 4^ del Liceo Scientifico dell’Istituto Sociale si sono collegate via “Meet” con il Capitano dell’Arma dei Carabinieri – Distretto Sud, Dott. Pedullà per un incontro sulla media education. Hanno anche la Preside Prof.ssa Chiara Alpestre, la Prof.ssa Garneri, la Prof.ssa Badami, la Prof.ssa Romeo ed il Prof. Tagliaferri.

Il Dott. Pedullà, nella sua premessa, non ha demonizzato i social, ma ha evidenziato come la pandemia abbia fatto emergere il loro aspetto più vantaggioso, essendo ora più che mai estremamente utili per una efficace comunicazione. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di rendere noi studenti consapevoli dei rischi e potenziali violazioni dei diritti quando si fa un cattivo uso dei social.

Il relatore si è soffermato sul fenomeno del cyberbullismo definendolo come la manifestazione in rete di un fenomeno più ampio conosciuto come bullismo. Quest’ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un “bullo”, o un gruppo di “bulli”, su una vittima. L’azione si caratterizza in varie forme: molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni ed il più delle volte si verifica tra i ragazzi della scuola. Purtroppo la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi anche nelle case di alcune persone, sulle quali esercitano paura ed angoscia con messaggi, immagini o video inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo, cioè un insieme di azioni aggressive e intenzionali, realizzate mediante strumenti elettronici, il cui obiettivo è quello di provocare danni a persone incapaci di difendersi.

L’interesse per l’argomento è stato sottolineato dalle numerose domande poste al relatore. E’ intervenuta anche la Preside che ha raccontato di un suo ex allievo che non aveva superato il colloquio di lavoro proprio perché sui social erano state pubblicate alcune immagini di momenti in cui, da molto giovane, era stato particolarmente festaiolo. Evidentemente, oggi, oltre al curriculum il nostro “essere” si esplicita anche attraverso i social: è quella che viene normalmente definita “digital footprint”.

Una domanda molto interessante è stata sul reato del “furto dell’identità” che ha permesso di spiegare come il furto d’identità digitale sia un reato punito dal Codice Penale con pene severe fino alla reclusione. Ci sono due situazioni: la “sostituzione di persona”, in cui un individuo finge di essere qualcun altro per compiere atti illeciti. Un secondo caso è relativo alla “frode informatica”, attraverso la quale si entra in possesso illegalmente dei dati di una persona, e così facendo si può accedere all’interno del suo smartphone o tablet.

In conclusione, il Dott. Pedullà ha menzionato la Legge n.71 del 2017 contenente disposizioni per la prevenzione e contrasto del cyberbullismo. E’ stato anche chiarito come la trans-omofobia consista nella propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, ma anche discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

L’incontro ci ha quindi dato modo di fare delle riflessioni sulla necessità di sfruttare le potenzialità comunicative del web, delle community e dei social networks, senza correre i rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri. Come tutti gli strumenti tecnologici che il progresso ci mette a disposizione, anche i social network se saputi usare possono facilitare e migliorare le relazioni umane ma, se usati in modo inappropriato, possono essere fonte di violenza e violazione di diritti.

Vittorio Drogo De Iacovo

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