Ma dove siete?

20 Marzo 2021

Parcheggio semi vuoto, come solo capita nelle afose giornate di fine luglio. Ma dove siete?

Il rumore sordo, solitamente impercepibile, delle porte scorrevoli mi introduce in un atrio deserto e stranamente silenzioso; anche il saluto di Claudio dalla portineria questa mattina è più sommesso, quasi a non voler spezzare quell’aura magica e surreale che ci avvolge. Ma dove siete?

Anche il mio ufficio oggi ha qualcosa di diverso: il telefono vibra raramente, nessuno bussa alla porta, nessuno si affaccia per un rapido saluto o un generico “come stai?”; nessun bambino della Primaria arriva con i dolcetti: forse oggi non ci sono compleanni? Strano.

Percorro i corridoi della Secondaria: il silenzio la fa da padrone e mi accompagna solo l’eco dei miei passi, dalle aule, rigorosamente chiuse, non giungono spezzoni di spiegazioni che spesso hanno attirato la mia curiosità facendomi sostare un attimo di troppo davanti all’aula aperta; non percepisco quelle battute fuori luogo o quelle risate, quei movimenti rumorosi  che fanno parte della vita della scuola; non incontro alunni sparuti che, rientrando dal bagno, hanno strappato una pausa a una lezione forse noiosa. Ma dove siete?

E la sala insegnanti? Irriconoscibile, così ordinata, così spoglia, così spenta. Questo che è uno dei luoghi più vivi e più animati della scuola, dove si intrecciano discorsi di ogni tipo, da quelli esclusivamente di argomento didattico a quelli più confidenziali e personali, oggi si presenta in tutta la sua desolazione. Una sensazione di vuoto, di privazione, di assenza che è quasi dolorosa.

In tarda mattinata mi concedo due passi nel nostro parco: i segnali della primavera che incalza sono inequivocabili come anche i profumi; il sole gioca a rimpiattino tra le foglie e il cedro del Libano svetta in tutta la sua maestà e bellezza; uno scoiattolo, uno dei tanti, mi sfreccia veloce davanti e con agilità invidiabile si arrampica come un equilibrista tra i rami di un albero. Mi guardo attorno: solo deserto, solo silenzio. E una sensazione di disagio inspiegabile. Ma dove siete?

Quando rientro mi avventuro per i corridoi della Primaria… ma… sono voci quelle che mi arrivano ovattate e indistinte… Apro timidamente la porta di un’aula: banchi vuoti, ma alla cattedra la maestra sta parlando davanti al monitor, mi avvicino, voglio guardare anch’io e improvvisamente… ecco dove siete! Tutti presenti, tutti uniti come in un collage sullo schermo del computer, qualcuno saluta con la mano, altri con parole e la lezione per un attimo si interrompe, ma è un attimo magico che fa sentire sì il peso della lontananza fisica, ma anche l’emozione del ritrovarsi, come dite voi nel vostro slogan, DISTANTI ma UNITI.

Prof.ssa Paola Vigna

Coordinatrice Didattica Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado

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