Le nostre parole guida

21 Settembre 2021

Dove inizia ogni giorno l’accoglienza degli alunni

La Scuola Secondaria di I grado è ricominciata da una settimana e alcune classi ci hanno già fatto tornare alla mente le nostre parole guida. Così in ordine sparso. 

Accoglienza

Innanzitutto nelle classi prime, perché il primo giorno di Scuola Secondaria porta sempre con sé una buona dose di emozioni, aspettative, ansie, e tanta voglia di intraprendere una nuova avventura. Un giro di nomi e una piccola attività: scrivi una lettere a te stesso: fai finta, cioè, di essere te stesso alla fine di quest’anno scolastico e di inviare una lettera al te stesso di oggi. 

Che cosa ti vorresti dire? Quali consigli potresti darti? Con quale spirito affronteresti le sfide che ti attendono? 

… Ma anche in tutte le altre classi per ricordare che accoglienza significa integrazione, diversità, umanità

Tra l’altro, a proposito di accoglienza, benvenuti a Martina, Davide ed Edoardo, che si sono uniti a noi in seconda e terza e che questa settimana hanno conosciuto i loro nuovi compagni. 

Umanesimo

Non è solo la prima lezione di storia nelle classi seconde, ma è soprattutto un modo di iniziare quest’anno scolastico.

Umanesimo ci ricorda umanità, umano, uomo… abbiamo riflettuto con i ragazzi sul fatto che durante quest’anno sarebbe bello scoprirci o riscoprirci umani, capaci di incontrare e stare vicino agli altri in modo particolare attraverso le attività di educazione civica che sono state presentate in tutte le classi spiegando i fili rossi di questo percorso: migrazioni, diritti, memoria, cittadinanza digitale, sostenibilità. 

Dono

Siamo partiti dalla favola di Tolstoj: I due fratelli, quella in cui ci sono due fratelli appunto che condividono la proprietà di un campo. Il primo, che vive da solo, tutte le notti, di nascosto, porta una parte del proprio raccolto all’altro fratello che ha famiglia e quindi ne ha più bisogno. Ma non vuole farglielo sapere.

Il secondo, che è sposato e ha dei figli, sempre senza farsi vedere, di notte, porta parte del proprio raccolto al fratello che è solo, perché è preoccupato che nessuno si prenda cura di lui. Quando una sera finalmente si incontrano, lo stupore e la gioia riempiono i loro occhi. 

Orientarsi nella vita

Il dono è sempre inaspettato, altruista, gratuito. Come abbiamo raccontato ai ragazzi il tema del dono tornerà spesso durante l’anno, perché donare non è “perdere qualcosa” ma arricchire la propria vita di esperienze e incontri nuovi. 

Orientamento

I ragazzi di Terza li riconosci subito, dal primo passo che fanno appena entrati in corridoio: sicuri, spavaldi, un po’ sgraziati ma sempre padroni di una situazione che ormai conoscono da due anni. 

Ed è bello minare un po’ della loro convinzione, parlando fin dal primo giorno non di esame finale, come si aspetterebbero, ma di orientamento che, detto sinceramente, sarà anche la cosa più importante che capiterà loro quest’anno. 

Orientarsi, prima ancora che svolgere i test psico-attitudinali o conoscere l’offerta formativa del liceo, significa capire che cosa si vuol diventare nella vita, quale posto si vuole occupare nel mondo e soprattutto come realizzarsi per ciò che veramente si è. 

Come diceva Collodi d’altra parte: “Insegui ciò che ami, o finirai per amare ciò che trovi”, ecco siamo partiti da lì per farci raccontare dai ragazzi aspettative e sogni sul loro (prossimo) futuro.

Prof. Enrico Serra
Docente di Lettere 

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