“Educare è rinnovare il mondo”

6 Settembre 2021

È un messaggio carico di speranza quello che padre José Mesa SJ, colombiano, Segretario mondiale per l’Educazione della Compagnia di Gesù, ha trasmesso ai docenti dell’Istituto Sociale, che il 2 settembre si sono ritrovati con lui presso la Certosa di Avigliana per una giornata di formazione.

L’intervento di padre José Mesa SJ il 2 settembre

L’educazione in una scuola dei Gesuiti – ha sottolineato padre Mesa alla platea – non è quello che dite, ma quello che fate in classe ogni giorno, specialmente con gli studenti più difficili. Il bene della Cristianità e del mondo dipende dall’appropriata educazione dei giovani, pertanto voi avete l’opportunità, ogni giorno, di rendere migliore il mondo.

Padre Mesa ha messo in guardia da un grave rischio, che l’educazione dei Gesuiti diventi un museo, una conservazione ed una ripetizione di forme del passato. Occorre invece ricercare nuove risposte di fronte alle sfide di oggi.

Una scuola dei Gesuiti dovrebbe essere in grado di rinnovarsi. Il rinnovamento è un compito permanente nel lavoro educativo.

Questo vale anche per la Compagnia: padre Arrupe SJ nel 1973 affermava che se la Compagnia vuole restare fedele a sé stessa, deve cambiare la maggior parte delle forme concrete che assume in ogni epoca.

Come agire oggi con la pandemia? Nessuno era pronto ed è un grosso problema, però ci ha aperto a nuove opportunità. Sarebbe un grave errore ritornare a come eravamo prima. La pandemia ci suggerisce l’audacia di costruire un nuovo mondo. Non dobbiamo perdere questa occasione.

Padre Mesa con il prof. Vincenzo Sibillo, Direttore del Sociale, davanti alla mappa delle scuole dei Gesuiti nel mondo

Dobbiamo trovare a new way for a different future, nuove strade per un futuro differente, ha detto Mesa citando un invito dell’attuale Generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa SJ. È lo stesso invito che il Sociale ha adottato per celebrare i suoi 140 anni di vita.

Quali strade nuove percorrere dunque? Una straordinaria opportunità da cogliere è quella del grande network educativo dei Gesuiti in tutto il mondo, a cui Mesa sovrintende.

Più di 800 tra scuole e Università, che però sono ancora troppo isolate. Invece potrebbero offrire occasioni di proficua collaborazione, di scambio, di confronto sulle sfide da diverse prospettive.

E quali sono oggi le sfide in campo educativo? La Compagnia ne ha individuate alcune: educare alla fede, educare alla profondità, educare alla riconciliazione, educare alla cittadinanza globale. E ancora, prendersi cura della nostra casa comune secondo una prospettiva ignaziana.

Ma non solo. C’è una traccia per le scuole dei Gesuiti nel mondo, un impegno comune, messo a punto recentemente dall’International Commission on the Apostolate on Jesuit Education (ICAJE), di cui padre Mesa è il presidente, e contenuto in una pubblicazione dal titolo emblematico, Le Scuole dei Gesuiti: una tradizione viva nel 21° secolo”.

Il volume “Le scuole dei Gesuiti: una tradizione viva nel 21° secolo”

In questo documento sono contenuti i 10 elementi identificativi globali di una scuola dei Gesuiti, tra cui una formazione profonda alla fede in dialogo con le altre religioni, l’impegno per la cittadinanza globale, per l’eccellenza umana, per la rete globale, per la formazione permanente.

Il secondo intervento è stato affidato a padre Eraldo Cacchione SJ, responsabile della Pastorale delle scuole della Fondazione Gesuiti Educazione, che ha offerto spunti di riflessione sul primo identificatore, la formazione profonda alla fede, in dialogo con le altre religioni.

Padre Cacchione ha premesso che oggi si fa fatica a parlare di fede. Per parlare di fede dovremmo prima metterci in ascolto dei giovani, delle loro attese, talvolta del loro grido.

Dovremmo provare a ricomporre, tramite l’educazione, le tante fratture generate dall’egolatria: frattura tra generazioni, tra popoli e culture, tra parti ricche e parti povere, tra maschile e femminile, tra economia ed etica, tra umanità e pianeta terra.

L’intervento di padre Eraldo Cacchione SJ

Dovremmo cercare poi le parole giuste per restituire a tutti l’originalità e la bellezza della vocazione umana nei confronti dell’altro e del suo destino; curare l’interiorità dei giovani, educandoli a porsi le domande esistenziali, i grandi interrogativi innanzitutto sul perché, prima ancora che sul come; dare parola agli interrogativi e ai grandi desideri che ci abitano e ci aprono al trascendente.

Incoraggianti le parole pronunciate da papa Francesco nell’ottobre 2020, in piena pandemia:

È in crisi il nostro modo di intendere la realtà e di intenderci tra di noi. Educare è scommettere e dare al presente la speranza.

Educare è sempre un atto di speranza. Un cammino di vita ha bisogno di una speranza fondata sulla solidarietà. L’educazione è una questione di amore e di responsabilità. L’educazione come naturale antidoto alla cultura individualistica, alla cultura dell’io, del privato e dell’indifferenza.

Occorre una rinnovata stagione di impegno educativo, un patto educativo globale per e con le nuove generazioni. Non bisogna confondere l’educazione con l’istruzione. È necessario perseguire una cultura integrale, partecipativa e poliedrica, creare un tessuto di relazioni…

Padre Mesa visita la scuola dell’Infanzia. Alla sua sin. la direttrice Raffaella Polledro, alla destra le assistenti Veronica Delli Carri, Nisida Petrucci e Giusy Laccone.

Questa è la missione delle nostre scuole, che ci richiede un grande coraggio: coraggio di mettere al centro la persona in relazione con ogni altra creatura; di investire le migliori energie di creatività e responsabilità; di formare persone disponibili a servire la comunità.

Perché educhiamo e come educhiamo: la risposta ai due interrogativi dà forma al nostro impegno per la formazione dei giovani alla fede.

Nella stessa giornata, nel pomeriggio, i docenti si sono ritrovati per lavorare insieme dentro gli orizzonti tratteggiati dai relatori ed hanno così avviato un cammino di riflessione, di confronto e di progettualità che durerà per l’intero anno scolastico.

Padre Mesa si è poi fermato a Torino per qualche giorno. Ha espresso il desiderio di visitare la scuola e gli impianti sportivi.

Ha incontrato il Consiglio di Direzione e i padri Gesuiti della Comunità. Ha avuto anche l’occasione di visitare le bellezze artistiche della città, che ha molto apprezzato.

Lo ringraziamo per la sua preziosa e generosa disponibilità e per averci lasciato un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro.

Prof. Vincenzo Sibillo
Direttore Generale

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